In uscita il nuovo libro di Pierdante Piccioni, il medico che ha ispirato la serie tv con Luca Argentero Doc – Nelle tue mani

Pierdante Piccioni

La terza stagione di Doc – Nelle tue mani, conferma la fiction come uno dei più grandi successi recenti della Rai. Merito degli interpreti certamente, Luca Argentero in testa, e delle storie narrate, ma sapete che il lavoro si ispira ad un medico vero e alla sua esperienza? Lui si chiama Pierdante Piccioni, di cui esce in questi giorni l’ultima fatica letteraria. Scopriamo di più.

Chi è Pierdante Piccioni, il medico che ha ispirato Doc – Nelle tue mani: l’incidente e il libro da cui è tratto il medical drama

Pierdante Piccioni è un medico e scrittore originario della provincia di Cremona. Dopo essere stato primario presso il pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Lodi e di quello di Codogno, è diventato professore universitario all’Università degli Studi di Pavia e consulente del Ministero della salute.

La vita del dottore ha subito un inaspettato e drastico cambiamento il 31 Maggio 2013 in seguito ad un grave incidente stradale. Dopo essere entrato in coma per qualche ora, Piccioni si è risvegliato ma ha perso del tutto il ricordo degli ultimi 12 anni della sua esistenza per colpa di una lesione.

Grazie all’aiuto della moglie e degli amici, l’uomo è riuscito a riappropriarsi della propria vita. La scrittura lo ha aiutato moltissimo nel percorso di guarigione. Doc – Nelle tue mani è tratta da Meno dodici, il libro di cui Piccioni è autore insieme a Pierangelo Sapegno.

Oltre a collaborare alla sceneggiatura, il medico si è cimentato persino come attore. Nella seconda puntata della prima stagione è stato un paziente, in quelle successive invece, si è riservato un cameo nel ruolo a lui più congeniale evidentemente, quello di un dottore.

Io ricordo tutto, il libro in uscita

L’ultima libro di Pierdante Piccioni è Io ricordo tutto, un romanzo scritto ancora una volta in collaborazione con Pierangelo Sapegno per la casa editrice Marietti 1820.

In una recente intervista, in proposito l’autore ha dichiarato che “il protagonista si chiama Ernesto Ferrari (come i miei nonni), c’è il mio paese (Levata di Grontardo). È il modo per me per parlare di demenza, amnesia, modalità terapeutiche”. E noi siamo pronti a scommettere che sarà un altro successo.

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