Arriva sulla Rai “Una piccola formalità” serie Rai ispirata al romanzo di Alessia Gazzola pubblicato da Longanesi, ambientata nella frenetica Milano contemporanea e nelle vite di una generazione alla ricerca del proprio posto nel mondo. La protagonista è Rachele, giovane giornalista trentenne che vive in periferia con l’amica di sempre Arianna e lavora per una rivista di moda, coltivando il desiderio di entrare nella redazione di un importante quotidiano cittadino. Un’eredità inaspettata ricevuta da un parente mai conosciuto sconvolgerà le sue certezze e aprirà nuove prospettive. Presentata all‘Italian Global Series a Riccione, la fiction, composta da sei puntate, è diretta da Davide Marengo e vanta un cast guidato da Pilar Fogliati, Lorenzo Richelmy e Alessio Boni.
“Una piccola formalità”, intervista esclusiva a Pilar Fogliati e al regista Davide Marengo
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Pilar Fogliati e il regista Davide Marengo. In merito alla nuova serie di cui è protagonista, Pilar Fogliati ha raccontato: “Una piccola formalità” racconta la storia di Rachele, una giovane giornalista di trent’anni che vive una fase complessa della sua vita. È una ragazza piena di ambizioni, con il desiderio di occuparsi di inchieste importanti, ma si ritrova a lavorare per una testata lontana da quella che aveva sempre sognato. Nonostante l’impegno e la passione, fatica ad arrivare alla fine del mese e si batte per raccontare temi molto attuali, come la difficoltà degli studenti universitari a trovare casa e il problema degli affitti a Milano. Rachele è una ragazza combattiva ma anche ironica, capace di affrontare con leggerezza le difficoltà quotidiane. Vive con una coinquilina che si trova in una situazione ancora più complicata della sua, fino a quando arriva una notizia inaspettata: suo padre, con cui ha un rapporto molto forte, le comunica la morte di uno zio che le ha lasciato una grande eredità. Quello zio, però, è sempre stato avvolto dal mistero. Da questo momento per Rachele inizia una vera e propria ricerca personale, quasi un’indagine, che porterà avanti insieme a un suo ex compagno di liceo diventato notaio. Lui rappresenta una Milano completamente diversa dalla sua: una città legata al benessere, alle possibilità economiche e a uno stile di vita più privilegiato. Insieme intraprenderanno un viaggio alla scoperta delle sue radici, cercando quelle risposte che forse possono colmare un vuoto che Rachele ha sempre percepito dentro di sé”.
Pilar ha rivelato l’aspetto del personaggio che più l’ha colpita: “La cosa che mi ha colpito maggiormente di Rachele è la sua estrema contemporaneità. Abbiamo cercato di raccontare con sincerità la realtà di una ragazza di trent’anni che non vive una situazione ideale: abita in un piccolo seminterrato umido a Milano e deve affrontare difficoltà molto concrete. Mi piace proprio questo aspetto del personaggio, perché racconta una generazione che spesso si trova a fare i conti con aspettative, sogni e problemi quotidiani. Inoltre Rachele ha la mia stessa età, e questo ha reso ancora più vicino il suo percorso. Un altro elemento che amo della serie è il modo in cui riesce a mescolare generi diversi. C’è il mistero, c’è il lato emotivo legato alla famiglia, ma c’è anche tanta comicità. È una storia capace di passare dal giallo ai momenti più intimi e divertenti con grande equilibrio”.
Il regista Davide Marengo ha spiegato come ha lavorato per adattare il romanzo di Alessia Gazzola: “La serie nasce dal libro di Alessia Gazzola ed è stata adattata da Eleonora Cimpanelli e Michela Straniero, che hanno svolto un lavoro molto interessante, introducendo anche alcuni cambiamenti rispetto al romanzo. Uno degli aspetti più belli della serie riguarda il percorso professionale di Rachele. Oltre alla storia familiare, ai sentimenti e al rapporto con due persone che entreranno nella sua vita, c’è infatti un’importante componente sociale. Rachele è una giornalista e in ogni episodio porta avanti un’inchiesta diversa, raccontando storie legate alla realtà quotidiana, alle persone e alle loro esperienze”. Una piccola formalità è una serie che appassionerà il pubblico. Ne è convinto Marengo: “Credo che il punto di forza sia la capacità di divertire, emozionare e commuovere in modo inaspettato. Lo spettatore entra lentamente in sintonia con Rachele e con il suo percorso, senza accorgersi quasi di quanto si affezioni al personaggio. La serie racconta una Milano contemporanea, molto presente nella narrazione, una città dinamica e piena di contrasti. Anche il ritmo del racconto segue questa energia: è una storia che si muove continuamente e che riesce a coinvolgere il pubblico”.
Marengo ha poi polemizzato sulla messa in onda delle serie alle 22: “Penso che la prima serata debba tornare a essere davvero prima serata e non trasformarsi progressivamente in una seconda serata. È una questione importante sia per gli spettatori sia per chi lavora nel settore. La maggior parte delle persone guarda la televisione seguendo orari più tradizionali, quindi sarebbe giusto riportare gli appuntamenti principali a un orario più accessibile, come le 21. Credo sia necessario rivedere alcune abitudini che negli ultimi anni sono cambiate in una direzione poco favorevole per il pubblico e per la fruizione delle serie”.









