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“Un futuro aprile”, intervista a Ludovica Ciaschetti: “Interpretare Margherita è stata un’occasione di crescita personale. Che Dio ci aiuti 9? Sono affezionata a Olly, mi dispiacerebbe lasciarlo”

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Nel 1985, durante la strage di Pizzolungo, Margherita Asta aveva soltanto dieci anni quando perse la madre Barbara e i suoi due fratelli gemelli in un attentato mafioso destinato al giudice Carlo Palermo. Oggi Margherita non ama definirsi una sopravvissuta, ma piuttosto una testimone di quella tragedia che ha scelto di trasformare il dolore in memoria e impegno civile. La sua storia arriverà presto sul piccolo schermo con Un futuro Aprile, il film tv che Raiuno trasmetterà il 21 maggio, tratto dal libro Sola con te in un Futuro Aprile scritto dalla stessa Asta. La pellicola racconta gli eventi dal punto di vista di chi è rimasto vivo dopo l’esplosione che sconvolse Trapani. L’attentato era stato organizzato per eliminare il giudice Palermo, impegnato in delicate indagini sui traffici di droga e sui legami tra mafia e apparati di potere. Quel giorno, però, l’autobomba non colpì il magistrato perché un’altra vettura si trovò casualmente tra lui e l’esplosione. A bordo c’erano Barbara Asta e i suoi due bambini, diretti a scuola. Margherita si salvò soltanto perché quella mattina aveva deciso di andare via prima insieme a una compagna. Da allora la sua vita si è intrecciata con quella del giudice Palermo e con la lunga battaglia del padre Nunzio per ottenere verità e giustizia.

“Un futuro aprile”, intervista esclusiva a Ludovica Ciaschetti

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Ludovica Ciaschetti. E’ lei a dare il volto a Margherita Asti: “Interpretare Margherita è stata per me una grande occasione di crescita, sia personale che artistica. Mi sono confrontata con un personaggio che ha attraversato dolori enormi e maturato consapevolezze molto profonde, esperienze che io, a soli 23 anni quando ho affrontato questo ruolo, non avevo ancora vissuto. Per questo ho dovuto mettermi nei panni di una persona con un bagaglio umano molto più intenso del mio, qualcuno che si è trovato costretto a crescere all’improvviso attraverso una tragedia così forte. È stato un percorso impegnativo ma anche estremamente formativo. Questo ruolo mi ha insegnato molto anche sul piano personale, aiutandomi a comprendere meglio come affrontare e gestire i miei dolori. Per questo considero un grande onore aver avuto la possibilità di interpretare Margherita e di entrare in contatto con la sua storia”. 

Ludovica ha poi raccontato il suo incontro con Margherita Asti, avvenuto quando le riprese erano già iniziate: “Margherita è stata una presenza fondamentale lungo tutto il processo creativo che ha preceduto le riprese, seguendoci e osservandoci a distanza per assicurarsi che ciò che raccontavamo fosse il più fedele possibile alla sua storia. Il nostro incontro personale è avvenuto soltanto dopo l’inizio delle riprese, e sono grata che sia stato così, perché mi ha dato il tempo di superare le resistenze iniziali che avevo nell’affrontare un personaggio così complesso e distante da me, con un vissuto molto più ricco ed estremo del mio. Quando ci siamo incontrate è stato come riconoscersi. Non c’è stato bisogno di molte parole: io conoscevo bene la sua storia e lei sapeva che la conoscevo. È stato un momento di grande naturalezza, quasi uno specchiarsi reciproco, un riconoscimento profondo nell’altra persona”. 

Margherita Asti ha trasformato il suo dolore in impegno civile. Ludovica Ciaschetti ha sottolineato l’importanza che il cinema e la tv parlino ai giovani di mafia e memoria: “Credo che il nostro lavoro abbia una forte responsabilità sociale, perché contribuiamo a trasmettere messaggi che arrivano a ragazzi, adulti e bambini. Educazione e consapevolezza sono alla base di qualsiasi esperienza di vita, e per questo considero fondamentale ciò che riusciamo a comunicare attraverso le storie che raccontiamo. Rendere attivo un messaggio che nasce da un dolore improvviso e travolgente significa trasformarlo in qualcosa che possa aiutare a costruire un presente e un futuro migliori. Per questo ritengo essenziale che storie come questa vengano raccontate e condivise”.

Centrale nel film tv l’incontro tra Margherita Asti e il giudice Carlo Palermo. Sul loro rapporto, Ludovica ha dichiarato: “È una storia essenziale, perché segue due percorsi paralleli di dolore che attraversano il tempo in modo distinto. Il racconto non ha mai l’obiettivo di stabilire chi abbia ragione o torto, né di giudicare quale sia il “giusto” o lo “sbagliato” modo di vivere quel dolore, ma piuttosto di mostrare il rispetto che Margherita ha sviluppato nei confronti del dolore dell’altro e del cammino che quel dolore ha compiuto nella sua vita. In questo modo, quando l’incontro tra queste due persone avviene nel corso della storia, ciascuno porta con sé un bagaglio profondo e stratificato. Sono due solitudini che per anni hanno convissuto con un dolore enorme, e che a un certo punto si trovano a incrociarsi, quasi a collidere. Il senso del racconto sta proprio qui: nel dare pari importanza sia alle due solitudini sia al loro incontro finale, perché quell’incontro non avrebbe significato senza il percorso che li ha preceduti”. 

Ludovica Ciaschetti ha poi rivelato quale ruolo le piacerebbe interpretare in futuro: “In generale, mi auguro di continuare a lavorare su ruoli che mi permettano di essere dinamica e di crescere. La cosa più bella del mio percorso finora è che il mio cammino professionale è andato di pari passo con quello personale, e spesso le due dimensioni si sono intrecciate. In alcuni momenti, proprio attraverso il lavoro, sono riuscita a sciogliere nodi personali che avevano bisogno di essere affrontati, perché il mestiere mi richiedeva di metterli in gioco concretamente. Per questo spero che questo processo non si interrompa mai: vorrei continuare a incontrare personaggi complessi, dinamici, capaci di portare con sé grandi storie e, allo stesso tempo, di aiutarmi a scoprire e approfondire anche qualcosa di me stessa”. 

A giugno ripartiranno le riprese della nona stagione di “Che Dio ci aiuti”. A tal proposito abbiamo chiesto a Ludovica Ciaschetti se tornerà sul set: “Olly è un personaggio a cui sono molto affezionata, quindi lasciarlo mi dispiacerebbe davvero tanto. Allo stesso tempo, però, bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi mesi e come evolverà la sua storia. Non è ancora detto nulla: resta da capire se riuscirà a convincersi a tornare in casa famiglia oppure no. In ogni caso, sarà il prosieguo della trama a dirci cosa succederà”. 

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