Dopo aver esplorato temi come l’accettazione di sé, la paura dell’abbandono, la costruzione dell’identità e il passare del tempo, Toy Story 5, in arrivo nelle sale il 18 giugno, concentra la sua attenzione sull’impatto della tecnologia nella vita quotidiana. Il nuovo capitolo della saga Pixar introduce Lilypad, un dispositivo smart con le sembianze di una rana, che mette in difficoltà Woody, Buzz Lightyear, Jessie e gli altri storici protagonisti. La storia si sviluppa in un contesto in cui il gioco tradizionale lascia sempre più spazio a smartphone, applicazioni e contenuti digitali come chat e immagini animate. Al centro della vicenda c’è anche la piccola Bonnie, che fatica a costruire relazioni reali con i coetanei, preferendo l’interazione virtuale. Questo cambiamento mette in crisi il mondo dei giocattoli, costretti a confrontarsi con nuove forme di intrattenimento. Il film, prodotto da Disney e Pixar, riflette così sulle trasformazioni dell’infanzia contemporanea. Nel doppiaggio italiano partecipano Sal Da Vinci, Gianluca Gazzoli, Federica Basso e Katia Follesa, che prestano le loro voci a nuovi personaggi.
Toy Story 5, intervista esclusiva a Gianluca Gazzoli
Noi di SuperGuida TV in occasione della premiere a Roma al Teatro Sistina abbiamo video intervistato in esclusiva Gianluca Gazzoli. Il conduttore ha svelato quali erano i suoi giocattoli preferiti quando era bambino: “Ho avuto un rapporto molto positivo con i giocattoli, al punto che facevo fatica a staccarmene. Credo di averci giocato fino a un’età piuttosto avanzata. Tanto che, quando andavo male a scuola, i miei genitori come punizione mi toglievano i giochi. Questo però mi ha permesso di esplorare tanti mondi diversi e di sviluppare pensieri e immaginazione in modo molto creativo”. Gianluca ha poi dato un consiglio ai giovani Youtuber che vogliono intraprendere il suo percorso: “Consiglio di farlo con l’obiettivo di trasmettere valori autentici e di raccontare le proprie passioni. Se si parte pensando solo ai follower o con la smania di ottenere successo, non si arriva lontano. È fondamentale avere una motivazione più alta, un obiettivo anche morale che dia senso a ciò che si fa”.
A Gianluca Gazzoli abbiamo chiesto una riflessione sul rapporto tra tecnologia e giochi: “Mi sono sentito chiamato in causa sia come genitore sia come utente dei social. Credo che la tecnologia non vada demonizzata, anzi questo film aiuta a capire che è l’essere umano a fare davvero la differenza. È il genitore che deve prestare attenzione e rendersi conto delle dinamiche: solo così la tecnologia smette di essere un nemico e diventa uno strumento capace di alimentare fantasia e immaginazione. Sono contento perché questo film ha una forza ancora maggiore rispetto ai capitoli precedenti, che ho sempre amato. Non pensavo di poter tornare a emozionarmi fino alle lacrime come è successo con il terzo film, e invece qualche lacrima è scesa davvero”.