The Aeronauts, la recensione del film in streaming su Prime Video

The Aeronauts

Tra le spinte che portano l’uomo a raggiungere obiettivi apparentemente fuori dalla sua portata c’è sempre stata e sempre ci sarà quella di sognare in verticale. Di proiettarsi nel cielo e poi ancora più in là di esso, di sfiorare con mano l’intangibile. Tra le altezze siderali capita però di perdersi e non tornare più, o magari perdere qualcosa o qualcuno e doversi riscoprire daccapo. The Aeronauts, film in streaming su Prime Video, diretto dal britannico Tom Harper e sceneggiato insieme a Jack Thorne, condensa queste aspirazioni in un pallone aerostatico innalzato a oltre diecimila metri da terra.

Recensione film “The Aeronauts”

Amelia (Felicity Jones) e James (Eddie Redmayne), i due protagonisti di The Aeronauts, sono i due volti fondamentali per conquistare un obiettivo ancora mai raggiunto. Lei è un’ambiziosa quanto osteggiata donna pilota di mongolfiere in quella che è la società misogina e maschilista dell’Inghilterra del secondo ottocento. Lui è invece uno scienziato della Royal Society considerato da molti alla stregua di un veggente. Lei è poi tutta estro, passione e sentimento, mentre lui si affida al valore del freddo calcolo e dell’infallibile scienza. L’obiettivo di una coppia tanto differente è quello di confermare teorie scientifiche fino a quel momento considerate solo parole su carta, e per farlo l’unico è librarsi in aria sino a raggiungere altezze solo immaginate. Il prezzo da pagare è però notevole.

A muovere il duo e a fargli unire le forze sono poi anche motivazioni profondamente diverse, che solo spostandosi in alto un pezzetto di cielo alla volta trovano un punto di incontro. Per James è la prima esperienza tra le nuvole, mosso da un impulso radicato in lui sin dalla tenera età. Amelia tra quelle nuvole (che sono quasi cosmo) ha invece detto addio a qualcuno, e forse anche a un pezzetto di se stessa. È come un albatros al quale è stata strappata un’ala per poi venire respinto con crudeltà nel mondo a lei ora incomprensibile degli umani, tanto sgraziato in terra quanto magnifico in volo.

Opinione su The Aeronauts

Tra i pregi di The Aeronauts c’è il suo saper non cedere a facili sensazionalismi, né tantomeno a una drammatizzazione ossessiva. I due interpreti non escono dalla loro comfort zone, è vero. Ma è anche una cosa alla quale dopotutto non sono chiamati. Servono a fare da traghettatori di quello che in fin dei conti è un semplice gioco degli opposti costretti a conoscersi nello spazio limitatissimo della cesta dell’aerostato – con un Eddie Redmayne che in questi ruoli a dire il vero sembra sempre più uguale a se stesso.

Il film di Harper argomenta bene e con soluzioni efficaci, lavorando sulla fibra emotiva e  toccando le giuste corde di vertigine e lacrima, senza fare più di quanto sarebbe capace di gestire e offrendo un intrattenimento che mantiene ciò che promette.

Curiosità su The Aeronauts

– James Glaisher è stato un vero meteorologo inglese ricordato per il suo lavoro pionieristico sugli aerostati. Tra il 1862 e il 1866 compì numerose ascensioni per misurare la temperatura e l’umidità dell’atmosfera ai massimi livelli. Con il suo copilota aeronauta Henry Tracey Coxwell batterono il record mondiale di altitudine il 5 settembre 1862. Coxwell viene omesso dal film e sostituito con l’immaginaria Amelia Wren, personaggio che trae ispirazione da varie donne reali, in particolare da Sophie Blanchard.

– Nel film il volo avviene in tempo reale.

– Eddie Redmayne si è infortunato mentre girava una scena sulla mongolfiera e si è gravemente slogato una caviglia. Ha dovuto usare una stampella e un gesso per alcuni giorni.