Serena Brancale a Sanremo 2026 con “Qui con me”: “Quest’anno porto solo la verità. Canto per mia madre”

Serena Brancale
Serena Brancale ph Thom Réver

Serena Brancale torna a Sanremo e lo fa con una canzone dedicata a sua madre. Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno con il brano “Anema e Core”, Brancale sceglie questa volta di calcare il palcoscenico del Teatro Ariston privandosi di qualsiasi maschera, portando solamente la sua voce, la sua storia e il rapporto con sua madre.

Festival di Sanremo 2026: Serena Brancale porta sul palco una dedica a sua madre con “Qui con me”

Durate la conferenza stampa, Serena Brancale racconta: «Undici anni fa ero al Festival di Sanremo per la prima volta: ero molto più incosciente. L’anno scorso invece è stata una festa, un ritorno sereno dopo dieci anni, con Anema e Core, portando una parte di me. Quest’anno è diverso: è la consapevolezza di voler cantare davvero. Il vestito va in secondo piano, la voce è protagonista di tutto». 

Alla domanda sulle sensazioni che sta provando nel portare una canzone così importante su quel palco, l’artista afferma: «È una canzone che ha un peso specifico enorme, anche vocalmente. Non è una questione tecnica, ma emotiva. Ci ho messo sei anni per arrivare a scriverla, perché avevo bisogno di trovare le parole giuste. È un brano pieno di silenzi, e nei silenzi c’è tanta musica». 

Il brano e la tipologia di esecuzione pensata per Sanremo 2026

Sul tipo di esecuzione del brano, la cantante ha le idee chiare: «Quest’anno non ho maschere, non gioco con i colori. Porto quello che sono, quello che ho vissuto e quello che voglio raccontare. Voglio stare immobile, con l’asta, senza gesti da cantante. Non voglio fare niente: voglio cantare. Fine» – e aggiunge – «Durante le prove cerco un punto fisso, non il pubblico. L’immobilità è molto emozionante. Devi anche avere dei piani alternativi: la lacrima è facile, soprattutto quando canti qualcosa per tua madre che non c’è più. Nel mio mestiere devi saper gestire anche quello». 

Parlando del significato del testo del brano sanremese, Brancale dichiara: «Qui con me è una lettera d’amore. Non è un brano nostalgico: è una cura alla nostalgia. Racconto qualcosa che mi fa ancora male, ma che oggi riesco a raccontare serenamente». Poi il ricordo della madre e della somiglianza con lei: «La sento nelle cose concrete: nelle mani, nel sorriso, nel modo di parlare. Mi accorgo che do a mio fratello gli stessi consigli che lei dava a me. La mia voce comincia ad assomigliare alla sua. Non è una questione di fede: è qualcosa che vedo ogni giorno allo specchio»

«Mia madre era contralto, cantava musica barocca. Io la seguivo ovunque: prove, concerti, cori. Mi ha dato tutte le basi classiche: il violino, la disciplina, l’armonia. Tutto quello che faccio oggi nasce da lì. Nulla nei miei brani è lasciato al caso» – sul motivo del perché questo è l’anno giusto aggiunge – «Non ce l’avrei fatta l’anno scorso. Avevo bisogno di passare da Anema e Core, Serenata, dalla festa. Ora è il momento giusto. Dopo sei anni posso parlare di mia madre». 

Brancale sulle possibili critiche

Sulle possibili critiche che arriveranno legate a un pezzo così forte, l’artista risponde: «So che arriveranno critiche: dire che parlare della mamma è “nazional popolare”, che è una scelta facile. Ma le critiche ci sono sempre. Se inizi a fart troppe domande, smetti di fare questo mestiere. Io sono concentrata solo a fare bene il mio lavoro e raccontare qualcosa di vero»

L’incontro con Alessandra Amoroso e il rapporto con l’estero

Lo scorso anno la Brancale durante la serata delle cover è stata accompagnata da Alessandra Amoroso, da quell’incontro è poi nata l’idea di un duetto che ha conquistato tutti: “Serenata”. La cantante sul sodalizio che si è venuto a creare dichiara: «Quando mi sono sentita così tranquilla al pianoforte con Alessandra ho capito che potevo dire qualcosa di più. È nato tutto lì: dall’ascolto reciproco, dall’interplay. È stato l’inizio dello scheletro di Qui con me»

Sui riconoscimenti all’estero su come gli italiani vengono percepiti Serena Brancale dice: «All’estero ho capito che non devo vergognarmi di essere italiana che canta soul in italiano. A New York, a Seoul, a Shanghai adorano quello che portiamo, anche se non capiscono le parole. È bello ricordarsi di essere italiani». 

Possibile partecipazione all’Eurovision?

In conclusione, alla domanda sulla possibile partecipazione all’Eurovision, la Brancale risponde: «Non ci penso ora. Sono concentrata su quello che devo dare in queste serate. Se dovesse accadere, ci penserò nel momento giusto». 

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