Kim Jae-won è uno studente liceale che conduce un’esistenza monotona. Per aiutare il suo compagno di banco, bersaglio costante dei bulli, Jae-won escogita uno stratagemma: fingersi fidanzato di Yeo-reum, una delle ragazze più popolari della scuola, così da allontanare le attenzioni dal ragazzo. Si aspetta un rifiuto immediato, ma con sua sorpresa lei accetta senza esitazioni. Quello che Jae-won non sa è che Yeo-reum soffre di amnesia anterograda: ogni mattina, al risveglio, i ricordi del giorno precedente vengono completamente cancellati. Per lei ogni giorno è davvero un nuovo inizio.
In Se il nostro amore svanisse stanotte, ciò che nasce come una relazione fittizia si trasforma gradualmente in un sentimento autentico. Jae-won scopre che Yeo-reum tiene un diario dettagliato per compensare la sua condizione, annotando meticolosamente quanto accade ogni giorno per poterlo ricordare il dì successivo. Il ragazzo inizia così a corteggiarla ogni volta come se fosse la prima. Ma mentre il loro legame si approfondisce, emerge come questa condizione possa non essere l’unico ostacolo che la coppia sarà chiamata ad affrontare.
Se il nostro amore svanisse stanotte: insieme nonostante tutto – Recensione
Remake dell’omonimo film giapponese uscito nel 2022, a sua volta tratto dal popolare romanzo di Misaki Ichijo pubblicato nel 2017, l’opera si basa su una storia che ha già dimostrato di possedere un forte appeal emotivo, capace di fare breccia soprattutto nel pubblico adolescenziale. La versione sudcoreana, appena approdata su Netflix e diretta da Kim Hye-young, segue fedelmente la struttura narrativa dell’originale, senza assumersi particolari rischi o tentare deviazioni significative. Una scelta comprensibile ma al tempo stesso limitante: chi ha già visto il precedente adattamento difficilmente sentirà l’urgenza di premere di nuovo play.
Per chi invece ne ignorasse l’esistenza, Se il nostro amore svanisse stanotte offre diversi motivi per lasciarsi coinvolgere nei suoi cento minuti di visione. L’incipit narrativo richiama produzioni più celebri come 50 volte il primo bacio (2004), la commedia romantica con Adam Sandler e Drew Barrymore che affrontava una premessa simile con un tono decisamente più leggero. Qui, al contrario, l’atmosfera e’ intrisa di quella malinconia struggente e melodrammatica che caratterizza gran parte del cinema romantico est-asiatico.
Attendere l’inevitabile?
Con il procedere del racconto, il film si carica di una consapevole tristezza, prende atto di come questo amore sia per sua natura effimero e destinato a dissolversi ogni notte. Già nella prima meta’ lascia intuire ulteriori potenziali insidie, con un alone di tragedia imminente pronto a mettere in allerta gli appassionati del genere. Le location scolastiche sono restituite con una discreta sensibilità , facendo affiorare tematiche legate al bullismo – seppur edulcorate in funzione della favola romantica – mentre la love story si sviluppa per lo più al di fuori dell’ambiente educativo, affidata a esperienze che cercano disperatamente di imprimersi in una memoria destinata a un paradossale reset quotidiano.
Fin dal titolo, Se il nostro amore svanisse stanotte non nasconde la propria natura apertamente retorica, affidandosi a un sentimentalismo marcato, punteggiato da note dolceamare che con ogni probabilità sapranno commuovere gli spettatori più ricettivi e portati al trasporto verso i protagonisti. Protagonisti trovano un buon affiatamento grazie alle convincenti interpretazioni di Choo Young-Woo e Shin Shi-A.
Conclusioni finali
Ci troviamo di fronte a un film che gioca le sue carte narrative con assoluta trasparenza, senza vergognarsi di essere dichiaratamente manipolativo nelle sue intenzioni lacrimevoli. Seconda trasposizione di un romanzo giapponese già adattato in patria, Se il nostro amore svanisse stanotte sposta storia e atmosfere nella Corea del Sud contemporanea, tra i banchi di scuola dove nasce un amore fragile e destinato a rinnovarsi ogni giorno.
Un amore complicato dall’amnesia di lei, che costringe il sentimento a rinascere quotidianamente, con tutte le conseguenze emotive del caso. A tratti la carica melodrammatica risulta fin troppo insistita, ma il pubblico di riferimento troverà senza dubbio le lacrime promesse.









