Amore, inganni e separazioni nel mondo contemporaneo sono al centro di “Scuola di seduzione”, il nuovo film firmato e interpretato da Carlo Verdone, disponibile dall’1 aprile 2026 in esclusiva su Paramount+. Con questo progetto, l’autore torna al cinema dopo l’esperienza televisiva di Vita da Carlo, mettendo momentaneamente da parte la serialità. Il lungometraggio nasce dalla collaborazione con gli sceneggiatori Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni, insieme allo stesso Verdone. La produzione è affidata a Luigi e Aurelio De Laurentiis, garanzia di solidità nel panorama cinematografico italiano. Il film si propone di raccontare, con tono ironico ma realistico, le fragilità delle relazioni moderne.
“Scuola di seduzione”, intervista esclusiva a Lino Guanciale e Vittoria Puccini
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Vittoria Puccini e Lino Guanciale. Nel film Vittoria Puccini interpreta Giuliana, una donna ingabbiata in un matrimonio infelice che però decide di correre ai ripari. E per farlo, decide di partire da se stessa: “È fondamentale, è il punto di partenza senza il quale è difficile andare avanti. Lei lo comprende attraverso questo percorso, grazie alla coach e all’incontro con Bruno e con gli altri compagni di questa avventura, a tratti anche sfortunata. Proprio grazie a queste esperienze capisce quanto sia importante ritrovare fiducia in se stessa e imparare ad apprezzarsi, perché senza questo passaggio non riuscirebbe mai a mostrarsi davvero agli altri. Durante il percorso impara quindi a lasciarsi andare e a esprimere ciò che è veramente. Ritrova anche il coraggio di fare cose che aveva dimenticato, come andare a ballare, attività semplici che spesso nella vita si perdono senza un motivo preciso. A volte, infatti, capita di fermarsi e dimenticare ciò che ci faceva stare bene. In questo senso, la scuola di seduzione diventa un’esperienza che insegna proprio questo a tutti i personaggi coinvolti”.
Parlando della sua esperienza sul set e del personaggio che interpreta, Guanciale ha sottolineato: “Mi sono divertito molto, anche perché questo personaggio maschile così inadeguato mi è sembrato un’ottima occasione per raccontare che un modello diverso di virilità è possibile. Bruno, infatti, non ha il problema di rinunciare all’idea del maschio iperpotente, perché è il primo a sentire che non gli appartiene. Tuttavia, è vero quanto si dice: oggi il modello maschile è in crisi e questo rende molti uomini disorientati. Ma questa crisi può rappresentare un’opportunità, a patto di non tornare indietro. La risposta non è chiudersi e arroccarsi su vecchie posizioni, bensì andare avanti, attraversare questo momento e superarlo. Significa anche accettare di rinunciare a una parte di quel potere che, in realtà, finisce per danneggiare proprio gli uomini. L’idea di una mascolinità sempre performante, infatti, porta spesso a conseguenze negative: maggiore esposizione a rischi, difficoltà nel chiedere aiuto, tendenza a trascurare la salute. Rinunciare a questa forma di “sovranità” diventa quindi il primo passo verso un modello maschile più equilibrato e sano”.
Vittoria Puccini e Lino Guanciale hanno parlato poi di seduzione. L’attrice ha spiegato: “Direi che l’arma per sedurre è l’inconsapevolezza, o almeno mi piace pensare che sia così, perché io non sono affatto una persona strategica: non ho mai avuto un piano preciso e mi affido molto all’istinto, senza fare calcoli. In fondo è anche ciò che racconta il film: l’importanza di essere se stessi, senza maschere e senza costruirsi un’identità artificiale solo per soddisfare le aspettative degli altri. Serve invece il coraggio di mostrarsi per ciò che si è davvero. Ed è proprio questa autenticità, secondo me, la vera arma vincente nella seduzione”. Guanciale ha aggiunto: “Vittoria ha ragione: stare bene con se stessi dona una sorta di luce, una naturale brillantezza che diventa spontaneamente attrattiva. Anche perché trasformare la seduzione in una strategia, come farebbe un moderno Don Giovanni, è estremamente faticoso, quasi un lavoro da esperti, come una partita a scacchi giocata ad alti livelli. Richiede impegno, calcolo e costanza. Noi, invece, siamo molto più semplici e anche un po’ pigri, e forse proprio per questo finiamo per puntare su qualcosa di più autentico e immediato”.
Vittoria Puccini e Lino Guanciale hanno regalato nel film anche una scena divertente in cui si lanciano in pista in un ballo sfrenato. I due attori ci scherzano su: “È una scena divertente, ma il ballo ha anche qualcosa di profondamente liberatorio. Provarla e girarla è stato davvero piacevole. Ha rappresentato un momento di libertà non solo per i personaggi, ma anche per noi che la stavamo interpretando”.









