Safe – Opinioni e recensione del film

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Safe è un film del 2012 di genere Azione/Thriller diretto da Boaz Yakin, con protagonisti Jason Statham, Chris Sarandon, Robert John Burke, Anson Mount, James Hong, Catherine Chan. Il film ha una durata di circa 94 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Luke Wright, lottatore di MMA (arti marziali miste), vanta un passato nelle fila del dipartimento di polizia di New York. Nell’ultimo match sul ring l’uomo rifiuta di accettare le condizioni imposte da un boss della mafia russa, che voleva truccarne l’esito avendo scommesso una notevole somma sull’avversario.

Luke manda così al tappeto il contendente e si attira le ire del gangster, il quale mette in atto una spietata vendetta: dopo aver brutalmente ucciso la moglie e il figlio, assicura all’uomo che chiunque proverà ad entrare in contatto con lui sarà vittima della stessa sorte, consegnandolo di fatto ad un’esistenza di solitudine.

In un’altra parte della città, la piccola Mei di origini cinesi ha appena fatto arrivo in America su ordine del crudele capo delle triadi, Han Jao, il quale ha in ostaggio la madre della bambina e la tiene sotto ricatto. Mei, dotata di incredibili capacità intellettive fuori dal comune, viene utilizzata per gestire le operazioni finanziare illegali dell’associazione malavitosa senza che i rivali se ne accorgano. Peccato che proprio i sovietici scoprano le sue peculiarità e intendano rapirla per adoperarle a proprio vantaggio.

L’incontro fortuito tra Luke e Mei darà il via ad un’incredibile avventura nella quale l’uomo, in cerca di vendetta, farà di tutto per proteggere la sua nuova e unica amica.

La recensione del Film

Jason Statham, una bambina cinese e le mafie russa e orientale: quello che potrebbe sembrare l’incipit di una barzelletta è in realtà il nucleo narrativo attorno a cui ruota questo godibile action-movie che ha per assoluto protagonista l’iconica star del genere, consacrata da ormai un decennio agli occhi del grande pubblico.

Safe è un titolo che non va per il sottile proprio come il suo interprete, sempre pronto a prendere le difese dei più deboli e qui addirittura opposto non solo alle due potenti organizzazioni criminali ma anche all’astio di ex-colleghi poliziotti rancorosi nei suoi confronti, situazione che di fatto lo vede impegnato in un continuo e impari conflitto senza esclusione di colpi. Una vera e propria macchina da guerra filmica ottimamente sfruttata dall’adrenalinica regia di Boaz Yakin, newyorchese di origini israeliane alla sua sesta prova dietro la macchina da presa, che ha anche curato la sceneggiatura.

Se tutto sembra già scritto in fase narrativa, come confermato anche dal prevedibile epilogo, ciò che avviene “nel mezzo” è una pura apoteosi ludica ad uso e consumo delle platee di appassionati, con sparatorie, scontri a mani nude, inseguimenti automobilistici e coreografie marziali a dominare la pressoché totalità dell’ora e mezza di visione, con una buona gestione anche del contesto urbano della Grande Mela nelle diverse scene in campo aperto e dialoghi spacconi al punto giusto nella piena tradizione del filone.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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