“CHAOS PERFETTO” è il primo EP di Rob, vincitrice di X-Factor (Disponibile in digitale da venerdì 24 aprile e in formato fisico dal 9 maggio). Un progetto che ha preso forma in tre mesi, e che restituisce con lucidità un momento di passaggio così intenso. Il titolo racchiude l’essenza dell’intero lavoro: un caos reale, vissuto, che nel suo disordine trova una propria forma di perfezione. Non ideale, non costruita, ma profondamente autentica.
Rob, da X-Factor al primo tour passando “Chaos perfetto” – Intervista
Il progetto è la sintesi del suo immaginario e, insieme, un punto di partenza. Un EP che mette a fuoco identità, urgenza espressiva e una forte componente generazionale, raccontando la difficoltà di stare dentro emozioni, relazioni e aspettative in una fase della vita in cui tutto è intenso, ma niente è stabile. Non cerca risposte, non prova a ordinare: resta dentro al caos e lo rende riconoscibile.
Tra le collaborazioni spiccano la voce e le barre di Nitro in “MISERICORDIA”, singolo pubblicato lo scorso venerdì 17 aprile, e la firma di Naska in “LA MIA STORIA”, autore del brano insieme a Rob, che mette in luce una sintonia artistica naturale e immediata. Due collaborazioni diverse ma complementari, che non solo arricchiscono il progetto, ma rappresentano anche un segnale concreto della stima e della credibilità che Rob sta costruendo all’interno della scena.
L’8 maggio, alla Santeria Toscana 31 di Milano SOLD OUT, partirà il suo primo tour, “LA MIA STORIA TOUR”, primo vero banco di prova sul palco, dove tutta l’energia del progetto prenderà forma davanti al pubblico.
Rob, benvenuta su SuperGuida TV. Siamo qui per il lancio del tuo EP Chaos Perfetto, nato in soli tre mesi. Com’è stato questo progetto e perché questo titolo?
Il progetto è stato molto concreto e anche concentrato, perché è nato in tre mesi. Ho iniziato a scrivere l’EP verso gennaio e ho scelto come nome Chaos Perfetto perché racconto un po’ ciò che sto vivendo adesso. La mia vita è sempre stata un po’ caotica: sono una persona che non si ferma mai. Il senso è proprio trovare perfezione anche in qualcosa di così distante da essa, come il caos.
Dopo la vittoria a X Factor la tua vita è cambiata velocemente: qual è stata la cosa più difficile da gestire in questo caos?
Probabilmente la cosa più difficile è stata cambiare proprio il luogo della mia vita. Vivevo a Catania fino a prima di X Factor, mentre da tre mesi mi sono trasferita qui a Milano. È un po’ dolceamaro: Milano è bellissima, mi sto trovando davvero bene ed è una città in cui mi sento libera di essere me stessa, però ho lasciato amici, famiglia e i posti in cui sono cresciuta. Quindi è una sensazione appunto dolceamara.
All’interno dell’EP c’è un brano che si intitola Come si fa a vent’anni, che sembra una domanda aperta. Oggi hai trovato qualche risposta o sei ancora dentro questa ricerca?
Se trovassi una risposta ora, che ho fatto vent’anni tipo ieri, sarebbe bellissimo, però no. Mi chiedo “come si fa” perché secondo me i vent’anni sono un’età molto problematica, forse più di altre: è proprio il passaggio da un mondo in cui si è ancora un po’ cullati, adolescenti, a uno più adulto. È un periodo ricco di cambiamenti, come il mio trasferimento, ma vale per tantissimi ragazzi che studiano o lavorano fuori. È una fase in cui si costruisce. Io sono fortunata perché sto facendo ciò che ho sempre voluto, ovvero la musica, ed è importante mettere le fondamenta ora. Però è giusto anche sbagliare, perché alla fine abbiamo vent’anni: se non sbagliamo ora, quando?
Nell’EP ci sono due collaborazioni, con Nitro e Naska, molto diverse tra loro. Come sono nate e cosa ti hanno lasciato?
Ho sempre stimato tantissimo sia Nitro che Naska a livello artistico, perché sono artisti che ascolto da quando ero molto piccola. Con Nitro ho fatto io il primo passo: gli ho scritto chiedendogli se gli andasse di fare un brano insieme e ha accettato subito. Abbiamo organizzato una sessione ed è una persona davvero fantastica, oltre che un artista immenso. La collaborazione con Diego Naska, invece, è partita un po’ prima: a gennaio mi era arrivata la demo di una canzone scritta da lui, dicendomi di provarla. Poi ci siamo sentiti e anche lui, oltre a essere un artista bravissimo, è una persona davvero splendida. Sono contentissima di entrambe le collaborazioni.
Un brano dà il nome anche al tuo tour, che parte da Milano con un sold out. Che tipo di live dobbiamo aspettarci?
Caotico, un live bello caotico. Ci sarà musica dal vivo, tante sorprese, un momento acustico e anche delle cover. È uno spettacolo da gustare, dinamico, in continuo cambiamento: un vero “caos perfetto”.
Cosa significa salire su un palco dopo un progetto simile? Fa più paura o più voglia di condividere?
I palchi fanno sempre un po’ paura, che siano enormi o anche davanti a tre persone. Io ho sempre un po’ di ansia prima di cantare, ma è più adrenalina: non è qualcosa che blocca, anzi, senza sarebbe noioso. C’è sicuramente tantissima voglia di raccontarsi e di far sentire la mia musica. Sarà il mio primo live dall’inizio alla fine, quindi sarà bellissimo essere così a contatto con un pubblico che è lì per me. Sono davvero molto contenta.
Se dovessi racchiudere Chaos Perfetto in un’immagine della tua vita, quale sarebbe?
Bella domanda. La mia vita è abbastanza caotica… forse i miei momenti di “mental breakdown”, ma in realtà sono anche momenti di sfogo. Probabilmente l’immagine che sceglierei è quella sul palco: nella vita sono una persona abbastanza calma, ma quando salgo sul palco ho voglia di spaccare tutto. Credo che Chaos Perfetto sia proprio quel momento di interazione tra me e il pubblico durante i live.