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Resta con me, intervista a Francesco Arca: “Da bambino sognavo di diventare paracadutista. La morte di mio padre mi ha spinto in un’altra direzione”

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Il suo sguardo tenebroso lo ha reso un sex symbol anche se lui sembra fregarsene della bellezza. Da Uomini e Donne, il suo trampolino di lancio, Francesco Arca ne ha fatta di strada. Il bel toscano negli ultimi anni è riuscito ad imporsi al cinema ma anche in tv. Nella serie Rai Resta con me che debutterà su Raiuno domenica 19 febbraio interpreta il vicequestore Alessandro Scuderi. Lui e la moglie Paola resteranno coinvolti in una sparatoria e la donna perderà il figlio che aspettava. Il loro rapporto andrà poi in frantumi quando la donna scoprirà che proprio Alessandro stava seguendo di nascosto una pista per arrestare una banda di criminali.

Intervista a Francesco Arca

Noi di SuperGuida TV abbiamo videointervistato in esclusiva Francesco Arca. Sul suo personaggio l’attore ha dichiarato: “Alessandro sta vivendo il momento più felice della sua vita, sia dal punto di vista professionale che familiare. Purtroppo però commetterà un tragico errore che avrà ripercussioni nel suo rapporto con la moglie. E’ sempre sbagliato portarsi il lavoro a casa come fa il mio personaggio”.

Nella vita di Alessandro e Paola farà il suo ingresso un bambino che riuscirà poi a salvare il loro matrimonio. Un ruolo quello di Arca che ci fa capire quanto si possa essere padri senza avere dei figli: “Abbiamo toccato un argomento che ci sta molto a cuore, quello dell’adozione. Adottare un bambino vuol dire dargli un’opportunità. Alessandro e Paola riusciranno grazie a questo bambino a mettersi in contatto con le loro emozioni. Sarà più lui a salvare loro che il contrario”.

La serie è nata da un’idea di Maurizio De Giovanni, autore de Il Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone. A differenza però di questi due ultimi lavori, Arca non ha potuto attingere dai libri per caratterizzare il suo personaggio. Questo aspetto però non lo ha spaventato: “Penso che il fatto che il personaggio sia stato ideato e non scritto consenta all’attore di avere maggiore libertà. Spero che il pubblico possa apprezzare il mio personaggio allo stesso modo degli altri nati da una penna”.

Indossare la divisa ha permesso ad Arca di realizzare un sogno. Da ragazzo sognava infatti di diventare militare ma la morte prematura del padre lo ha portato a mettere in discussione questa scelta: “Sognavo di diventare paracadutista come mio padre. Da piccolo avevo maturato il pensiero che chi indossasse la divisa potesse aiutare gli altri in modo più concreto. Poi la vita mi ha messo davanti a degli eventi sfortunati che mi hanno fatto cambiare direzione. Oggi però riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno”, ha concluso.

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