Con l’inizio del 2026 torna una delle serie più attese dell’anno. Il nuovo capitolo di “Don Matteo” andrà in onda su Raiuno a partire dall‘8 gennaio e come per le precedenti stagioni al centro della trama ci saranno misteri da risolvere oltre che intrecci personali. Anche nei nuovi episodi, Don Massimo, interpretato da Raoul Bova continuerà ad essere un punto di riferimento. Tante le new entry nel cast Irene Giancontieri che interpreta il nuovo maresciallo dei carabinieri Caterina Provvedi, Valeria Fabrizi nei panni di Suor Costanza, Diletta Leotta, Max Tortora, Giulio Beranek.
“Don Matteo 15”, intervista esclusiva a Raoul Bova
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Raoul Bova. Nei nuovi episodi, Don Massimo si troverà ad affrontare una crisi spirituale che metterà in dubbio le sue scelte: “Don Massimo entra in una crisi di fede: vuole capire se la sua vocazione è davvero quella giusta. Non sente di essere l’esempio del prete perfetto, né di essere all’altezza di quei vestiti, perché esistono dei meccanismi e delle regole che spesso ti spingono a entrare in contraddizione, che ti dicono come dovresti essere. La serie racconta invece che si può vivere la stessa vocazione accettando anche la possibilità di sbagliare, e soprattutto dando valore alla crescita che nasce dall’errore. Come dice Giulia, la sorella, non sei un santo: sei un uomo. Ed è proprio questo a far parte del nostro percorso. Percorso significa anche sbagliare e, ovviamente, cercare di fare frutto dei propri errori per migliorarsi. Questo è un po’ il tema che emerge da questa stagione, e in fondo riguarda tutti i personaggi”.
La parola chiave della nuova stagione è vocazione. Tutti i personaggi sono chiamati a domandarsi quale è il loro posto nel mondo. A Bova abbiamo chiesto allora se la recitazione sia stata per lui una vocazione o se lo sia diventata con il tempo. L’attore ha risposto: “È diventato chiaro col tempo. La mia vocazione era la voglia di esprimermi, di comunicare, di raccontare. Non l’ho mai percepita come il desiderio di recitare in sé. Da ragazzo scrivevo moltissimo sul mio diario, anzi, avevo diari e diari pieni di appunti. Ricordo che mia madre li guardava e io ero gelosissimo di quelle pagine, perché erano qualcosa di profondamente personale. Già allora avevo questa necessità di osservare e raccontare le cose. Così, quando una vocazione incontra un’opportunità e si trasforma in qualcosa di concreto, forse non è così importante il modo in cui si manifesta. Se prende proprio quella forma, probabilmente è perché era quello lo strumento che avevi a disposizione per poterti esprimere. Per me è stato così con la recitazione: è coincisa con l’essere attore, e oggi cerco di portare avanti questa vocazione nel modo migliore possibile”.
Sono tre anni che Raoul Bova veste i panni di Don Massimo. L’attore non ha alcuna intenzione al momento di salutare il suo personaggio: “Non mi sono posto una scadenza. Mi diverte, mi appassiona e mi dà tantissimo. Mi ha fatto compagnia e mi ha sorretto nei momenti più difficili di questa serie, soprattutto grazie alla famiglia che c’è intorno a Don Matteo. Per adesso me la vivo molto bene e, quando sarà il momento, sarò io per primo a fare un passo indietro e lasciare spazio a qualcuno di più giovane”.










