“Ora o mai più”, intervista esclusiva a Raf: “Il talento conta ma ci vuole anche fortuna. La musica di Tony Effe non mi piace ma non mi sognerei mai di vietargli di esprimersi”

Raf

Dopo sei anni di attesa, torna su Raiuno “Ora o mai più“, il programma condotto da Marco Liorni e dedicato agli artisti che sono scomparsi da un po’ di tempo dalla scena musicale. Ad affiancarli e a seguirli nel loro percorso ci saranno otto coach. Tra loro, al suo esordio nei panni di coach, Raf. Noi di SuperGuida TV l’abbiamo video intervistato in esclusiva.

“Ora o mai più”, intervista a Raf

Il cantante ha parlato di quanto sia complicato avere una carriera costante: “Il talento è importante ma ci vuole una buona dose di fortuna. Le porte a volte si aprono altre volte rimangono chiuse”.

Lo scorso anno, Raf ha festeggiato 40 anni di carriera. L’artista ha tracciato un bilancio dai suoi esordi ad oggi: “Sono sempre stato proiettato al futuro e non mi sono mai guardato indietro. Ho sempre pensato di potermi divertire con la musica ma non ho mai partecipato ai concorsi canori. Facevo musica con i miei amici e da lì senza accorgermi sono arrivato a compiere 40 anni di carriera. Ho pensato di festeggiare questo traguardo con le persone che sono importanti per me e che hanno rappresentato un pezzo della mia vita. Ho fatto un tour celebrativo ed è stata una grande festa”.

Il figlio di Raf sta seguendo nel frattempo le sue orme professionali: “Mio figlio è su Spotify con alcuni brani che ha pubblicato tre anni fa. Ama scrivere e si diverte con la musica senza avere il pretesto di dover per forza diventare famoso. Lui mi fa ascoltare dei brani quando li ha già prodotti. Io trovo che abbia una buona scrittura, spero di cantare presto una canzone scritta da lui”.

A conclusione dell’intervista, abbiamo chiesto a Raf come giudicasse oggi alcuni testi dei rapper e dei trapper.

Il cantante ha dichiarato: “Le mie canzoni più conosciute parlano di amore ma io ho scritto canzoni di temi sociali importanti anche talvolta spingendomi al di là della musica pop. Infatti a volte alcuni ritenevano che non avessi il phisique du role del cantautore impegnato socialmente ma questo io l’ho fatto e quelli che hanno ascoltato i miei dischi lo sanno bene. Mi sono anche schierato sempre dalla parte di chi è più debole, di chi essendo una minoranza non ha voce in capitolo. Poi ho scritto tante canzoni d’amore e non ho mai posto limiti all’ascolto della musica. Ho ascoltato anche brani con testi violenti. Noi facciamo un grande errore che è quello di confondere quello che viene detto nelle canzoni con quello che uno pensa e a come si comporterebbe nella vita. Alcuni sono dell’idea che gli artisti abbiano una responsabilità nei confronti dei giovani ma io penso che i giovani abbiano capacità di ironia e possano capire che un testo per esempio di Tony Effe lascia il tempo che trova. E’ come se vai a vedere un film e ci sono scene di violenza, allora bisognerebbe vietarlo per la paura di emulazione. A me la musica di Tony Effe non piace, non è il genere di musica che ascolto ma non mi sognerei mai di vietargli di esprimersi nel suo modo”. 

Raf, intervista video

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