Quella casa nel bosco – Opinioni e recensione del film

Quella casa nel bosco

Quella casa nel bosco è un film del 2012 di genere Horror/Commedia diretto da Drew Goddard, con protagonisti Kristen Connolly, Chris Hemsworth, Anna Hutchison, Fran Kranz, Jesse Williams, Richard Jenkins, Bradley Whitford, Brian White, Amy Acker, Sigourney Weaver. Il film ha una durata di circa 95 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Quella casa nel bosco

Dana, Holden, Marty, Jules, e Curt sono studenti del college che intendono passare un weekend di divertimento in un’isolata casa nel bosco, di proprietà del cugino di uno di loro, che sembra non avere nessun tipo di collegamento con il mondo esterno. Il gruppo è ignaro che la dimora sia al centro di un segretissimo show televisivo, diffuso in ogni angolo del pianeta (ma solo per un ridotto ed elitario pubblico), gestito direttamente da svariati laboratori sotterranei dove lavorano centinaia di tecnici e scienziati.

I ragazzi con il passare delle ore notano eventi sempre più strani, da improvvisi aumenti della libido a inquietanti rumori, fino a quando non entrano nella cantina e rinvengono degli oggetti misteriosi, tutti a loro modo legati a diverse tipologie folkloristiche dell’orrore. Dana sceglie inconsapevolmente uno di questi dando il via ad un’invasione di zombie che si risvegliano dalle loro tombe. Sarà solo l’inizio di una notte infernale dove le sorprese, di matrice macabra e potenzialmente mortale, non daranno tregua agli ingenui e sfortunati protagonisti.

La recensione del Film

Adoperare i luoghi comuni e le figure cardine dell’intero cinema horror in una produzione metacinematografica capace di riplasmare i suddetti in un’opera che ne è al contempo parodia e rilettura moderna: non era certo facile il compito di Andrew Goddard, allora (2012) esordiente dietro la macchina da presa, ma il risultato è il perfetto esempio di come una scrittura intelligente e una messa in scena originale e citazionista al contempo possano convivere se nelle giuste mani.

Quella casa nel bosco è una continua fucina di divertimento dal quale gli amanti del filone non potranno che rimanere entusiasti, con un’ambientazione che sin da subito riporta ovviamente alla memoria quella di un cult come La casa (1981) di Sam Raimi, location tipica spesso utilizzata da successivi epigoni e qui ideale per favorire la carneficina che avrà luogo da lì a venire. La sceneggiatura (curata a quattro mani dal regista con il guru Joss Whedon) punta sulla presenza di decine e decine di creature provenienti dall’immaginario della paura, dai morti viventi ai mutanti, dai lupi mannari alle streghe, dai clown ai rettili giganti, dai demoni a signori infernali e così via, in una lista che pare davvero infinita e totalizzante,  e scatena nell’ultima parte di visione un vero e proprio luna park della fantasia, una corsa al massacro visionaria ed esilarante che non risparmierà niente e nessuno, fino ad un epilogo dal taglio inaspettatamente apocalittico e imprevedibile.

La violenza, comunque presente, è la paura sono perfettamente coniugate ad un humour nero sempre in bilico tra il demenziale e il grottesco, con diverse situazioni che scateneranno folli risate anche nei risvolti sulla carta più drammatici, e la marcata caratterizzazione del gruppo di personaggi, dalla ragazza di facili costumi al canonico belloccio sportivo, dalla timida e risoluta al dipendente da sostanze stupefacenti, permette di giocare magnificamente nella gestione di gag e battute.

Una sorta di visione puzzle pensata per i cultori, impegnati a scandagliare le decine e decine di omaggi sparsi per il film, ma adatta anche per i neofiti, nella quale è presente anche una sarcastica critica al mondo sempre più esasperato dei reality show che non guardano in faccia niente e nessuno pur di aumentare gli ascolti puntando su concept sempre più estremi. L’eterogeneo cast, includente tra gli altri Chris Hemwsorth, Kristen Connolly, Anna Hutchison e guest star del calibro di Richard Jenkins e Sigourney Weaver, si adatta con autoironia ai rispettivi ruoli, dando vita a figure pienamente centrate nel paradossale contesto degli eventi e trascinando lo spettatore in quest’ibrido così incredibilmente avvincente.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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