Pier Silvio Berlusconi presenta una struttura più snella e veloce per sostenere la crescita europea del Gruppo MFE

Pier Silvio Berlusconi (Ceo Mfe-Media for Europe)

MFE-MEDIAFOREUROPE avvia una nuova fase del proprio percorso di crescita internazionale. Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO del Gruppo, ha definito insieme ai suoi più stretti collaboratori una nuova strategia e un diverso assetto organizzativo per MFE e Mediaset. La novità più rilevante riguarda l’avvio dell’iter per la fusione per incorporazione di Mediaset in R.T.I.. Al termine dell’operazione nascerà una nuova realtà denominata “Mediaset Italia”. Il progetto è stato deliberato dai rispettivi Consigli di Amministrazione e rappresenta uno dei passaggi centrali della riorganizzazione annunciata dal Gruppo.

Nasce Mediaset Italia: cosa prevede la fusione

Mediaset Italia sarà la società risultante dall’incorporazione di Mediaset in R.T.I., acronimo di Reti Televisive Italiane. L’operazione non è ancora conclusa: i Consigli di Amministrazione hanno dato il via al percorso societario necessario per arrivare alla fusione.

Il nuovo nome, Mediaset Italia, permetterà di identificare in maniera più immediata il polo italiano all’interno del progetto internazionale guidato da MFE-MEDIAFOREUROPE.

MFE continuerà infatti a rappresentare il Gruppo multinazionale di riferimento, mentre Mediaset Italia sarà la nuova denominazione della realtà nata dalla riorganizzazione societaria delle attività italiane.

Il nuovo assetto organizzativo di MFE

Il modello è stato presentato ai manager del Gruppo ed è operativo dal 22 luglio 2026. L’obiettivo è rendere MFE più efficace, veloce e integrata, accelerando la realizzazione delle sinergie tra i diversi Paesi nei quali opera.

La nuova organizzazione si basa su alcuni principi fondamentali:

  • maggiore chiarezza nella distribuzione dei compiti;
  • responsabilità manageriali meglio definite;
  • una linea di comando più corta;
  • decisioni più rapide;
  • valorizzazione delle risorse e dei talenti interni.

Il riassetto traduce concretamente le linee strategiche illustrate pubblicamente da Pier Silvio Berlusconi lo scorso 8 luglio, quando il vertice di MFE aveva ribadito la volontà di investire sul prodotto televisivo e di rafforzare ulteriormente lo sviluppo internazionale del Gruppo.

Pier Silvio Berlusconi: “C’è bisogno di cambiare ancora passo”

Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che la nuova organizzazione nasce dalla necessità di reagire con maggiore rapidità a un mercato in continua evoluzione.

Il Chairman e Group CEO di MFE ha ricordato i risultati raggiunti in Germania grazie al lavoro congiunto delle squadre italiane e tedesche, sottolineando però le difficoltà del mercato pubblicitario europeo e la forza crescente delle nuove piattaforme.

«Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo».

Per Pier Silvio Berlusconi, una nuova strategia deve essere accompagnata da un’organizzazione capace di trasformare le decisioni in risultati concreti e tempestivi.

«È questo il senso del nuovo assetto: una linea di comando più corta, responsabilità più chiare e definite. E, soprattutto, puntare sulla crescita delle nostre risorse interne e dei nostri talenti».

La sfida alle piattaforme digitali

La riorganizzazione arriva in un momento particolarmente delicato per l’intero settore televisivo europeo. I broadcaster tradizionali devono confrontarsi con un mercato pubblicitario complesso e con la concorrenza delle grandi piattaforme internazionali di streaming e distribuzione digitale.

MFE punta quindi a mettere in comune competenze, tecnologie, strategie commerciali e capacità produttive, così da raggiungere dimensioni maggiori e competere con più forza nel mercato europeo.

Il nuovo assetto si inserisce in un percorso già avviato nei mesi precedenti. A marzo 2026 MFE aveva annunciato il passaggio da una holding prevalentemente finanziaria a una media company più operativa, con funzioni manageriali estese a tutti i mercati del Gruppo e nuovi presìdi dedicati anche alle piattaforme digitali, ai dati e all’intelligenza artificiale.