Pets – Vita da animali – Opinioni e recensioni del film

Pets - Vita da animali | Film da Vedere

Pets – Vita da animali è un film del 2016 di genere Commedia/Animazione. La pellicola è stata diretta da Chris Renaud e Yarrow Cheney. Nel cast: Louis C.K., Eric Stonestreet, Kevin Hart, Steve Coogan, Ellie Kemper, Bobby Moynihan, Lake Bell, Dana Carvey, Hannibal Buress e Jenny Slate. Il film ha una durata di circa 86 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film

Max è un tenero esemplare di Jack Russell Terrier che vive in un appartamento di New York insieme alla sua padrona Katie. Quando la ragazza si assenta da casa, il cagnolino si incontra con gli altri animali presenti nel condominio: tra questi la gatta Chloe, il carlino Mel, il bassotto Buddy, il pappagallino Sweet Pea e la volpina Gidget. Quest’ultima è da tempo segretamente innamorata di lui.

La sua tranquilla quotidianità, fatta di attese della proprietaria e divertimento con gli amici a quattro zampe, viene scossa dall’arrivo di Duke, un grosso bastardino peloso. Tra i due non scorre inizialmente buon sangue e il nuovo arrivato si prende delle libertà che spingono Max a ricattarlo con ogni mezzo pur di non perdere il proprio ruolo dominante.

Un giorno, durante la consueta passeggiata col dog-sitter, Max e Duke litigano violentemente e finiscono per trovarsi in un vicolo circondati da una banda di gatti randagi. Riusciti a fuggire, i due finiscono dalla padella alla brace e vengono catturati dagli accalappiacani.

Durante il tragitto verso il canile il furgoncino viene dirottato da un gruppo di animali. Alla guida c’è Pelosetto, un astuto coniglio bianco, che conduce i prigionieri nelle fogne al fine di unirsi alla sua setta, unita dall’odio verso gli esseri umani.

Per Max e Duke sarà solo l’inizio di un’incredibile avventura in cui scopriranno il valore dell’amicizia.

La recensione del Film

Dalla Illumination Entertainment, casa di produzione dietro al successo della saga di Cattivissimo me nonché del recente Il Grinch (2018), ecco arrivare nel 2016 il primo episodio di un ulteriore franchise (prossimo ad espandersi con il sequel previsto per il giugno di quest’anno), questa volta focalizzato sugli animali domestici e non.

Pets – Vita da animali ha conquistato la critica e il pubblico, di grandi e piccini, e non è difficile comprenderne il motivo. Ci troviamo difatti davanti ad un’animazione dell’ultima generazione che unisce al portentoso impatto grafico, eccellente sia nei colorati e variopinti sfondi cittadini (lo skyline della Grande Mela è magnifico) che nella gestione e relativo character design dei numerosissimi animali protagonisti, una trama sempre pronta a sorprendere.

Cani, gatti, conigli, maiali, coccodrilli, pappagalli, aquile, criceti e ancora moltissime altre specie fanno infatti la loro comparsa nel corso degli ottanta minuti di visione, in una narrazione ad alto ritmo e sempre ricca di originalità.

E così, tra citazioni a classici della settima arte (si passa da Il fuggitivo a La fabbrica di cioccolato fino a Speed), un umorismo adatto sia ad un pubblico under-10 che ad uno più adulto e smaliziato, e alla presenza di tematiche morali che non passano mai di moda, l’insieme avvince e convince.

Motivo di vanto della pellicola è senza dubbio la sua coesione d’intenti, non solo a livello di sceneggiatura, ma anche nella costruzione del relativo background scenografico. Il condominio dove abita la maggior parte dei personaggi viene ripreso da un piano all’altro con naturalezza registica atta ad inquadrare con brevi pennellate le relative esistenze domestiche delle simpatiche creature, ognuna contraddistinta dalle proprie, spesso tenere, peculiarità.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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