Outcast – L’ultimo templare – Opinioni e recensione del film

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Outcast – L’ultimo templare è un film del 2014 di genere Avventura/Azione diretto da Nick Powell, con protagonisti Nicolas Cage, Hayden Christensen, Liu Yifei, Ji Ke Jun Yi, Andy On. Il film ha una durata di circa 99 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Nel XII secolo l’anziano imperatore della Cina sceglie il suo figlio più giovane, il principe Zhao, come successore, consegnandogli il sigillo imperiale. Il fratello maggiore e primogenito Shing, dal carattere violento e assetato di potere, non accetta la decisione del padre e decide di rivendicare con l’uso della forza il trono.

Dopo aver ucciso il genitore, l’usurpatore intende eliminare anche lo scomodo consanguineo, nel frattempo riuscito a fuggire da palazzo insieme all’amata sorella Liu. Inseguiti dalla guardie nemiche, Zhao (ancora in possesso del sigillo) e la ragazza vengono salvati dall’intervento di un giovane cavaliere crociato, Jacob. Il soldato si è trasferito in Cina dopo aver compiuto numerosi massacri in Terra Santa, che ancora lo tormentano.

Costretto alla ritirata sulle montagne, l’insolito trio trova ulteriore supporto in Gallain, un ex commilitone di Jacob anch’esso segnato dalla guerra e diventato un temibile bandito conosciuto con il nome di Fantasma Bianco.

Questi, insieme alla sua banda di fuorilegge, diventerà elemento determinante nella battaglia contro Shing, dall’esito della quale potrebbero dipendere le sorti dell’intero regno.

La recensione del Film

Dopo Il mistero dei Templari – National Treasure (2004) e L’ultimo dei templari (2011), Nicolas Cage è di nuovo protagonista in un film che nel titolo (complice anche la poca varietà degli adattatori nostrani) nomina i cavalieri dell’ordine religioso.

Rispetto alle due produzioni appena citate ci troviamo davanti ad una pellicola di qualità notevolmente inferiore che tenta di coniugare il cappa e spada occidentale con il wuxiapian orientale in un mix che non convince e sbilanciato nettamente a favore del primo, sminuendo l’atmosfera nonostante i potenziali spunti narrativi insiti nella sceneggiatura.

Outcast – L’ultimo templare segna l’esordio dietro la macchina da presa dello stuntman Nick Powell e non è un caso che le frequenti scene d’azione siano tra i pochi spunti decenti dei cento minuti di visione, altrimenti caratterizzati da banalità e incongruenze narrative in serie.

La stessa ambientazione cinese è sfruttata con poca ispirazione e la diatriba familiare di derivazione shakespeariana è priva della necessaria enfasi drammatica per creare un solido legame empatico con i personaggi.

Cage ci prova e una delle sequenze più emotivamente coinvolgenti lo vede direttamente coinvolto, ma il resto del cast non mette altrettanto impegno: Hayden Christensen sembra una figurina piazzata lì per caso e il cast dagli occhi a mandorla, pur comprendente interpreti familiari agli asianofili, non appare mai a proprio agio nei panni dei rispettivi alter-ego.

Il tutto al servizio di un’operazione che tenta in maniera rozza di costruire un’epica degna di nota, fallendo in più occasioni e trovando parziale ancora di salvezza solo nell’impronta ludica del versante action-coreografico, questo sì di discreta qualità.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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