“Noi siamo Leggenda” non premiata dagli ascolti: perché vedere la serie (e non è per gli attori di Mare Fuori)

Noi siamo Leggenda
Screen Promo Noi siamo Leggenda

Noi siamo leggenda, la nuova fiction in onda su Rai 2 da mercoledì 22 novembre 2023 non ha fatto registrare buoni numeri in termini di ascolti. Un vero peccato dato che tratta tematiche importanti dal punto di vista degli adolescenti. Vediamo insieme perché vedere questa serie che nel cast non ha solo i ‘belli’ di ‘Mare Fuori‘, Nicolas Maupas e Giacomo Giorgio.

“Noi siamo leggenda” non è solo la fiction con gli attori di ‘Mare Fuori’

I primi due episodi di ‘Noi Siamo Leggenda‘ sono stati visti da appena 834 mila spettatori, pari al 4.8% di share. Se si pensa ai primi due episodi di ‘Mare Fuori‘, andati in onda sempre su Rai 2 nel 2020, questa serie ha fatto peggio. La fiction ambientata a Napoli ottenne il 7-8% di share ma il vero successo è arrivato solo dopo, quando è stata pubblicata sula piattaforma di streaming Netflix. Anche ‘Noi siamo leggenda‘, che è ambientata a Roma, ha alle spalle un colosso, Amazon Prime, che trasmette la serie in parallelo alla Rai. I giovani ormai guardano poco la tv e quindi per diventare un fenomeno cult occorrono i social e nuove modalità di fruizione.

Ma perché ‘Noi siamo leggenda‘ non ha catturato il pubblico? La serie ha una trama molto particolare ed è una sorta di mix di diverse fiction: da ‘Braccialetti Rossi‘ alla ‘Porta Rossa‘, passando per ‘Mare Fuori’ e ‘Heroes‘. I telespettatori forse sono rimasti un po’ confusi dalla linea di narrazione dei primi due episodi, con salti temporali tra passato, presente e futuro che non hanno reso chiaro quello che stava accadendo.

Inoltre a differenza di ‘Mare Fuori‘ dove ogni episodio era dedicato ad un protagonista, qui le storie dei personaggi si intrecciano l’una con l’altra rendendo difficile anticipare quello che vedremo. Altro deterrente è stata l’enorme pubblicità che si è fatta sul cast, con molti attori provenienti da ‘Mare Fuori‘. Tra questi Nicolas Maupas, Giacomo Giorgio e Valentina Romani. Deterrente sì, perché al di là della bravura degli attori, molti telespettatori hanno pensato che si trattasse di una fiction solo dedicata ai più giovani. Ma nel cast, come abbiamo potuto vedere già dai primi due episodi, ci sono anche attori molti noti come Claudia Pandolfi, Ettore Bassi, Antonia Liskova, Antonio Gerardi e Pia Lanciotti. Le loro storie si intrecciano a quelle degli adolescenti facendo capire come il mondo dei grandi spesso è più oscuro, ricco di segreti e cattivo, di quello che si credi.

Perché vederla

Noi siamo leggenda‘ è più di una serie fantasy. La colonna sonora è curata da Matteo Buzzanca, autore multiplatino, e la scelta di ogni musica va di pari passo al racconto. La trama parla di cinque personaggi che sviluppano dei poteri che altro non solo che l’esternazione e la trasfigurazione delle loro crisi esistenziali, delle loro insicurezze e più intime debolezze. Rappresentano gli adolescenti di oggi: senza futuro e alla costante ricerca di risposte su chi sono.

Basti pensare al protagonista Massimo, Emanuele Di Stefano che ha 17 anni e poco prima di Natale perde sua madre. La donna, a cui era molto legata, ha un tumore e il giovane in preda all’impotenza di non poter far nulla per lei, si accorge che i palmi delle sue mani diventano incandescenti. La sua ira è così rappresentata con questo potere che, se non controllato, può portare a scelte sbagliate. È difficile non immedesimarsi nel suo dolore, nella sua rabbia e provare persino ‘simpatia’ anche quando compie un atto fuori legge come rapinare una gioielleria per riprendersi il bracciale di sua mamma.

Nel corso dei primi due episodi abbiamo imparato a conoscere anche il suo gruppo di amici, Marco (l’attore Giulio Pranno), la gemella Viola (Margherita Aresti) e Andrea (Milo Roussel) affetto da una patologia cardiaca ma che ha un grande potere: quello di poter portare in vita i morti. Il ragazzo soffre per la sua condizione e per i suoi genitori che fanno enormi sacrifici per pagare le sue costose cure. Il suo gran cuore è appunto rappresentato dal suo potere: donare la vita agli altri, lui che è costantemente a rischio di perderla.

Suo fratello è Nicola, Giacomo Giorgio, ribelle e sfrontato che ha una storia con Sara, la bulla del liceo ma dalla personalità fragile. La ragazza è un modello per Lin, una giovane asiatica che lavora come cameriera nel bar di famiglia. Nella vita reale è ‘invisibile’ e presa in giro per il suo aspetto fisico e il suo potere è proprio quello di trasformarsi in chi vuole. Cambia così sembianze per avvicinarsi a Nicola ma ciò la fa stare male quando il ragazzo, credendo che fosse davvero Sara, prova ad andare oltre. Al di là dell’aspetto fisico, c’è quindi altro.

La serie racconta poi la storia di Jean (Nicolas Maupas) un giovane estroverso che subisce il carattere forte e deciso del padre, Giuseppe. Dall’animo creativo, Jean veste in modo originale e porta lo smalto sulle unghie e per questo è preso di mira dai suoi compagni di liceo. Anche lui avrà un potere che non è stato ancora svelato. L’unica sua ancora di salvezza è rappresentata dall’amica Greta che nasconde un segreto. La giovane poi scopre un potere, quello di tornare indietro nel tempo, e questo le consente di sfuggire ad una violenza sessuale. Per ora ha fatto la sua comparsa anche Valentina Romani nel ruolo di Lara, una ragazza che si prende cura di sua mamma che è ricoverata in ospedale.

Accanto al mondo degli adolescenti, legati da un forte sentimento di amicizia (l’unico e vero super potere), c’è quello degli adulti e dei loro misfatti. Notiamo come la morte della mamma di Massimo nasconda un doppio segreto: la zia (Claudia Pandolfi, corteggiata da un uomo sposato che la vuole solo fisicamente) potrebbe essere la sua vera mamma. Mentre qualcuno in ospedale altera la cartella clinica sotto compenso. Un mondo degli adulti a cui i giovani protagonisti della serie aspirano ma che al contempo provano a sfuggire. L’unica salvezza è rappresentata dagli amici, una famiglia acquisita che dà ad ognuno di loro la forza di andare avanti. Perché nessuno si salva da solo, anche se si è una leggenda.

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