Nek, “Dopo 37 anni cerco ancora l’empatia. Ai giovani dico che in questo mestiere si soffre, ho preso anche sputi in faccia”

Nek a Sanremo 2019
Nek a Sanremo 2019

Nek ospite questa domenica di Francesca Fialdini a “Da Noi a Ruota Libera”, torna a raccontarsi tra musica e tv. Protagonista dell’ultima edizione del Festival di Sanremo con l’amico e collega Renga, Nek commenta la kermesse: “Il festival è sempre un’esperienza molto forte, a qualsiasi età: prima di scendere quella scala sembravamo due bambini! È stato il festival dei giovani, ma anche noi se vogliamo, in trincea ci sappiamo ancora stare e abbiamo messo in campo “l’artiglieria” pesante!”.

Nek ospite a Da noi… A ruota Libera

Giovani che la discografia sembra comunque mettere a dura prova, com’è successo con Sangiovanni e Mr. Rain: “Non faccio fatica a crederlo” chiosa Nek ”nei giovani ho percepito molta preoccupazione e competizione con sé stessi al Festival. Io ho sofferto nella mia gavetta, come diceva Lucio Dalla si soffre ma questo forgia e insegna l’umiltà. Leggendo le dichiarazioni di Mr. Rain mi sembra di capire che si fermi per cercare ispirazione, mentre in Sangiovanni ho letto una sorta di insofferenza. Purtroppo questo mestiere è così, fatto di alti e bassi e bisogna accettarlo, è il gioco.”

Torna in tv con Dalla Strada al Palco

Ma appena sceso dal palco dell’Ariston, Nek si è concentrato sulla terza stagione del suo programma “Dalla Strada al Palco” su Rai2. “Racconto storie vibranti di emozioni. Io mi sento a mio agio a condurre, cerco l’empatia con queste persone, anch’io ho cominciato dalle piazze e devi saper catalizzare l’attenzione, io ho preso anche uno sputo in faccia!”.

Nek e la storia di Andrea De Pasqualis

Nel salotto della Fialdini, Nek racconta commosso la storia di Andrea De Pasqualis star del suo programma musicale. “La strada è un palco meraviglioso” afferma il giovane cantante “ma il mio riscatto è arrivato con il programma di Nek. Da piccolo nessuno credeva in me, in paese mi prendevano in giro; io mi chiudevo in camera per cantare e sentivo gli applausi di mia madre e mia sorella, che sentivano la mia voce. Ma poi i miei genitori, quando mi videro cantare per strada, mi dissero che era una cosa di cui si vergognavano.”

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