Money Monster – L’altra faccia del denaro – Opinioni e recensione del film

FILM Money Monster - Laltra faccia del denaro

Money Monster – L’altra faccia del denaro è un film del 2016, di genere Drammatico/Thriller, diretto da Jodie Foster, con protagonisti George Clooney, Julia Roberts, Jack O’Connell, Dominic West, Caitriona Balfe. Il film ha una durata di circa 98 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Lee Gates è il conduttore di uno show televisivo a tema finanziario, chiamato Money Monster. Nell’ultima puntata il presentatore sta spiegando agli spettatori il fallimento della compagnia Ibis, che è costato agli investitori oltre 800 milioni di dollari di perdite. Il CEO della società, Walt Camby, si trova a Ginevra e si rifiuta di rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione.

Lee viene informato dalla regista dello show, la sua amica di vecchia data Patty Fenn, che a rispondere alle sue domande sarà perciò la CCO Diane Lester. Ma poco dopo l’inizio della trasmissione un ragazzo armato fa irruzione nello studio e prende il conduttore in ostaggio, obbligandolo ad indossare un giubbotto carico di esplosivo. Le motivazioni dietro al gesto del giovane, che si chiama Kyle Budwell, risiedono nella perdita di oltre 60mila dollari per colpa proprio della Ibis, ritenuta da questi colpevole per il danno subito.

L’obiettivo di Kyle è quello di chiedere a Lee il motivo dietro questa presunta truffa e nel mentre, sotto richiesta del sequestratore, il programma continua ad andare in onda, tenendo il pubblico col fiato sospeso. L’intervento delle forze speciali è solo l’ultima risorsa, in quanto il detonatore si trova vicino al rene di Lee e anche il minimo sbaglio potrebbe causare una tragedia, per di più sotto l’occhio della platea televisiva.

Col procedere degli eventi e l’aumento sempre più palpabile della tensione, Lee (coadiuvato a distanza dalla fidata Patty) comprende sempre più le ragioni del ragazzo e scopre che dietro alle perdite in borsa si potrebbe nascondere un disonesto metodo truffaldino.

La recensione del Film

Jodie Foster aveva dato prova del suo talento anche dietro la macchina da presa sin dagli anni novanta, con i suoi primi lavori da regista (Il mio piccolo genio del ’91 e A casa per le vacanze del ’95) che facevano già intuire una certa personalità. Impressione poi confermata dal sottovaluto Mr. Beaver (2011) e dal recente Money Monster – L’altra faccia del denaro, thriller nel quale la famosa attrice conferma di saper gestire al meglio il contesto narrativo e i relativi personaggi.

Ci troviamo davanti ad un film cinico e spiazzante dove le coordinate tipiche del genere vengono sfruttate per aprire un’interessante disanima sull’economia moderna e sui mezzi spesso illeciti con i quali i poteri forti riescono a bypassare la giustizia per ottenere facili guadagni, a discapito come sempre delle frange più deboli e meno informate della popolazione. Per buona parte dei cento minuti di visione la struttura filmica è limitata ad un’unica ambientazione, quella dello show televisivo, lasciando all’intenso finale in campo aperto il modo di chiudere il cerchio in maniera più amara che dolce, riportando alla memoria alcuni spunti da Un mondo perfetto (1993) di Clint Eastwood.

Il gioco tensivo funziona alla grande e, anche al netto di qualche inverosimiglianza e forzatura, il racconto vive su un buon ritmo e una discreta varietà di situazioni che tentano di espletare alcune regole dell’economia borsistica anche ad uno spettatore ignaro di queste tematiche, adempiendo pienamente all’atmosfera tensiva che lega il rapporto tra sequestrato e sequestratore, rigorosamente sotto gli occhi delle telecamere e di conseguenza del Paese intero.

Una formula potenzialmente a rischio ripetitività che trova sempre nuova verve grazie ad uno stile efficace e robusto e alle solide interpretazioni del cast, con George Clooney e Julia Roberts alle prese con una serrata partita a scacchi con la morte i cui pedoni si trovano momentaneamente in mano al personaggio di Jack O’ Connell, pronto a tutto pur di ottenere giustizia. Per un film che si offre pienamente per una serata di intrattenimento a base di suspense e con basi che poggiano su un tema quanto mai d’attualità.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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