Mina torna con un nuovo album e, ancora una volta, lo fa a modo suo. Si intitola “Dilettevoli inedite eccedenze”, sarà disponibile dal 9 ottobre per PDU e raccoglie dieci brani scelti tra registrazioni rimaste per anni negli archivi e canzoni realizzate appositamente per questo progetto. Un disco che, più che seguire una precisa direzione musicale, sembra voler raccontare la libertà con cui Mina ha sempre affrontato la musica.
Mina, “Dilettevoli inedite eccedenze”: Massimiliano Pani presenta il nuovo album tra perle dimenticate e canzoni riscoperte
Del resto, il titolo dice già molto. Le “eccedenze” sono quelle canzoni che, nel corso degli anni, sono rimaste fuori dagli album per una semplice questione di scelta artistica. Non necessariamente perché meno belle, ma perché in quel momento non trovavano posto nel progetto che Mina aveva in mente.
A spiegarlo è stato Massimiliano Pani, figlio di Mina e produttore del disco, durante la conferenza stampa di presentazione dell’album. La filosofia alla base della collana è molto semplice: andare a recuperare quelle “perle” rimaste nel cassetto e permettere finalmente al pubblico di ascoltarle.
Mina e quel “cassetto” pieno di musica
Il materiale, a quanto pare, non manca. Anzi, il patrimonio musicale accumulato da Mina nel corso della sua lunghissima carriera è talmente vasto da rendere difficile anche solo immaginare quante registrazioni siano rimaste fuori dalla sua discografia. Pani ha ricordato come Mina sia arrivata a pubblicare oltre cento album di musica vera e propria, escludendo le compilation, e come in alcuni periodi arrivasse persino a realizzare due dischi all’anno.
“Immaginati quanti altri pezzi ha lasciato fuori, lasciato fuori per esigenze di scelta artistica, non perché non fossero belli”. È proprio da qui che nasce “Dilettevoli inedite eccedenze”, terzo capitolo di una serie destinata, con ogni probabilità, a non fermarsi qui. Nel “cassetto” di Mina ci sono infatti ancora moltissime registrazioni.
E la particolarità è che non esiste un vero filo cronologico. I brani appartengono a epoche differenti e sono stati recuperati seguendo un criterio molto più personale: il gusto di Mina. “Lei sceglie più canzoni e poi va in un album quello che lei ritiene che stia meglio insieme, poi le altre cose vanno in questo famoso cassetto”, ha spiegato Pani.
Il risultato è quindi un album volutamente eterogeneo. Si passa da registrazioni dal sapore fortemente analogico ad altre più vicine alle sonorità degli anni Novanta e Duemila. Un puzzle musicale nel quale, però, il vero filo conduttore resta sempre lei: Mina e il suo modo di interpretare le canzoni.
Dieci brani, da Fausto Leali ai Beatles
La tracklist è un viaggio attraverso epoche, generi e autori diversi. Si parte da “A costo di morire”, brano scritto da Franca Evangelisti e Fabio Massimo Cantini e portato al successo da Fausto Leali nel 1980. La versione di Mina ha avuto anche un momento particolarmente significativo: è stata utilizzata lo scorso marzo a Milano durante la prima sfilata di Armani dopo la scomparsa dello stilista.
Un accostamento che Pani ha definito naturale, sottolineando le affinità tra due personalità come Mina e Giorgio Armani: entrambi capaci di costruire percorsi personali, lontani dalle mode del momento e caratterizzati da scelte coraggiose.
Poi c’è “Vento di passione”, uno dei brani più recenti del progetto. La canzone, scritta da Pino Daniele e originariamente interpretata insieme a Giorgia, è stata registrata da Mina nella primavera del 2026.
Pino Daniele occupa un posto importante nell’album anche con “Yes I Know My Way”, tratta dall’album “Vai mo’” del 1981. Non è la prima volta che Mina si confronta con il repertorio del cantautore napoletano: nella sua discografia figurano già “Je so’ pazzo”, “Quanno chiove”, “Napule è” e altri brani.
Tra le tracce c’è poi “Settembre” di Ivano Fossati, l’unica canzone del disco che non è né una cover in senso stretto né un inedito assoluto. Era infatti presente nella versione deluxe di “Mina Fossati” del 2019, oggi fuori catalogo. La scelta di inserirla nuovamente nasce dal desiderio di rendere disponibile a tutti un brano particolarmente amato.
Il disco recupera anche “Canzone triste”, nata originariamente come composizione orchestrale per il flautista Severino Gazzelloni e successivamente trasformata in canzone con un testo di Roberto Lerici. Mina la interpretò in “Milleluci” nel 1974, ma la registrazione presente nell’album è una versione diversa, realizzata in studio con Gianni Ferrio.
La ricerca di Mina va indietro nel tempo
Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è proprio la capacità di Mina di andare a pescare canzoni lontane dal repertorio più conosciuto. È il caso di “Carrettieri”, brano in dialetto siciliano composto da Alfonso Gibilaro e inciso per la prima volta nel 1949 dal tenore Beniamino Gigli.
Pani ha raccontato di non aver trovato negli archivi una data precisa della registrazione di Mina, ma ritiene che possa risalire ai primi anni Settanta. E ascoltandola, ha spiegato, si percepisce chiaramente la natura analogica e acustica di quella registrazione.
C’è poi “La mia serenata”, la canzone con cui Jimmy Fontana vinse “Un disco per l’estate” nel 1967, “Dans mon île” di Henri Salvador, “Vierno”, brano composto nel 1945 e riportato alla luce da Mina, e infine la sorpresa con cui l’album si chiude: “Eleanor Rigby” dei Beatles.
Un brano registrato ai tempi del progetto “Mina canta i Beatles” ma rimasto fuori dalla tracklist originale perché, secondo Pani, era “troppo pazzo” per quel disco. Oggi, invece, trova perfettamente il suo posto nelle “Dilettevoli eccedenze”. E non è un caso che sia proprio la traccia conclusiva.
Mina, prima musicista e poi cantante
Dalle parole di Massimiliano Pani emerge anche un ritratto particolarmente interessante della madre. Prima ancora che una grande cantante, Mina viene descritta come una musicista con una curiosità praticamente inesauribile.
“Lei è il primo musicista e poi una cantante”, ha detto Pani, spiegando come ancora oggi Mina ascolti musica quotidianamente, spaziando dalla classica al jazz, dal pop al rock. Una curiosità che ha guidato tutta la sua carriera e che l’ha portata continuamente a cercare canzoni, autori e generi lontani tra loro.
È anche per questo che le “Dilettevoli eccedenze” non sono semplicemente un archivio di vecchie registrazioni. Sono il risultato di un metodo di lavoro che non è mai cambiato: Mina ascolta, sceglie, registra e poi decide quali canzoni appartengano davvero a un determinato progetto. Le altre possono aspettare. Anche per anni.
Mina e Pino Daniele: un album dedicato al cantautore napoletano?
La presenza di due brani di Pino Daniele all’interno di “Dilettevoli inedite eccedenze” riapre anche una possibilità che potrebbe far felici molti appassionati: un intero disco di Mina dedicato al repertorio del cantautore napoletano. A Massimiliano Pani è stato chiesto proprio se, dopo “Vento di passione” e “Yes I Know My Way”, possa nascere un progetto interamente dedicato a Pino Daniele. La risposta lascia aperta la porta.
Pani ha ricordato quanto sia vasto il materiale di Pino Daniele che Mina ha già affrontato nel corso della sua carriera e ha sottolineato che “ci sono ancora tanti pezzi di Pino meravigliosi che si potrebbero fare”. Insomma, l’idea di un album tutto dedicato a Pino Daniele non sembra essere affatto esclusa. Anzi, il repertorio del cantautore napoletano potrebbe offrire a Mina ancora moltissime possibilità di confronto.
Non sarebbe del resto una novità per l’artista. Nel corso della sua carriera Mina ha più volte costruito album e progetti intorno alla musica di grandi autori, da Lucio Battisti a Enzo Jannacci, da Domenico Modugno ai Beatles e Frank Sinatra. Un eventuale omaggio a Pino Daniele si inserirebbe quindi perfettamente nella sua storia discografica.
Mina, tra proposte per film e serie TV
C’è poi un altro tema che da tempo alimenta la curiosità del pubblico: la possibilità che la storia artistica di Mina diventi un film o una serie televisiva. Massimiliano Pani ha confermato che nel corso degli anni sono arrivate diverse proposte, anche dall’estero. Il problema, però, non sarebbe trovare qualcuno interessato a raccontare Mina, quanto trovare l’idea giusta per farlo.
“Di case di produzione che sono arrivate a dire vogliamo fare una cosa su Mina, ne sono arrivate tantissime, anche straniere”, ha raccontato Pani, spiegando come l’artista sia molto amata anche al di fuori dell’ambito musicale, per esempio nel mondo della moda e in altri settori creativi. Il punto, però, è che una storia su Mina non dovrebbe trasformarsi nel semplice racconto della sua vita privata.
Secondo Pani, ciò che renderebbe davvero interessante un film o una serie sarebbe raccontare le sue scelte artistiche, il modo in cui ha anticipato i cambiamenti, la capacità di reinventarsi e di rimanere contemporanea mentre intorno a lei cambiavano il pubblico e la musica. “Per fare una serie o un film su Mina ci vuole un’idea”, ha spiegato. E quell’idea dovrebbe partire proprio dalle canzoni e dal suo percorso musicale.
Perché la storia di Mina, più che nella cronaca della sua vita personale, sta nelle decisioni che ha preso nel corso dei decenni. Una delle più importanti è stata certamente quella di lasciare la televisione quando aveva capito che quel mondo stava cambiando e dedicarsi sempre di più alla discografia. Una scelta che, a distanza di decenni, appare ancora straordinariamente moderna.
Una storia che parla anche alle nuove generazioni
È proprio la capacità di Mina di rimanere contemporanea a rendere affascinante l’ipotesi di un progetto televisivo. Pani ha raccontato un particolare significativo: moltissimi artisti della nuova generazione, compresi rapper e cantanti molto giovani, hanno chiesto di poter duettare con Mina.
E alla domanda sul perché un artista di 19 anni possa desiderare di cantare con una cantante che appartiene a una generazione completamente diversa, la risposta che ha ricevuto più volte è stata sorprendente: “Perché Mina è avanti”.
È questo, secondo Pani, il vero racconto che meriterebbe di arrivare sullo schermo. Non soltanto gli anni della grande popolarità televisiva, ma il coraggio di cambiare strada, la curiosità musicale, il lavoro e la capacità di continuare a parlare a un pubblico che nel frattempo si è completamente trasformato. Una storia fatta di “coraggio, follia”, ma anche di serietà e amore per la musica.
Per ora, dunque, nessun film o serie è stato annunciato ufficialmente. Le proposte, però, ci sono state e continuano ad arrivare. E Pani non chiude la porta: se dovesse arrivare un progetto capace di raccontare davvero la Mina artista, la possibilità potrebbe diventare concreta.
Mina continua a cantare: “Non si è ancora stufata”
La domanda sul futuro di Mina è inevitabile. E Pani ha confermato che la cantante continua ad avere voglia di lavorare sulla musica. Non necessariamente, però, pensando a un nuovo volume di “Dilettevoli”. In questo momento, ha spiegato, Mina preferisce concentrarsi su un disco di inediti oppure su un progetto dedicato a un musicista o a un genere musicale. Ma la passione è ancora intatta.
“Non si è ancora stufata”, ha detto Pani. E forse è proprio questa la chiave per comprendere la longevità artistica di Mina. Una carriera che ha attraversato decenni senza mai inseguire le mode, riuscendo però a rimanere contemporanea anche agli occhi delle generazioni più giovani.
Non è un caso che, secondo il racconto di Pani, moltissimi artisti della nuova generazione abbiano chiesto di poter duettare con lei, dai cantanti ai rapper. Il motivo? La considerano ancora oggi “avanti”. Ed è forse questa la vera forza di Mina: non aver mai avuto bisogno di dimostrare di essere contemporanea. Le è bastato continuare a fare musica secondo il proprio istinto.
Anche le immagini diventano “eccedenze”
“Dilettevoli inedite eccedenze” non si limita però alla musica. Mina e Mauro Balletti, storico collaboratore dell’artista, hanno infatti recuperato dagli archivi dodici immagini inedite che arricchiscono il libretto dell’album. Come per le canzoni, anche in questo caso si tratta di materiale rimasto fuori nel corso degli anni e che trova oggi una nuova destinazione. Il risultato è un progetto pensato anche per i collezionisti, ma non esclusivamente per loro.
Pani lo ha definito un disco capace di “camminare con le sue gambe”: non soltanto un oggetto destinato ai fan più affezionati, ma un album che può essere ascoltato e apprezzato anche da chi si avvicina a Mina senza conoscere ogni dettaglio della sua sterminata discografia. Del resto, con 1.427 canzoni registrate e pubblicate secondo il conteggio citato nel comunicato, è quasi impossibile pensare che il “cassetto” di Mina possa essere vuoto. E così, mentre “Dilettevoli inedite eccedenze” arriva nei negozi e sulle piattaforme digitali, resta una certezza: la storia discografica di Mina è ancora piena di pagine da scoprire.









