Mattino Cinque ha un nuovo acquisto: ecco chi condurrà assieme alla Panicucci

Il 12 settembre  il programma d’informazione  Mattino Cinque di casa Mediaset, che prevede anche una sezione più leggera, avrà un nuovo conduttore. Stiamo parlando di Francesco Vecchi, giornalista e volto Mediaset dal 2004, affiancherà appunto nella conduzione la già stranota biondissima Federica Panicucci.

Il toto nomi per affiancare la presentatrice era passato da Alessandro Cecchi Paone, il quale lascerà la conduzione e la direzione del tg4.

Molto probabilmente, per riprendere in mano un programma di divulgazione scientifica (suo vecchio amore, sul genere “ La macchina del tempo” ) a quello di un altro collega di Federica,  Alberto Billà, giornalista e volto noto del tg5 .

L’ex partner di “Mattino Cinque” della Panicucci, Federico Novella, passerà invece alla conduzione del Tg4 della sera.

Chi è Frencesco Vecchi

Francesco Vecchi, nato a Milano nel 1982, si è laureato all’Università Bocconi in Discipline Economiche e Sociali.

Giornalista, scrittore e volto noto della nostra TV, è il vincitore della 7^edizione del Pegasus Literary Awards di Cattolica, concorso letterario internazionale fra i più prestigiosi, con il suo ultimo romanzo Avrà l’odore delle cose nuove.

Lavora a Mediaset dal 2004 per la quale, fra le tante cose, ha anche seguito come inviato i Campionati Mondiali di Calcio del Sudafrica nel 2010 e i campionati Europei in Polonia e Ucraina nel 2012.

E’ stato anche inviato alla finale di Champions League nel 2010,2011 e 2012 oltre ad essere autore delle rubrica Pagelle e La scheda di Controcampo.

Attualmente è conduttore del programma di attualità Check Point su TgCom24.

A soli 16 anni ha vinto il suo primo Premio Letterario con il racconto Matrioska.

Francesco Vecchi – Scrittore

Infatti Francesco Vecchi oltre ad essere un brillante giornalista è anche uno scrittore.

A tal proposito, in occasione dell’uscita del suo libro” avrà l’odore delle cose nuove” gli è stato chiesto cosa preferisse tra fare tv o scrivere:

È una bella domanda: obbliga a chiedersi in quante delle vesti che indossiamo ci sentiamo davvero a nostro agio e non è facile rispondere. Penso che se non ci fosse anche l’attività di scrittore, mi sentirei meno a mio agio anche in tutte le altre vesti, meno rappresentato. Per me è fondamentale andare al lavoro, magari covando nella testa qualche nuova pagina di un libro.

L’amore per la scrittura: improvviso o sempre avuto?

Il mio primissimo libro lo scrissi a pochi anni. Si intitolava “Uomini nei tubi”. Lo conserva mia madre in qualche cassetto del suo armadio. Sono al massimo 3 o 4 fogli a quadretti.

C’è differenza, tra fare giornalismo televisivo, affrontare temi di cronaca, attualità, e fare narrativa?

Sì, moltissimo. I giornalisti migliori possono raccontare i fatti come se fossero una storia, ma è un guaio quando la storia prevale sui fatti, è un guaio quando scriviamo “sornione” oppure “beffardo” a proposito del sorriso di una persona tratta in arresto. Lì facciamo i narratori, lì vogliamo coinvolgere gli ascoltatori come se quella persona fosse il protagonista di un romanzo. Non è così.

Chissà cosa ci riserverà questo giovane giornalista e scrittore …

 Riuscirà a mantenere la rigida linea professionale del giornalista senza aggiungere nulla di ciò che è proprio e tipico del narratore? certi argomenti toccano i moti dell’anima e non è semplice non  coinvolgersi emotivamente..

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