Malika Ayane, tra le voci più raffinate della musica italiana, torna in gara al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Animali notturni”: “Potrei farvi tutti i suoni come un sequencer. È prodotta magnificamente da Merk & Kremont e Luca Faraone. Me ne sono innamorata quando ho ascoltato una bozza già avanzata. Il tema scritto da Edwin mi ha risucchiata. Sono entrata a lavori iniziati: il testo di Stefano Malletta aveva già gli elementi giusti. Mi sento un ingranaggio di una squadra. Ogni ascolto mi entusiasma — e non mi capita quasi mai con le mie cose”. – Racconta la cantante parlato del brano sanremese.
Festival di Sanremo 2026: Malika Ayane in gara con “Animali Notturni”
Sul legame che c’è tra il brano in gara e il suo percorso musicale la cantante precisa: “Musicalmente non trovo anomalie con il mio percorso musicale rispetto a questo brano: ho fatto brani apparentemente leggeri anche in passato, come Feeling Better o Tempesta. Questo pezzo è quasi filologico rispetto al periodo musicale a cui si ispira — parliamo di quasi cinquant’anni fa. C’è una freschezza di suono perché usiamo strumenti contemporanei, ma non c’è alcuna volontà di “corrompere” i giovani: sono più furbi di noi”.
“Con questo brano e con questo festival vorrei sorprendere prima di tutto me stessa. Me la sto godendo tanto. La conquista più grande, in questo momento, è smettere di cercare validazione solo dall’esterno. Se ti dici da sola che è bello non vale — è come portarsi i genitori ai concerti a 18 anni. Godermi il momento, sentire che la validazione non deve per forza arrivare da fuori, è fondamentale per stare bene e per essere davvero concentrata su quello che voglio dare agli altri”.
“Mi aspetto di divertirmi tantissimo. L’ultimo Sanremo era quello senza pubblico — lo considero “mezzo”. Questo sarà il mio “uno e mezzo”. Quell’esperienza mi ha rimesso a fuoco il valore delle cose. Torno con leggerezza e gratitudine. Ho scritto tanto negli ultimi tre anni. Probabilmente in autunno uscirà un disco, anche perché andremo in tour e servono canzoni nuove. Cinque anni per un disco devono essere intensi”.
Nella serata delle cover Malika duetta con Claudio Santamaria sulle note di “Mi sei scoppiato dentro il cuore”, di Mina: “Ho scelto di portare sul palco con me Claudio perchè è fantastico, ha un’intensità rara. Sarebbe stato un peccato non coinvolgerlo”.
Il percorso discografico e l’ingresso a Carosello Records
L’artista ha da poco rivoluzionato il suo percorso discografico – dopo aver lavorato con Caterina Caselli alla parentesi con Warner – oggi è arrivata a Carosello Records: “Ho trovato esattamente quello che cercavo: uno spazio che mi permetta, con i miei tempi e il mio metodo (che ancora non ho capito del tutto), di costruire un lavoro musicale che non sia solo un prodotto. Deve essere un prodotto, certo — se non lo ascolto io per prima non serve a niente — ma deve essere autentico e riconoscibile anche a distanza di anni. Con Carosello Records mi sento rispettata nella mia identità e nel mio modo di crescere. È raro e prezioso”.
Domande a Malika Ayane
“Animali Notturni” ha un luogo simbolico a Milano? Un posto della notte in cui vivi particolarmente questa dimensione?
“Milano è cambiata tantissimo e molti dei posti che frequentavo hanno chiuso. Dovrei quasi chiedere io dove andare oggi. Mi è venuto in mente un locale clandestino sulla Darsena, vent’anni fa: si entrava scavalcando un container. Finivo il turno in trattoria e andavo lì. Era una Milano diversissima. Quello sarebbe stato il posto perfetto”.
Come nasce l’idea di tornare a Sanremo con questo brano, anche dopo l’esperienza del teatro?
“Il teatro non è un’alternativa, è un’integrazione. Stavamo lavorando a nuovi progetti poco prima del Covid. Poi sappiamo com’è andata. Il teatro mi ha permesso di incubare le idee in un momento in cui non avevo chiaro dove volessi andare musicalmente. Sanremo era nei desideri. È una manifestazione che mi ha dato tantissimo dal giorno zero. Mi sento a mio agio: c’è l’orchestra, un ambiente di lavoro positivo, l’ansia giusta. Ma bisogna essere strutturati: se non sei centrato, il Festival ti mastica e ti sputa”.
Arrivi di nuovo al Festival con Carlo Conti. Che clima percepisci, soprattutto considerando le polemiche che ogni anno accompagnano la manifestazione?
“C’è sempre differenza tra quello che gira fuori e quello che si vive dentro. Io ho fatto una sola prova ma ho visto entusiasmo e grande disponibilità. Siamo privilegiati. Difendiamo il Festival vivendo al meglio ciò che accade dentro. Ho visto persone lavorare volentieri: non è scontato”.
Il tuo rapporto con il podio?
“Se dopo tutti questi anni siamo ancora qui a parlarne, va bene così. Se mi garantiscono altri vent’anni fatti bene senza podio, accompagno volentieri i colleghi. Sono felice di ritrovare Rosalba (Arisa), con cui ho debuttato nel 2009, Claudia, Margherita. Mi piace che ci siano voci femminili diverse ma con identità precise. Spero arrivi il giorno in cui non diremo più “artiste donne””.
Come vivi l’idea dell’Eurovision, considerando le questioni politiche che spesso emergono?
“È una questione complessa. Impedire a un artista ventenne di esibirsi per la nazionalità non so quanto sia geniale. I grandi palchi possono essere occasioni per portare messaggi positivi. Dove possiamo parlare di musica, bellezza, inclusione, diventa un peccato fossilizzarsi solo sulle contrapposizioni. Tanto si sa già come la penso. Ma questi spazi possono servire a costruire dialogo”.
In quali passaggi della canzone ti riconosci di più? E quanto sei “animale notturno”?
“Ho lavorato partendo da un testo già esistente, rifinendolo come un vestito su misura. Il filone della consapevolezza, del riconoscersi, del guardare l’alba come qualcosa di sempre nuovo ma con qualcuno accanto: quello è molto mio. Quanto sono animale notturno? Tra concerti all’alba, aerei all’alba e allenamenti per la maratona di New York finiti all’alba… direi parecchio. Che animale mi sento? La mia gatta Marmitta: elegante quando vuole, oppure molesta senza motivo. Molto me”.









