L’uomo bicentenario – il film da vedere stasera, 1 giugno

Può un robot, progettato solo per servire, manifestare doti di curiosità, creatività ed amicizia tipiche dell’uomo?

Per sciogliere questo enigma, ci basterà guardare “L’uomo bicentenario”, pellicola di Chris Columbus del 1999 e tratta dall’omonimo romanzo di Isaac Asimov e Robert Silverberg.

Nel 2005 la famiglia Martin, nonostante l’iniziale diffidenza di alcuni membri della stessa, acquista uno dei primi prototipi di robot positronico per utilizzarlo come robot di servizio.

Amanda, la più piccola della famiglia, stringe un legame molto forte con il robot, al punto da dargli il nome “Andrew” (da Android).

Nonostante sia stato programmato solo per svolgere le mansioni tipiche di un domestico – “Uno è lieto di poter servire”, come ripete sempre – Andrew reagisce in un modo inaspettatamente umano in determinate situazioni, dimostrando soprattutto di essere dotato di un’innata dote per l’intaglio del legno e per la realizzazione di orologi.

Accortosi della singolarità del robot, Richard Martin lo porta alla sede della Robotics.

Il Direttore dell’azienda, credendo si tratti di un’anomalia della macchina, è pronto a risarcire il cliente con un nuovo robot, ma il signor Martin si oppone: Andrew è un esemplare unico nel suo genere e non deve essere smontato.

La decisione è presa: Andrew non solo avrà più libertà nelle faccende domestiche, ma verrà trattato come uno di famiglia.

“L’uomo bicentenario” narra il lungo e non facile percorso che – in un mondo fantastico, ovviamente – un robot vorrebbe percorrere per essere accettato totalmente nel mondo degli umani, speranzoso di vivere un’esistenza identica alla loro.

E’ la storia di una macchina unica nel suo genere che, pur essendo capace di ragionare e provare sentimenti, si sente imprigionata in un involucro di ferro e circuiti che gli impediscono di vivere e morire come un essere umano.

La delicatezza con qui questa diversità viene raccontata è forse il motivo principale per cui un simile film debba essere visto almeno una volta nella vita.

Questa sera, ore 21:15, canale Nove.

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Sono una web writer in erba ed un'aspirante copywriter. Da sempre subisco il fascino delle parole in tutte le sue forme: forse non è un caso che il mio nome (Eufemia, dal greco “ eu phemì ” = colei che parla bene) contenga un verbo che significa 'parlare, dire, raccontare, etc'. Scrivere, infatti, rappresenta una delle mie più grandi passioni assieme al canto, alla musica ed ai viaggi. Sono una vera divoratrice di pellicole cinematografiche, amo i ‘courtroom drama’ - i film che si svolgono prevalentemente nelle aule di giustizia - e tutti i thriller. Per me, attori come Al Pacino, Robert De Niro e Jack Nicholson sono mostri sacri del cinema. Le serie tv che non smetterei mai di rivedere, invece, sono ‘Gomorra’, ‘How to get away with murder’ e ‘Lie to me’ (anche se vorrei trovare il tempo per vedere ‘House of cards’ e ‘Mad Men’).