Ruth da due anni non fa visita alla propria famiglia, che abita in una cittadina di provincia. Un giorno riceve una telefonata che la informa della morte della madre, apparentemente vittima di una banale caduta domestica nella doccia. Ad accoglierla trova il padre Martín, che dal momento della pensione sembra essersi trasformato ed è affetto da una profonda paranoia che sfocia in deliranti teorie del complotto.
Come scoprirà la protagonista di Los Creyentes – Oltre la verità quel genitore sempre più scontroso, che lei fatica a riconoscere, è convinto che un’azienda farmaceutica che ha sede in paese sia responsabile della scomparsa di alcuni bambini. Proprio negli ultimi giorni un ragazzino è infatti svanito nel nulla e le ricerche fino ad oggi si sono rivelate infruttuose. Ruth comincerà a sospettare che dietro il decesso della madre vi sia qualcosa di più e non sa di chi potersi fidare, forse nemmeno del sangue del suo sangue.
Los Creyentes: i volti della verità – Recensione
Cospirazioni che si insinuano in una sceneggiatura a tratti affascinante ma poco oculata nel gestire le diramazioni di una trama fin troppo densa, che non sa mai cosa intende effettivamente raccontare limitandosi a procedere per un continuo accumulo di situazioni e umori. La tensione a tratti è palpabile e il senso di mistero può dirsi anche piacevole, ma all’effettiva risoluzione della trama Los Creyentes – Oltre la verità mette in mostra tutti i limiti di scrittura.
Problemi familiari profondi, segreti che covano tra le mura domestiche, ricerche su internet e i social network per svelare presunte bugie od omissioni da parte delle autorità. Il problema principale è che molte di queste suggestioni, alcune invero intriganti, vengano sfruttate tramite una reiterazione di false piste che a lungo andare stanca, con quel finale per l’appunto poco soddisfacente per mettere finalmente “in chiaro” tutte le porte lasciate faticosamente aperte.
Una formula collaudata
Il thriller spagnolo ha trovato, negli ultimi anni, una propria collocazione stabile e redditizia nel catalogo Netflix, sia in forma seriale che di lungometraggio. Los creyentes – Oltre la verità vive sulle performance dei suoi protagonisti, con José Coronado alle prese con un ruolo pensato appositamente per sfruttarne l’ambiguità fisica e caratteriale e Stéphanie Magnin nelle vesti di una figlia comprensibilmente sospettosa, prossima a riportare alla luce inquieti scheletri nell’armadio.
La perdita della lucidità cognitiva del genitore anziano coincide con il suo cedere alla teorie cospirazioniste, con un epilogo che mette in mostra i pericoli che tali derive rischiano di avere sulle menti più deboli. Anche perché qui di dubbi o domande logiche non ve ne sono, e il tutto si limita a un tam-tam sul web pronto a prendere di mira i cosiddetti poteri forti, qui incarnati da una casa farmaceutica – fermo restando le colpe che molte di queste si portano dietro in casi ben più documentati. Non è un caso che per giustificare le proprie azioni Martín tiri in ballo colossi come Big Pharma o la piaga del fentanyl, citando avvenimenti controversi per comprovare le sue ragioni.
Ma complice una gestione delle figure secondarie approssimativa e un paio di colpi di scena che risultano improbabili quando non evidentemente forzati, il film smarrisce la coerenza di base, mettendo in mostra una narrazione frastagliata che vive su suggestioni lasciate in gran parte inespresse.
Conclusioni finali
Il titolo originale Los creyentes, letteralmente traducibile come “i credenti”, allude direttamente alla fede cieca e spesso insensata nelle più strampalate teorie del complotto, come quella che guida la premessa di questo thriller spagnolo che cerca di occultare la verità attraverso spunti più o meno efficaci.
Il risultato è una visione a tratti avvincente ma profondamente sbilanciata, non sempre capace di gestire l’equilibrio tra il senso di paranoia e quell’inquietudine domestica che serpeggia tra le crepe di una famiglia scossa da un recente lutto, potenzialmente carico di misteri. E perciò la scrittura prova a farsi forza sulle interpretazioni dei suoi protagonisti, ben più credibili della storia di cui fan parte.