ADV

Marfil – Gli opposti, uno young-adult tra amori improbabili e intrighi criminali – Recensione

ADV

La giovane Marfil è figlia di Alejandro Cortés, un ricchissimo magnate spagnolo che vive da tempo a New York. La sua esistenza nel lusso, tra lezioni di danza e feste continue, prende una piega imprevista quando viene narcotizzata nel cuore di Central Park e si risveglia due giorni dopo in un letto d’ospedale. Scopre dal padre di essere stata rapita, anche se nessuno ha chiesto un riscatto e lei è uscita incolume da quella brutta esperienza.

Per timore di nuovi attentati, il genitore decide di assegnarle una guardia del corpo che la sorveglierà notte e giorno, alloggiata in un appartamento comunicante direttamente col suo. La scelta ricade su Sebastián Moore, un misterioso e affascinante ex militare che fa subito colpo sulla ragazza. Quel rapporto che li vede forzatamente insieme 24 ore su 24 evolve ben presto in qualcosa di inaspettato, ma lui nasconde qualcosa che potrebbe mettere tutto a rischio.

Marfil: è soltanto l’inizio – recensione

Il nome di Mercedes Ron è salito alla ribalta delle cronache dopo la pubblicazione della sua prima trilogia di È colpa mia? e i relativi adattamenti per il mercato streaming, sbarcati con grande successo nel catalogo di Amazon Prime Video. Squadra che vince non si cambia ed ecco che nuovamente sulla piattaforma di Jeff Bezos sbarca la prima trasposizione di un’altra sua opera, ovvero il dittico di Marfil, con la continuazione già pronta ad uscire prossimamente.

Ci troviamo nuovamente di fronte a uno young adult di moderna generazione, ma a differenza dell’altra succitata saga non è un amore tossico a caratterizzare le dinamiche romantiche all’interno del racconto. Qui infatti è una sottotrama criminale, improbabile e forzata quanto si vuole, a scatenare l’incontro e successiva scintilla tra i protagonisti, che dovranno vivere la loro nascente storia d’amore in un contesto ben più pericoloso, tra attentati e segreti che rischiano di venire alla luce.

Una questione di aspettative

Non è un caso che in Marfil – Gli opposti la ragazza proponga al suo angelo custode di andare al cinema a vedere Guardia del corpo (1992), un grande classico del genere preso ovviamente quale esempio. Ma i cento minuti di visione soffrono di una scrittura elementare, con colpi di scena assurdi – e che difficilmente si possono chiamare tali, giacché il pubblico è già “avanti” rispetto alla diretta interessata – destinati a quel finale che apre ovviamente le porte alla già citata seconda parte a venire.

La sceneggiatura ha talmente fretta di arrivare allo scoppio della passione tra i personaggi da ridurre il relativo percorso sentimentale e introspettivo a una mera successione di sguardi, provocazioni e ripicche. Lei chiede a lui di addestrarla a combattere, scene di gelosia in discoteca, mosse di lotta libera quali veicoli di seduzione e così via, in una sequela ininterrotta di step obbligatori che non possiedono né la spontaneità necessaria né la coerenza per risultare anche credibile, con il parallelo intreccio criminale a corto di tensione.

A tentare di tenere in piedi la baracca è Ester Expósito, attrice spagnola conosciuta principalmente per il ruolo di Carla Rosón Caleruega nella serie cult Elite. L’alchimia con Hugo Diego García – più imbolsito anche per via di un ruolo a forte rischio stereotipo – è discreta e riesce a dar vita ad alcuni momenti sensuali godibili, almeno per i fan.

Conclusioni finali

Una ragazza bella e ricca, minacciata da misteriosi rapitori poi svaniti nel nulla. Un bodyguard muscoloso e tenebroso, incaricato di proteggerla sette giorni su sette. L’amore era scritto in partenza in Marfil – Gli opposti, primo adattamento dal dittico di romanzi pubblicati dalla scrittrice spagnola Mercedes Ron.

Lo young adult si mescola al crime in una storia carica di forzature, non soltanto nella gestione del legame sentimentale – pur potendo contare sulla buona chimica tra i protagonisti – ma soprattutto in quell’intrigo internazionale che si svela tramite rivelazioni via via più pretestuose. Una produzione patinata che, se da un lato per una volta tanto non esalta relazioni tossiche, dall’altro si rivela troppo anonima per lasciare il segno.

ADV
Articoli correlati