Looper – Opinioni e recensione del film

Looper film

Looper è un film del 2012 di genere Azione/Fantascienza diretto da Rian Johnson, con protagonisti Bruce Willis, Joseph Gordon-Levitt, Emily Blunt, Paul Dano, Noah Segan, Piper Perabo, Jeff Daniels. Il film ha una durata di circa 119 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Looper

Nell’anno 2044 il venticinquenne Joe lavora per la criminalità organizzata come “looper”, ossia assassino su commissione. La particolarità del suo incarico è che gli obiettivi sono individui provenienti dal 2074, esattamente trent’anni dopo.

Le tecnologie dell’epoca futura permettono infatti i viaggi nel tempo e i clan malavitosi decidono di inviare nel passato le persone scomode, visto che è l’unico modo per non lasciare effettive tracce.

Joe è ora costretto ad affrontare la sua sfida più grande e cioè quella di eliminare il se stesso del futuro, tornato nel presente filmico per vendicarsi degli assassini della moglie, dalla cui morte potrebbe dipendere la sopravvivenza posteriore della donna. Il contratto dei looper prevede proprio che l’ultima vittima del loro lavoro sia la rispettiva versione futura, ma il giovane Joe non accetta questa condizione e decide di ribellarvisi.

In questo modo si scatena una feroce caccia all’uomo nei confronti di entrambe le “versioni” di Joe e queste saranno costrette ad unire le forze e cambiare forse per sempre lo status quo.

La recensione del Film Looper

Difficile condensare in una breve sinossi le complessità narrative che sorreggono le fila di un titolo come Looper, opera sci-fi che con coraggio si inserisce nel filone tematico a sfondo “paradossi temporali” con una grintosa personalità d’intenti. Il terzo lungometraggio di Rian Johnson, che cinque anni più tardi sarà dietro la macchina da presa del controverso Star Wars – Gli ultimi Jedi (2017), contamina il genere fantastico con una forte anima action e le due ore di visione regalano momenti esaltanti in serie, tra colpi di scena e avvincenti scorribande adrenaliniche.

Insieme all’anima ludica il regista, anche autore della contorta e affascinante sceneggiatura, pone interessanti spunti di riflessione e non lesina in momenti più intensi e drammatici, rendendo l’avventura a cavallo tra le epoche dei due Joe un perfetto veicolo empatico con il quale lo spettatore può identificarsi. C’è pertanto una catarsi con il “doppio” protagonista, interpretato ottimamente nelle due rispettive versioni da Joseph Gordon-Levitt e Bruce Willis, con nomi di rilievo quali Paul Dano, Emily Blunt e Jeff Daniels in ispirati ruoli di contorno.

Il lato umanistico e introspettivo gioca così un ruolo fondamentale all’interno di una messa in scena spettacolare. I notevoli effetti speciali viaggiano di pari passo con una componente filosofica da non sottovalutare. La resa dei conti finale regala grandi emozioni ergendosi come perfetto sigillo di un film in grado di distinguersi. In questo contesto cinematografico, infatti, è spesso facile cadere sotto il peso delle proprie ambizioni.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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