ADV

London Calling: un sicario, un ragazzino e tanta noia in un action prevedibile – Recensione

ADV

Tommy Ward è un sicario che lavora a Londra dove fa il lavoro sporco per conto di chi può permetterselo. Alla soglia dei cinquant’anni però la sua vista non è più quella di un tempo e all’inizio di London Calling commette un errore irreparabile. In missione nel bel mezzo di una festa in costume, Tommy confonde una maschera da cavallo con quella da asino e uccide il bersaglio sbagliato. Peccato che la vittima errata altri non fosse che il cugino di Freddy Darby, il boss criminale più influente della città.

Il protagonista, divorziato dalla moglie che non vuole più vederlo e padre di un bambino, comprende come l’immediata fuga a Los Angeles sia quanto mai necessaria. Nella città degli angeli si mette alle dipendenze di Benson, un losco impresario con un figlio adolescente sul quale ha perso ogni speranza: Julian ha diciassette anni, è un nerd appassionato ed è l’esatto contrario di ciò che il padre vorrebbe. Il boss chiede quindi a Tommy di addestrare il suo ragazzo a “diventare un uomo”, portandolo direttamente ad accompagnarlo in un incarico pericoloso. Ma nel frattempo qualcuno da Londra è sulle sue tracce…

London Calling: un killer dal cuore d’oro? – recensione

Allan Ungar è un regista canadese specializzato in action b-movie, non nuovo alla collaborazione con Josh Duhamel, inaugurata con Bandit (2022) e proseguita in questo London Calling, un film che conferma la medietà del suo cinema. Un cinema senza particolari guizzi narrativi o stilistici, che ricicla situazioni archetipiche delle storie di killer a pagamento e boss criminali, in favore di un intrattenimento usa e getta di rapido consumo.

A guastare ulteriormente le cose vi è in questo caso l’irritante sottotrama relativa al percorso di formazione di quell’adolescente grassottello che partecipa a giochi di ruolo dal vivo e si ritrova, da un giorno all’altro, impegnato in improbabili sparatorie e tradimenti di sorta. Un legame tra questi e il risoluto protagonista che vive su diverse forzature e che non trova la giusta verve da buddy-movie, finendo per affidarsi a escamotage inverosimili per trascinarsi al solo epilogo possibile.

Mancanza d’ispirazione

Quasi due ore di visione è una durata francamente eccessiva, giacché London Calling esaurisce ben presto le proprie idee, limitandosi a una reiterazione insistita di situazioni e personaggi, alcuni dei quali tirati in ballo senza troppa inventiva unicamente per giustificare quella resa dei conti finale, dove l’escalation di proiettili ed esplosioni prevede un tutti contro tutti. E tra questi tutti spiace vedere sprecato un attore di talento come Aidan Gillen – il mitico Ditocorto di Game of Thrones – nel ruolo di anonimo villain.

Inutile cercare omaggi e citazioni ai classici di genere anni Ottanta e Novanta, giacché chi ha masticato i cult del genere difficilmente troverà motivi di interesse in questa confusa baraonda che non aggiunge niente di nuovo, procedendo imperterrita in quella direzione tracciata a fine millennio da Guy Ritchie. Ma qui l’ironia è di bassa lega, con il black humour fin troppo a prova di grandi e piccini, e l’anima ludica anch’essa scarica di sangue e violenza per risultare davvero incisiva o sorprendente, come addomesticata per un pubblico senza particolari pretese.

Conclusioni finali

Un buddy movie improbabile incentrato sul legame tra un esperto sicario in fuga e un ragazzino timido e impacciato da “formare”. London Calling, che utilizza la capitale inglese soltanto come punto di partenza degli eventi, è un film povero di idee tanto nella messa in scena quanto in una sceneggiatura farraginosa e scontata.

Josh Duhamel prova a mettere il suo carisma guascone al servizio del protagonista e il villain di Aidan Gillen aveva altrettante potenzialità per dar vita a una sfida interessante. Sfida che però rimane per gran parte nell’ombra, oscurata dalla trama dell’assurdo coming-of-age e da una comicità forzata che vive su gag e battute ripetitive quando non francamente irricevibili.

ADV
Articoli correlati