Giovedì 23 aprile scopriremo chi tra i dieci concorrenti della sesta stagione di “Lol – Chi ride è fuori” ha avuto la meglio. Il vincitore sarà colui che riuscirà a mantenere la massima serietà evitando di ricevere due cartellini gialli, conquistando così un premio finale di 100.000 euro da devolvere a un ente benefico a sua scelta. Tra i protagonisti di questa edizione figurano Sergio Friscia, Giovanni Esposito, Yoko Yamada e Carlo Amleto, pronti a mettersi alla prova in una sfida tanto insolita quanto divertente. La redazione di SuperGuida TV li ha intervistati in esclusiva, raccogliendo dichiarazioni sorprendenti e fuori dagli schemi. Le loro risposte, tra ironia e spontaneità, sono state talmente esilaranti da meritare simbolicamente un cartellino rosso diretto.
“Lol – Chi ride è fuori 6”, intervista esclusiva a Sergio Friscia, Giovanni Esposito, Yoko Yamada e Carlo Amleto
Per Sergio Friscia è stato difficile far ridere gli altri ma anche cercare di non ridere. Giovanni Esposito ha ammesso: “Nel mio caso, non ridere è stata la vera difficoltà che ho vissuto per tutto il tempo. Far ridere gli altri è ancora più complicato, proprio perché tutti sanno di non dover ridere, e questo ti fa sentire davvero spiazzato. È una sfida che, in 36 anni di carriera, credo di non aver mai affrontato prima”. Yoko Yamada ha spiegato: “Per me, la vera sfida era non ridere, perché è sempre stato il mio tallone d’Achille e continua a esserlo. Era un pensiero fisso. All’inizio dicevo: “Far ridere gli altri? Non mi importa”. Ero convintissima che la difficoltà maggiore sarebbe stata trattenere le risate, invece ho scoperto che è stato molto più complicato riuscire a far ridere gli altri”. Carlo Amleto ci fissa e dà una risposta enigmatica: “All’inizio, per me la difficoltà maggiore era non ridere, mentre nella seconda fase è diventato più complicato far ridere gli altri. Nei primi minuti trattenere le risate era davvero dura, ma col passare del tempo la sfida si è ribaltata. Devo dire che già quando siamo scesi dalle scale mi veniva da ridere, quindi è stato tutt’altro che semplice”.
I quattro comici hanno poi fatto il nome del collega che più li ha messi in difficoltà. Sergio Friscia cita Francesco Mandelli mentre gli altri si dividono tra Paola Minaccioni e lo stesso Carlo Amleto: “Appena lo guardo, mi viene da ridere”, dice Friscia. Poi hanno rivelato cosa li fa ridere nella vita di tutti i giorni. Friscia ha spiegato: “La vita di tutti i giorni è la mia principale fonte di ispirazione: prendo spunto da tutto ciò che osservo. In questo senso, la Sicilia mi aiuta molto, perché basta trascorrere mezza giornata seduto al bar a guardarsi intorno per ritrovarsi con materiale sufficiente per scrivere anche due spettacoli. È stata sicuramente una bella sfida, ma la realtà quotidiana è piena di personaggi incredibili da raccontare”. Anche Giovanni Esposito è dello stesso pensiero: “Sì, anche per me l’imprevedibilità di certe situazioni mi coglie di sorpresa e mi fa ridere tantissimo. Mi diverte poi fare un vero e proprio salto creativo: partire da qualcosa di reale e immaginarla in un contesto completamente assurdo. È proprio questo meccanismo che mi fa ridere di più”. Yoko Yamada dice invece che ad aiutarla a ridere sono i suoi telefilm preferiti: “Penso sempre a ciò che mi fa ridere davvero, fino a piegarmi in due, e spesso mi rifaccio ai miei telefilm preferiti. Mi vengono in mente i primi film di Aldo, Giovanni e Giacomo, oppure serie come The Office con Steve Carell e Malcolm. È a quel tipo di comicità che mi ispiro”. Per Carlo Amleto ridere equivale a vedere i film di Massimo Troisi e di Peppino De Filippo.
Nel primo episodio, Andrea Pisani entra come guest star e si diverte a prendere in giro i concorrenti. Tra quelli che ha preso di mira c’è stato anche Giovanni Esposito a cui ha detto di avere una carriera anche senza Stefano De Martino: “Non è corretto, perché si vede chiaramente un successo anche senza De Martino: una carriera nuova, con un prima e un dopo, e forse anche una popolarità costruita indipendentemente da lui. Ecco, questo sì che è un dissing fatto bene”, è la replica di Esposito.
Carlo Amleto è stato definito la colonna sonora di questa edizione di Lol. Per lui e la musica e la comicità viaggiano su un unico binario: “Fino a tre o quattro anni fa vivevo queste due dimensioni come completamente separate, quasi incompatibili tra loro: da una parte la musica, spesso malinconica, e dall’altra la comicità. Col tempo, però, ho imparato a farle convivere e a gestirle meglio”.









