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La signora dello zoo di Varsavia: la (bella) storia vera che ha ispirato il film

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In occasione della Giornata della Memoria che cadrà il 27 Gennaio, le reti televisive italiane trasmetteranno diversi film incentrati sulla tragedia dell’Olocausto. La signora dello zoo di Varsavia, uno dei più recenti e riusciti sulla delicata tematica, andrà in onda su su Rete 4 Sabato 20 Gennaio in prima serata.

Struggente e poetico, imperniato sulla straordinaria interpretazione di Jessica Chastain nel ruolo della protagonista, il film diretto da Niki Caro nel 2017 racconta la storia vera di Jan e Antonina Żabińska, una coppia che durante il periodo buio del nazismo si distinse per umanità e coraggio. Di seguito tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

La signora dello zoo di Varsavia: la trama in breve e il cast

Prima di vedere qual è la storia vera dietro al film, ripercorriamone brevemente la trama.

Dopo l’inizio dei rastrellamenti da parte delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale, i coniugi Jan e Antonina Żabińska, che dirigono lo zoo di Varsavia, utilizzano questo luogo e la propria casa per nascondere gli ebrei perseguitati. La coppia li fa passare per operai e intanto fornisce loro passaporti falsi per farli fuggire.

Oltre alla bravissima Jessica Chastain, del cast fanno parte anche, fra gli altri, Johan Heldenbergh, Daniel Brühl, Tomothy Radford, Efrat DorIddo Goldberg.

La storia vera che ha ispirato il film: chi erano Jan e Antonina Żabińska

La signora dello zoo di Varsavia racconta la vera storia di Antonina Żabińska e di suo marito Jan, che ebbero il coraggio di non piegarsi all’orrore del Terzo Reich e portarono in salvo centinaia di ebrei.

Jan Żabińska zoologo e zootecnico, fra gli anni ’30 e ’40 dello scorso secolo diresse lo zoo di Varsavia e fu sovrintendente dei parchi della città. Sua moglie Antonina, fervente cattolica, insegnante amante dell’arte e della musica, supportò attivamente il marito nelle azioni volte a salvare gli ebrei dalla persecuzione.

Quando vennero costretti a sgomberare lo zoo dagli animali, Jan e Antonina proposero di convertirlo all’allevamento di bovini. Si trattò di un furbo escamotage che consentì loro di nascondere le persone all’interno dei furgoni destinati all’approvvigionamento degli animali. Le gabbie, le botole e persino i cumuli di immondizia, servirono a nascondere i rifugiati.

La coppia usò anche la propria stessa abitazione per aiutare i perseguitati. Antonina aveva escogitato un modo infallibile per avvertirli di pericoli imminenti, ovvero suonare al pianoforte una sinfonia di Offenbach, ascoltando la quale i clandestini correvano a rifugiarsi in soffitta o in un sotterraneo del giardino a cui si accedeva attraverso un tunnel segreto.

Una vera impresa quella dei coniugi Żabińska, insieme anche al giovane figlio Ryszard, che in tre anni portarono in salvo circa 300 persone. L’eroismo e l’umanità dimostrati, sono valsi alla coppia la proclamazione a Giusti tra le nazioni.

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