La regola del sospetto – Opinioni e recensione del film

La regola del sospetto film

La regola del sospetto è un film del 2003 di genere Azione/Thriller diretto da Roger Donaldson, con protagonisti Al Pacino, Colin Farrell, Bridget Moynahan, Gabriel Macht, Mike Realba, Eugene Lipinski. Il film ha una durata di circa 115 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film La regola del sospetto

James Clayton, ancora bambino, perde il padre, morto in un incidente aereo per cause sconosciute. Cresciuto e iscritto al college, James diventa un esperto di computer con notevoli capacità analitiche e le sue doti attraggono l’attenzione di Walter Burke, reclutatore della CIA che gli offre di entrare nell’agenzia. L’uomo, per convincere ulteriormente l’ancora scettico studente, gli rivela come il genitore deceduto fosse un suo vecchio collega “missed in action”.

Il ragazzo accetta la proposta ed inizia il percorso d’addestramento, venendo a contatto con un’altra recluta, la bella Layla Moore. Con il passare dei giorni il protagonista scopre che “niente è come sembra” è le varie prove a cui lui e i suoi coetanei sono sottoposti non fanno che avvalorare questa ipotesi.

Burke contatta il suo pupillo ritenendo che Layla sia un potenziale agente dormiente delle forze nemiche e gli chiede, vista anche la crescente intimità nata con la ragazza, di raccogliere elementi a tal riguardo. Diviso tra il dovere e l’amore, James finirà invischiato in un intrigo più grande di lui che metterà a rischio la sua stessa vita.

La recensione del Film

Rogerd Donaldson, onesto mestierante in cui carriera figurano buoni successi di critica e pubblico come il remake de Il bounty (1984), l’avvincente Senza via di scampo (1987) e il catastrofico Dante’s Peak – La furia della montagna (1997), realizza all’inizio dell’odierno millennio un solido thriller incentrato sulla distinzione tra verità e bugie, nella migliore tradizione del genere.

In La regola del sospetto infatti la sceneggiatura dissemina false piste in continuazione fino all’atteso e sorprendente colpo di scena finale che rimette tutto in discussione, calibrando al meglio il substrato emotivo della vicenda e l’anima thriller del racconto, tra efficaci scene d’azione e un serrato confronto attoriale tra Al Pacino e Colin Farrell, perfetti e complementari protagonisti, con la bella Bridget Moynahan a fare da sexy terza incomoda in questo ambiguo menage a trois.

Se la prima parte inerente l’addestramento delle giovani reclute introduce alle direttive del gioco narrativo che avrà luogo da lì a venire, nella seconda metà la suspense diventa più tensiva nell’esasperarsi di segreti e tradimenti che coinvolge i principali personaggi, con la sottotrama romantica quale fondamentale elemento di “disturbo”.

Il tutto al servizio di un impianto solido che, pur al netto di qualche forzatura, svolge il suo compito di puro intrattenimento con relativa semplicità e anche nei suoi eccessi mantiene sempre e comunque una verosimiglianza di fondo capace di avvinghiare allo schermo fino ai titoli di coda.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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