Kong: Skull Island – Opinioni e recensione del film

film Kong Skull Island

Kong: Skull Island è un film del 2017 di genere Avventura/Fantastico, diretto da Jordan Vogt-Roberts, con protagonisti Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman, Brie Larson, Tian Jing, John Ortiz, Terry Notary, John C. Reilly. Il film ha una durata di circa 118 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

Cenni sulla Trama del film

Alla fine della guerra del Vietnam, Bill Randa e il suo partner Houston Brooks ottengono l’autorizzazione da parte del senatore Willis per essere inviati, come agenti del governo, ad indagare su un’isola di recente scoperta, denominata Isola del Teschio. Lo scopo della missione è quello di mappare il luogo ed esplorarlo alla ricerca di flora o fauna sconosciuti.

Giunti nel Paese asiatico i due uomini decidono di ingaggiare come guida della spedizione l’ex Capitano del Servizio Aereo Speciale britannico James Conrad, da tempo residente in terra indigena; a far parte del team anche una numerosa scorta militare (facente capo al colonnello Preston Packard), un gruppo di esperti scienziati e una bella fotografa, Mason Weaver, che sin da subito non nasconde i suoi ideali pacifisti.

Mentre si trova nei pressi della destinazione, la nave dove i protagonisti stavano viaggiando è impossibilitata ad avvicinarsi all’isola per via di una violenta tempesta che sembra circondarla, costringendoli ad utilizzare i numerosi elicotteri dell’esercito in dotazione: i velivoli però, superate le fitte coltri di nubi, si trovano davanti ad un gigantesco gorilla alto oltre trenta metri, che li distrugge provando ingenti perdite umane o li costringe ad atterraggi d’emergenza. Sarà solo l’inizio di un’incredibile avventura dove l’Uomo dovrà sfidare la Natura stessa per sopravvivere.

La recensione del Film

Un blockbuster che sembra uscito di netto dagli anni ’80 / ’90 per la sua semplicità narrativa e relativa immediatezza delle dinamiche action, con la mezzora introduttiva quale apripista di uno spettacolo ludico e incalzante dove l’enorme Kong fa la sua comparsa prima del previsto (già nel breve prologo, che si rivela essere un chiaro ed evidente omaggio al classico di John Boorman Duello nel pacifico).

Sono evidenti i rimandi a cult del filone, da Jurassic Park (1993) fino al King Kong (2006) firmato da Peter Jackson, e il regista Jordan Vogt-Roberts (al secondo lungometraggio per il grande schermo dopo l’inedito The Kings of Summer) dimostra di aver studiato a fondo i prototipi per dare vita ad una versione aggiornata, capace sia di conquistare il pubblico odierno abituato ad effetti speciali in serie che platee più nostalgiche grazie ad uno stile consapevole della inverosimiglianza narrativa di fondo.

Kong: Skull Island è un avvincente baraccone degli eccessi che utilizza gli stilemi dei kaiju-eiga nipponici (ossia le produzioni giapponesi con al centro della vicenda scontri tra mostri giganti) nelle due ore di visione, con creature sempre più maestose e imprevedibili che fanno la loro comparsa durante la problematica permanenza sull’isola dei personaggi umani, divisi anche questi in due gruppi morali distinti e dalle marcate caratterizzazioni.

Il personaggio del colonello Packard (interpretato da un perfetto Samuel L. Jackson) è infatti l’emblema dell’etica guerrafondaia tipica di certa politica americana, e l’intero film è facilmente leggibile come una satira militare all’interventismo a stelle e strisce, realizzato con ironia grottesca e feroce al contempo all’interno di una messa in scena sempre e comunque indirizzata al puro divertimento di genere.

Una colonna sonora infarcita di pezzi d’epoca, scelti chirurgicamente come accompagnamento a seconda di quanto accade su schermo (dai Jefferson Airplane ai The Stooges, dai Black Sabbath a David Bowie), effetti speciali di prima qualità nella realizzazione dei diversi, mastodontici, esseri, un’ambientazione suggestiva (le riprese sono state effettuate alle Hawaii, sull’isola di Oahu, in Australia, sulla Gold Coast, e in Vietnam) e una resa dei conti finale che è un puro visibilio per gli occhi completano un quadro efficace nel svolgere il suo obiettivo di puro e istintivo intrattenimento, con un epilogo alla fine dei titoli di coda che lo collega al futuro sequel, già annunciato, Godzilla vs. Kong (2020).

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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