Intruders – Opinioni e recensione del film

Film

Intruders è un film del 2011 di genere Horror/Thriller diretto da Juan Carlos Fresnadillo, con protagonisti Clive Owen, Carice van Houten, Daniel Brühl, Pilar López de Ayala, Ella Purnell. Il film ha una durata di circa 100 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Intruders

Juan è un bambino di otto anni, originario di Madrid, che ama raccontare storie: la madre Luisa tema che la sua fertile immaginazione aumenti il rischio degli incubi notturni. Ma per il piccolo, la creatura senza volto che entra in camera sua nelle ore di sonno è terribilmente reale.

Nel frattempo Mia, undicenne londinese, sta attirando le attenzioni delle compagne con la disturbante storia di una figura mostruosa dalla faccia vuota, chiamata Hollowface, che ruba il futuro dei bambini bramando di entrare in contatto con il mondo umano. E anche lei si convince che con il racconto abbia involontariamente liberato una forza malevola, tanto che la notte comincia a essere vittima di incubi altrettanto inquietanti.

Il padre di Mia, John, è convinto che la figlia sia sotto la minaccia di un maniaco e diventa ossessionato dalla sua teoria, tanto che piazza nella stanza un sofisticato sistema di videosorveglianza per smascherare il presunto individuo.

Durante un tentativo d’intrusione John si trova faccia a faccia con questi, ma quando osserva le registrazioni non compare nessuna presenza esterna e non vi sono prove fisiche di un tentativo di scasso. L’uomo scoprirà così che non tutto ciò che esiste può essere spiegato razionalmente.

La recensione del Film Intruders

La doppia ambientazione, a cavallo tra Spagna e Inghilterra, in grado sulla carta di garantire maggiore varietà alla narrazione, si rivela in fin dei conti un espediente più gratuito che realmente necessario ai fini degli eventi. Il regista iberico Juan Carlos Fresnadillo, la cui carriera è costellata da riuscite incursioni nell’horror, non trova in quest’occasione il bandolo della matassa e si fa ingabbiare dalle proprie ambizioni.

Intruders ha delle sequenze indubbiamente suggestive e la componente tensiva esplode prepotente in almeno una manciata di occasioni, ma il collegamento tra le due storyline parallele, avvenente con un clamoroso colpo di scena nella parte finale, toglie lucidità e verosimiglianza al racconto, con diversi passaggi che non tornano del tutto.

Il babau, l’uomo nero che incute timore ai bambini secondo le diverse culture, trova qui una nuova incarnazione non propriamente convincente, anch’essa schiava di una scrittura che affastella situazioni e personaggi in serie dimenticandoli spesso “per strada” e ha il demerito di sprecare il cast di lusso, con Clive Owen, Carice von Houten, Daniel Bruhl e Pilar López de Ayala in ruoli principali e secondari che si muovono come spente pedine in attesa della suddetta rivoluzione pronta a rimescolare le carte in tavola.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.