Stona presenta il singolo ‘Altaluna (Single edit)’: “Ognuno di noi ha errori e decisioni sbagliate alle spalle. La musica è la più grande cura”

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Altaluna (Single edit)” è il nuovo singolo di Stona, nome d’arte di Massimo Bertinieri. Il cantante, che ha collaborato in passato con Guido Guglielminetti, storico bassista e produttore di Francesco De Gregori, ha pubblicato nel 2025 “Ci faremo bastare i ricordi”. L’album, prodotto da Lorenzo Morra, tratta argomenti molto attuali mantenendo la cifra stilistica di Stona. Scopriamo insieme cosa ci ha rivelato Stona in questa intervista sull’origine del singolo e i suoi progetti futuri.

Intervista al cantante Stona

Altaluna (Single edit)” è disponibile, in radio e in digitale, dal 23 gennaio 2026. Il singolo chiude l’album ‘Ci faremo bastare i ricordi‘ ed è riarrangiato con quartetto d’archi composto da Stefano Beltrami (violoncello), Gioele Pierro (violino), Luca Madeddu (violino) e Lara Albesano (viola).

Come nasce la sua passione per la musica e la scelta del nome d’arte ‘Stona’? Voleva lanciare un messaggio verso chi è alla costante ricerca della perfezione vocale?

“Nasce non troppo presto se intendiamo musica suonata… la passione per quella “ascoltata” invece c’è fin da bambino. Ci sono cose che vanno scoperte passo per passo e magari non sono immediate. Il nome d’arte/pseudonimo nasce come decisione per non prendersi troppo sul serio. Il messaggio viene prima della perfezione esecutiva”.

C’è qualcosa di autobiografico in ‘Altaluna (Single edit)’? Da dove nasce l’ispirazione del singolo?

“C’è sicuramente qualcosa di autobiografico o di personale, ognuno di noi ha errori e decisioni sbagliate alle spalle, guerre personali che lo stanno o lo hanno consumato… fare pace con se stessi e perdonarsi… accettare di non avere il controllo su tutto credo possa alleggerire le nostre vite”.

All’interno di “Ci faremo bastare i ricordi”, c’è un brano a cui è particolarmente legato e perché?

“Sono molto legato a ‘Uragani’, il singolo estratto dall’album perché è stata la scintilla che ha dato vita al concetto generale dell’album, ovvero che ogni nostra azione genera delle conseguenze, a qualunque livello e pertanto abbiamo grandi responsabilità, ognuno di noi, dai grandi potenti della terra a qualunque persona”.

Nell’album si parla di crisi sociale, libertà e fragilità umana. C’è anche la storia di Gaspare Mutolo, ex mafioso e collaboratore di giustizia. La musica può essere intesa come rinascita?

“La musica è la più grande cura, credo, per lo spirito e l’anima dell’uomo. Apre varchi sconfinati dentro di noi che ci possono guarire dalle brutture del mondo”.

L’artwork della cover è firmato da Spencer Robens: come è nata questa collaborazione?

“Spencer ha lavorato con i grandi della musica dai Led Zeppelin ai Deep Purple e per me è un grandissimo onore averlo a bordo del progetto. La collaborazione è nata casualmente scoprendo il suo lavoro sul web e mi sono appassionato subito alla sua concettualità visiva”.

C’è un artista con il quale le piacerebbe collaborare?

“Ti direi Francesca Michielin. La ammiro molto come musicista, performer e cantautrice”.

Progetti futuri?

“Sto portando queste canzoni live in giro con un set molto ridotto all’osso: sono solo io al piano e alla chitarra e questa cosa mi ha permesso di riscoprire i pezzi quasi così, come sono nati. Non escludo in futuro un lavoro discografico con questo mood molto intimo”. 

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