“Innamorarsi e altre pessime idee”, intervista a Ilenia Pastorelli e Claudio Colica 

Innamorarsi e altre pessime idee

Una storia romantica e ironica che racconta quanto possa essere complicato accettare la fine di un amore. “Innamorarsi e altre pessime idee” porta sul grande schermo le avventure di Lino, un avvocato che vede crollare le proprie certezze quando la moglie Grazia decide di lasciarlo per un celebre chef. Incapace di rassegnarsi alla separazione, l’uomo mette in piedi un piano tanto audace quanto improbabile insieme a Sofia, una sua cliente coinvolta in una delicata vicenda giudiziaria. L’obiettivo è semplice solo in apparenza: conquistare il cuore dello chef e ribaltare una situazione che sembra ormai definitiva. Tra malintesi, incontri inattesi, situazioni esilaranti e momenti di riflessione, il film esplora i sentimenti umani con leggerezza e sensibilità. Ad arricchire la vicenda contribuiscono amici fidati e personaggi eccentrici che accompagneranno i protagonisti in un percorso fatto di errori, scoperte e nuove possibilità.

“Innamorarsi e altre pessime idee”, intervista esclusiva a Ilenia Pastorelli e Claudio Colica

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Ilenia Pastorelli e Claudio Colica. Tommy e Matilde, i loro personaggi, finiscono per attrarsi come due calamite. Un incontro folgorante che ci porta ad interrogarci sulla teoria dell’anima gemella. In amore sono gli opposti ad attrarsi? Colica ha dichiarato: “Penso che la soluzione giusta stia nel mezzo. È importante avere una base di affinità, qualcosa che permetta di incontrarsi e riconoscersi nell’altro. Allo stesso tempo, però, non credo che due persone debbano essere identiche per funzionare come coppia. Se tutto fosse uguale, alla lunga diventerebbe una noia. La parte più interessante di una relazione è proprio la scoperta delle differenze, degli aspetti che distinguono l’uno dall’altro. È lì che si impara a venirsi incontro, a trovare compromessi e a costruire qualcosa insieme, giorno dopo giorno”. Ilaria Pastorelli ha aggiunto: Prima di tutto bisogna incontrarsi, darsi fiducia e avere rispetto reciproco. Sono questi gli elementi che permettono di costruire basi solide per una relazione. Claudio, che è sposato, lo saprà sicuramente meglio di me. Poi, naturalmente, siamo esseri umani: nessuno conosce davvero l’altro fino in fondo fin dall’inizio. Ci si scopre poco alla volta, giorno dopo giorno, e lungo il percorso emergono aspetti nuovi, pregi, fragilità e sfumature che contribuiscono a far crescere il rapporto”. 

Amare però significa anche saper lasciare andare. “Secondo me, quando una persona decide di lasciarti, non bisogna insistere. Se dall’altra parte non c’è più la volontà di portare avanti la relazione, è giusto prenderne atto e accettarlo. Continuare a rincorrere qualcuno nella speranza di ottenere un contentino o di cambiare le cose difficilmente porta a qualcosa di positivo. Anzi, nella maggior parte dei casi non funziona. Certo, essere lasciati fa male e non è semplice da accettare, ma credo che a un certo punto sia necessario rispettare la scelta dell’altro”, ha spiegato Claudio Colica. Ilenia Pastorelli ha confidato: “Mi è capitato un paio di volte di essere lasciata, ma la cosa che mi ha colpito di più è che le persone che avevano preso quella decisione non ne erano mai davvero convinte fino in fondo. Dopo qualche settimana tornavano sui loro passi, dicendo di avere dei dubbi o di non essere più così sicure della scelta fatta. A quel punto, però, per me era ormai troppo tardi. Non amo i giochi psicologici né le situazioni ambigue. Credo che, quando si prende una decisione così importante, sia necessario assumersene la responsabilità e affrontarne le conseguenze. A volte ho l’impressione che alcune persone lascino il partner anche per mettere alla prova la reazione dell’altro o per vedere quanto siano ancora desiderate. È una dinamica che non condivido e che trovo poco sincera”. 

Poi Ilenia si lancia in un’analisi generazionale nel rapporto con l’amore e l’altro sesso: “Un tempo, anche solo per conoscere una donna e arrivare a una relazione, bisognava impegnarsi molto di più. Le generazioni di vent’anni fa, ma anche quelle successive, dovevano “farsi un mazzo”, per dirla in modo diretto: si telefonava a casa e spesso rispondeva il padre, si organizzavano incontri, si passava attraverso tutta una serie di passaggi molto più lenti e formali. Non si parlava subito di intimità o di rapporti, c’era un percorso più graduale, fatto di attese e di costruzione. Oggi invece tutto sembra più immediato e accessibile. In realtà, a mio avviso, non sono tanto le ragazze a essere più “libere” o disponibili, quanto i ragazzi a trovarsi in una situazione più agevolata, con molte più possibilità a disposizione. Questa idea di libertà, soprattutto sui social, finisce a volte per trasformarsi in qualcosa di diverso: piattaforme come Instagram diventano quasi un catalogo di persone, dove il contatto è più rapido e superficiale. È un cambiamento profondo nel modo di conoscersi e di relazionarsi, che ha reso tutto più veloce, ma forse anche più dispersivo”.