Il mistero delle pagine perdute – Opinioni e recensione del film

Il mistero delle pagine perdute - film

Il mistero delle pagine perdute è un film del 2007 di genere Azione/Avventura, diretto da Jon Turteltaub, con protagonisti Nicolas Cage, Diane Kruger, Justin Bartha, Jon Voight, Harvey Keitel, Ed Harris, Bruce Greenwood, Helen Mirren. Il film ha una durata di circa 124 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Mentre sta presentando nuove informazioni riguardanti John Wilkes Booth (l’assassino di Lincoln) e sulle diciotto pagine mancanti del suo diario, Ben Gates viene contattato dal misterioso Mitch Wilkinson, il quale sostiene di essere a conoscenza di altri particolari sull’argomento. Secondo le prove l’avo di Ben, Thomas Gates, sarebbe stato tra i cospiratori che hanno partecipato all’efferato crimine.

Compiendo ulteriori ricerche Ben, Abigail (che nel frattempo sta frequentando un altro uomo) e il sodale Riley Poole decifrano un codice segreto che li conduce a Parigi, dove trovano un altro indizio che li riporta nuovamente Oltreoceano, direttamente ad una scrivania all’interno dello studio ovale del Presidente degli Stati Uniti.

L’ulteriore passo è quello di entrare in possesso delle risposte contenute nel fantomatico Libro dei segreti, un tomo leggendario che sarebbe tramandato dai vari chief-in-commander e che conterrebbe scottanti segreti sull’intera storia americana. Ma per carpirne tutti i segreti, Ben e la sua squadra dovranno organizzare il rapimento del Presidente. E nel frattempo Wilkinson e i suoi uomini seguono passo passo le mosse di Gates, così come il detective dell’FBI Sadusky.

La recensione del Film

Squadra che vince non si cambia, e dopo il grande successo ai botteghini del primo capitolo la saga avventurosa made in Disney ripropone gli stessi personaggi e una formula pressoché identica all’originale, centrando ancora una volta l’obiettivo visti i copiosi incassi worldwide. Il mistero delle pagine perdute arriva a tre anni di distanza dal capostipite Il mistero dei templari – National Treasure (2004), con Jon Turteltaub che torna dietro la macchina da presa concentrandosi in questa nuova missione sugli spunti più ludici del racconto.

Rispetto all’originale si accelera sin dalla prima mezzora sulla componente d’azione, evitando eccessive verbosità e manifestando con efficacia una gustosa anima di genere, tra adrenalinici inseguimenti su quattro ruote e fughe a rotta di collo da parte del numeroso gruppo di personaggi coinvolti, con un finale che cita in maniera più marcata atmosfere e ambientazioni alla Indiana Jones, tra piattaforme semoventi e città perdute ricche di potenziali trappole.

Il divertimento raggiunge livelli notevoli anche grazie all’incisiva ironia messa in campo nella gestione di battute e situazioni concitate, lasciando a briglia sciolta l’istrionismo di Nicolas Cage, il quale sfrutta in più occasioni il suo iconico, amato e odiato, overacting senza freni di sorta. Al cast, che vede il ritorno di Diane Kruger, Justin Bartha, Jon Voight e Harvey Keitel, si aggiungono guest-star di lusso del calibro di Helen Mirren (nei panni della madre di Ben), Bruce Greenwood (il Presidente USA) e Ed Harris, magnifico villain con codice d’onore annesso.

La varietà dei paesaggi e delle scenografie, si passa da Parigi al Monte Rushmore e così via, regala scorci suggestivi che aumentano lo stesso fascino delle indagini, con le teorie complottiste sempre al centro del racconto a catalizzare, pur in virate non sempre verosimili, la curiosità dello spettatore e lasciano aperte le porte ad un ulteriore proseguo: sono passati dodici anni da quest’ultimo capitolo, ma si vocifera da tempo di un sequel che vada a concludere la trilogia.

mm
Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here