Gomorra 3: critiche da parte dei magistrati, ecco il motivo

Gomorra 3
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Sono trascorse poche ore appena e la serie televisiva Gomorra 3 fa parlare di sè, sollevando critiche e polemiche. Anche tre magistrati hanno espresso la loro opinione, tutt’altro che positiva, ridimensionando ciò che la fiction trasmette.

Gomorra 3, la mafia in televisione

Mentre Borrelli, ex magistrato, nato nel 1930 commenta: “La Gomorra di Saviano era un’altra cosa”, Nicola Gratteri, magistrato e saggista del 1958 ribatte: “La camorra sembra positiva”.

Gomorra 3 – La Serie sembra essere al centro di un ciclone. Già la scorsa settimana, aveva dato notizie di se’, per la concomitanza con la partita Napoli-Juventus.

Sky accontentando i tifosi del Napoli, ha reso felici i napoletani, che hanno potuto assistere ai nuovi episodi della fiction sulla piattaforma on demand. La serie televisiva, ora è criticata per avere portato nelle scene la mafia. Dopo gli ultimi episodi, ben tre duri attacchi critici hanno colpito Gomorra.

Più di un magistrato non trova esaustivo il modo di presentare la mafia dalla fiction, che è diverso da ciò che accade nella realtà.

Il successo di Gomorra – La serie

Sia le altre due edizioni, che quella attuale sono state e godono di molto successo. Roberto Saviano aveva anticipato la fiction con un suo romanzo, da cui è stato tratto un lungometraggio.

I telespettatori rivedono la realtà attuale, la stessa che i magistrati non ammettono o la giudicano diversa.

Il parere di Giuseppe Borrelli, dopo poche ore

Giuseppe Borelli è un coordinatore, in tutto sono tre, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Per lui la rappresentazione della mafia a Napoli assume un carattere troppo folkloristico.

Ecco quanto afferma infatti: “E’ una rappresentazione pericolosa perché distoglie l’attenzione dall’attuale configurazione delle camorra”.

Niente da criticare invece sulla versione cinematografica, che è stata curata molto attentamente. Per Borelli si tratta solo di una versione rappresentativa di ciò che la mafia è ai nistri giorni.

Borrelli afferma: “la fiction televisiva non coglie alcun aspetto della camorra di oggi”. La fiction, dice il coordinatore cinematograficamente è molto valida, ma non mostra quanto sia pericoloso e scomodo occuparsi del problema attualmente.

La camorra raccontata in Gomorra è un’entità paradossalmente tranquillizzante, perché consente di differenziarsi”, aggiunge Borrelli.

Dice Borrelli: “La Gomorra di Saviano era un’altra cosa”. Il Coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli conclude, ammirando invece il film tratto dal romanzo di Saviano: “Era un’altra cosa. Riusciva a descrivere la bestialità di alcuni comportamenti”. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho approva i commenti e le critiche.

Intervista durante il programma di Rai 3 “1/2 h in più”

Il procuratore è stato intervistato durante la trasmissione di Rai 3 “1/2 h in più” e si dichiara turbato. A suo parere, parlare di camorra come fosse una delle tante organizzazioni criminali non è reale.

La camorra è un problema molto grave e serio e rendere valido ogni legame umano che si instaura all’interno delle organizzazioni non è ciò che accade realmente.

La violenza a Napoli dirige ed è parte imponente nella mafia. Mentre in Gomorra, afferma de Raho, troppo poca ne è mostrata.

Nicola Gratteri: “La camorra sembra positiva”

Il procuratore Gratteri è il terzo magistrato che pone critiche alla serie tv. La camorra secondo il suo parere viene descritta quasi come una realtà positiva.

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro nutre la paura che i fans simpatizzino con qualche personaggio della criminalità organizzata. C’è anche chi potrebbe prendere ad esempio i crimini. Combattere la mafia diverrebbe terribilmente difficile.

Ore di critiche alla serie televisiva, chi sarà dalla parte della ragione?