Giustizia privata – Opinioni e recensione del film

Giustizia privata film

Giustizia privata è un film del 2009 di genere Azione/Thriller diretto da F. Gary Gray, con protagonisti Jamie Foxx, Gerard Butler, Leslie Bibb, Bruce McGill, Colm Meaney, Viola Davis. Il film ha una durata di circa 108 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Giustizia privata

La moglie e la figlia di Clyde Shelton, un tempo ingegnere alle dipendenze del governo e ora ritiratosi a vita privata, vengono brutalmente uccise da due criminali che hanno fatto irruzione in casa e, dopo averlo immobilizzato, hanno perpetrato l’orrendo crimine davanti ai suoi occhi.

I due assassini vengono subito catturati dalla polizia, ma l’avvocato di Shelton, l’esperto Nick Rice, propende per il patteggiamento pur contro la volontà del suo assistito: uno dei due balordi, il più spietato ed effettivo esecutore materiale dei delitti, ha infatti accusato il compagno (innocente per gli omicidi), causandone la condanna alla pena capitale e ottenendo uno sconto che gli farà trascorrere soltanto tre anni dietro le sbarre.

Dieci anni più tardi ha luogo l’esecuzione del condannato, deceduto tra atroci sofferenze per un eccesso di sostanze mortali, mentre il complice in libertà viene trovato senza vita dopo aver subito orribili torture. I sospetti ricadono ovviamente su Shelton, e l’uomo confessa al suo avvocato di aver compiuto la sua personale vendetta visto che la giustizia non aveva svolto il proprio compito.

Il vendicatore si trova ora recluso nel braccio della morte ma diversi individui collegati al caso di una decade prima vengono presi di mira: chi si cela in realtà dietro questa scia di furia e sta aiutando il protagonista?

La recensione del Film

Forse nessuno meglio di Gerard Butler, l’eroico re Leonida di 300 (2006), avrebbe potuto infondere il giusto e rabbioso carisma al padre/marito in cerca di vendetta di Giustizia privata, solido action thriller diretto da F. Gary Gray, autore in passato del mai troppo citato Il negoziatore (1998).

Perfetto erede dei revenge-hero di bronsoniana memoria, l’attore britannico è l’ideale catalizzatore del sentimento del pubblico, pronto a mettersi nei panni di questo individuo comune la cui vita è stata spazzata via da un giorno all’altro da due rifiuti della società.

Una giustizia fai da te di stampo hollywoodiano che si trova a fare i conti con alcune forzature di sceneggiatura, soprattutto per ciò che concerne il colpo di scena finale togliente verosimiglianza all’intera vicenda. Se preso come puro prodotto d’intrattenimento il film funziona e riesce ad essere avvincente e ad attirare la curiosità del pubblico fino all’evento risolutore.

Ha così luogo nelle due ore di visione una roboante partita a scacchi tra il sardonico protagonista senza più niente da perdere e la figura dell’avvocato, reo di aver patteggiato con i killer, altrettanto ottimamente interpretato da Jamie Foxx.

Il tutto si pone come ideale flusso di discussione tra due diversi modi di intendere la legge e spinge anche chi guarda ad esprimere la propria opinione in merito, rivelandosi in questo modo come una narrazione attiva e non passiva.

In un insieme complessivo che, incongruenze e spettacolarizzazioni annesse, emoziona e coinvolge con quel corretto mix tra atmosfere drammatiche e altre fieramente di genere.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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