“Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, intervista a Giuseppe Zeno: “Guareschi ci insegna ad essere liberi. I miei ruoli d’impegno sociale? Un caso, ma l’attore si fa portavoce di un messaggio”

Giuseppe Zeno - attore

Un ritratto inedito che porta per la prima volta sul piccolo schermo la vita, la passione e la coerenza di uno degli autori italiani più letti nel mondo. Domenica 20 settembre, in prima serata su Rai 1, va in onda “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, una produzione Anele in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission. Diretto da Andrea Porporati, che ha curato la sceneggiatura insieme a Marco Ferrazzoli e con la consulenza di Alberto Guareschi, il film TV sintetizza in 100 minuti la complessa e affascinante parabola umana e professionale dello scrittore e giornalista. Dalla fermezza nel rifiutare la collaborazione con i nazisti – che gli costò la deportazione nei campi di prigionia – alle sue battaglie ideologiche e al suo spirito critico, fino all’amore profondo per la moglie Ennia (interpretata da Benedetta Cimatti) e per la Bassa Padana, terra natìa trasfigurata nel celebre Mondo Piccolo da cui nacque il mito di Don Camillo e Peppone. Le riprese, girate proprio nei luoghi reali tra il Po e i piccoli borghi emiliani, vedono nel cast anche Andrea Roncato, Maurizio Donadoni e Salvatore Striano.

“Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, intervista esclusiva a Giuseppe Zeno

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Giuseppe Zeno, che ci ha raccontato come si è avvicinato a una figura così iconica e complessa: “La strada più semplice sarebbe stata quella di studiare il personaggio dal punto di vista biografico, fotografico o attraverso i filmati dell’epoca. In realtà ho cercato di partire dalla sceneggiatura, da quello che Andrea Porporati ha scritto insieme a Marco Ferrazzoli, per rappresentare la verità che loro volevano mettere in scena: è da lì che è venuto fuori il personaggio. Poi ho letto il più possibile di lui e sono rivisto i film tratti dai racconti del Mondo Piccolo, sulle figure di Don Camillo e Peppone, convinto che lì ci sia il sunto di tutta la sua vita e della sua opera letteraria”.

Ispirato dal calore dei luoghi reali e dai racconti della gente del posto, l’attore ha spiegato come si è immerso nell’atmosfera del set: “Abbiamo girato il film nei luoghi della Bassa, anche a Brescello, dove tutti sono un po’ i figli di Don Camillo e Peppone. Le persone erano molto curiose di assistere ed erano proprio loro ad aver voglia di raccontare tantissimi aneddoti, ricordando la stradina dove passavano i personaggi. Tutto questo ha aiutato a creare quel clima di coesione sul set che ha restituito anima al film e gli ha donato verità”. Guareschi è stato un uomo volitivo, libero e poco incline ai compromessi, una lezione importante che Zeno spera possa arrivare dritta al pubblico: “Guareschi è stato un uomo libero perché ogni artista deve esserlo per potersi esprimere, altrimenti rischierebbe di fare le cose su commissione snaturando se stesso. Spero che il pubblico intuisca questo: è importante potersi esprimere liberamente, ma facendolo sempre in maniera precisa, puntuale ed educata”.

Riguardo alla sua carriera e al fatto di aver interpretato spesso ruoli e fiction con una forte valenza sociale, ha confidato: “In realtà è stato un caso. A volte sposi progetti più legati all’intrattenimento, altre volte se c’è la possibilità di avere una valenza sociale è ancora meglio. Fare il nostro lavoro comporta anche una responsabilità: se comunichi qualcosa che arriva al pubblico ti fai portavoce di un messaggio, e se questo messaggio è positivo ben venga”. Infine, punzecchiato con una battuta sul dibattito scoppiato quest’estate tra i colleghi per gli orari di inizio delle prima serate TV, ha risposto con ironia: “Io vado a letto alle ventuno, non mi pongo il problema”.

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Mi chiamo Giulia e sono nata a Roma il 23 febbraio 1990. Amo scrivere e il mondo dello spettacolo è la mia passione. Oltre alla scrittura, sono una divoratrice di libri e mi diverto a strimpellare al pianoforte. Collaboro per alcuni settimanali per cui realizzo interviste a personaggi famosi. Comunicare mi ha aiutato a superare il blocco della timidezza e ad acquistare maggiore sicurezza. Apprezzo le persone umili e sincere e detesto invece le persone vigliacche. Un’altra mia grande passione è la danza classica che ho studiato sin da quando ero bambina. Il mio sogno più grande l’ho realizzato qualche anno fa entrando al Teatro La Scala nel giorno del mio compleanno. Vedere ballare insieme i miei due idoli della danza, Roberto Bolle e Svetlana Zackarova, è stata un’emozione incredibile.