Giulia Salemi e Guido Meda, inviati di Pechino Express 2026: “Un’esperienza intensa, la vita dei concorrenti è un inferno” – Intervista

Giulia Salemi Guido Meda Pechino Express 2026

Giulia Salemi e Guido Meda, insieme a Lillo saranno i tre inviati della nuova stagione di “Pechino Express 2026 – L’estremo Oriente” disponibile in prima visione assoluta da giovedì 12 marzo 2026 su Sky e in streaming su NOW. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Giulia Salemi e Guido Meda alla conferenza stampa di presentazione del programma che vede alla conduzione Costantino della Gherardesca. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Intervista a Giulia Salemi e Guido Meda, inviati di Pechino Express 2026

Che esperienza è stata e cosa vi ha lasciato personalmente?

Giulia Salemi: È stata un’esperienza molto intensa. Io ho fatto la concorrente ormai dieci anni fa e letteralmente piangevo tutti i giorni, ma non per la sofferenza: piangevo perché mia mamma mi faceva piangere. Da un lato è stato liberatorio, perché ero lì da sola e ho potuto finalmente vedere un altro lato di Pechino Express. Dall’altro però è stato anche molto intenso: levatacce prestissimo, ci muovevamo sempre, praticamente vivevo in una sorta di van. È stato molto interessante anche perché, da inviata, vedi il concorrente da un punto di vista esterno.

Guido Meda: Io l’ho trovato divertente. Secondo me quando si dice “divertente” vuol dire proprio che stai bene, che ridi tanto. A me è successo questo. Poi è chiaro: ci sono i momenti di narrazione, di spiegazione, di gestione delle missioni in cui chiami in causa la tua professionalità. Però per il resto è un’esperienza particolare. Sai cos’ha? È un gruppo di lavoro enorme, ma molto bello. Ed è socialmente interessante vedere la vita dei concorrenti da vicino, cosa che io non conoscevo e che ho scoperto essere un inferno. Cioè è proprio un’avventura.

Qual è stata la cosa più strana o che più vi ha sorpreso durante questo percorso?

Guido Meda: Io ne ho una collezione di cose strane. Quando vai in culture così distanti dalla tua, ti colpisce per esempio l’iperspecializzazione dei giapponesi. Arrivi al distributore di benzina e chiedi di fare benzina all’addetto che è lì, e lui ti dice: “No, scusi, io sono l’addetto ai vetri, a pulire i vetri”. Quindi la benzina non te la fa e devi aspettare che arrivi il signore della benzina. Ecco, queste cose a volte sono un po’ destabilizzanti. Poi per me sono stati sorprendenti anche i ritmi sonno-veglia dei concorrenti, che poi diventano anche i ritmi sonno-veglia degli inviati. Allucinante, più che strano.

Giulia Salemi: La cosa più strana è che nel menu dei ristoranti, in molti ristoranti cinesi, ci sono le larve. Ma dimmi tu: chi è che si vuole ordinare delle larve da mangiare? Poi però c’è anche un fun fact: la Cina è super pulita e silenziosa. Io riuscivo a fare i servizi e c’era un silenzio incredibile, perché sono tutte macchine elettriche. Un’altra cosa che amo follemente – e magari avercela anche da noi così – è la sicurezza. Le persone lasciano praticamente le porte di casa aperte. Noi passavamo e tutte queste case erano aperte. È bellissimo perché uno sta sereno, sta tranquillo. Io giravo tranquillamente giorno e notte e non succedeva niente. Bellissimo: io ho amato la Cina, me ne sono proprio innamorata. Devo dire che, come inviata, è stata davvero un’esperienza diversa. Mi è piaciuta molto anche dal punto di vista lavorativo. Bello, da rifare.

Guido Meda: Ci è piaciuto? Molto.

Giulia Salemi: Bene, richiamateci!

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