Presentato in anteprima mondiale al Giffoni Film Festival, in concorso per il Gryphon Award nella sezione Elements +6, Alby – L’ultimo ulivo è il nuovo cortometraggio fantasy diretto da Alessandro Parrello. Al centro della storia c’è Alby, un antico ulivo parlante doppiato da Francesco Pannofino grazie alla tecnologia motion capture, simbolo della devastazione causata dalla Xylella in Puglia. Il film segue l’avventura di due undicenni, interpretati da Elisa Quaranta e Lewis De Pascalis, che si mettono alla ricerca del leggendario Grande Ulivo raccontato dal nonno. Durante il loro viaggio incontrano Alby, che racconta il profondo legame tra uomo e natura, denunciando come l’avidità e lo sfruttamento abbiano compromesso l’equilibrio dell’ambiente. Attraverso il linguaggio della fiaba, il cortometraggio affronta temi attuali come la tutela del territorio, il rispetto per la natura e la responsabilità dell’uomo nei confronti del pianeta, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni.
Intervista esclusiva a Francesco Pannofino al Giffoni
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Francesco Pannofino. L’attore e doppiatore spiega di essersi innamorato immediatamente del progetto di Alessandro Parrello. “È una bellissima storia di Alessandro Parrello, che conoscevo già. Quando mi ha fatto leggere la sceneggiatura ho aderito subito con entusiasmo, perché è una storia molto bella e molto tenera, pensata per salvaguardare la natura, in questo caso gli ulivi pugliesi colpiti dalla Xylella, una malattia terribile che li sta facendo morire.” Nel film interpreta proprio un vecchio ulivo parlante: “Io interpreto un vecchio ulivo saggio che sta però per morire, ma che dà ai bambini protagonisti del film il là per poter salvare tutti gli altri ulivi. C’è tanta magia, ci sono superpoteri ed effetti speciali molto belli. La mia faccia è incastonata in un albero che parla: faccio davvero i complimenti ad Alessandro Parrello e a tutto il team degli effetti visivi”, ha dichiarato.
Il cortometraggio affronta il tema della tutela dell’ambiente rivolgendosi soprattutto ai più piccoli. “Di ambiente si parla da tanti anni, già quando ero bambino si affrontavano temi come l’eccessiva industrializzazione, il nucleare, i gas di scarico e la CO2. Tutte contaminazioni che fanno male sia all’ambiente sia a noi esseri umani”. Per l’attore è fondamentale iniziare la sensibilizzazione fin dall’infanzia. “Credo sia giusto parlare di questi temi già alle scuole elementari, perché i bambini sono molto sensibili. Tendono a difendere gli animali, le piante e i fiori. Se vedono un film con protagonista un cagnolino fanno il tifo per lui; in questo caso fanno il tifo per un ulivo. Lo abbiamo visto durante le proiezioni ed è un messaggio davvero importante”.
Da storico doppiatore, Pannofino commenta anche la scelta sempre più frequente di affidare il doppiaggio a personaggi famosi o influencer. “Professionalmente non sono d’accordo. Il doppiaggio è un trucco cinematografico che deve far sembrare che l’attore stia davvero parlando nella nostra lingua. Se si percepisce lo scollamento tra voce e volto significa che il trucco non è riuscito.” Secondo l’attore si tratta soprattutto di una scelta commerciale: “Oggi sembra che chi ha più follower sia più bravo a fare tutto, ma non è così. Io tornerei al vecchio metodo: ogni lavoro dovrebbe essere svolto dai professionisti”.
Pannofino riflette anche sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo dello spettacolo. “L’intelligenza artificiale non si può fermare, è un progresso tecnologico. Sarebbe come cercare di fermare il vento con le mani.” Pur riconoscendone l’evoluzione, ritiene che manchi ancora qualcosa. “A breve arriverà probabilmente a una perfezione tecnica incredibile, ma mi chiedo come potrà riprodurre davvero l’estro, la fantasia e le emozioni di un attore. Alla fine sarà sempre il pubblico a decretare il successo o meno di queste scelte”. Infine Pannofino ha parlato anche dell’eventuale ritorno di Boris: “Per ora è tutto fermo, purtroppo. Io farei volentieri un’altra stagione, ma non dipende da me. È già successo in passato che sembrasse finita e poi la serie è tornata”.









