Il buio come luogo di scoperta, le streghe come simbolo di libertà e il teatro come spazio in cui trasformare la musica in racconto visivo. Francesca Michielin si prepara a pubblicare “Magia Bianca, Magia Nera”, in uscita venerdì 30 ottobre per Columbia Records / Sony Music Italy, un progetto che prosegue il percorso iniziato con “Magia Bianca”, spingendosi verso sonorità più oscure e un immaginario gotico, medievale e fantasy.
Francesca Michielin presenta il nuovo album in uscita il 30 ottobre
«L’animo gotico ha sempre fatto parte di me, mi sono sempre sentita un po’ d’archettona nell’animo», racconta la cantautrice durante l’incontro con i giornalisti. «Non l’ho sentito come un passaggio netto, ma come un bisogno di riconnettermi con quella parte che, a livello lavorativo, è sempre stata un po’ repressa. Fa parte dei miei ascolti, delle mie passioni, dell’estetica che mi piace».
Un’esigenza personale che si è trasformata in un progetto di sei nuovi brani, tra figure femminili, leggende medievali e ritualità. «Mi chiedo anche perché abbia aspettato tutto questo tempo a mettere questa parte di me in un progetto. Mi sento profondamente connessa con me stessa e riscoperta», spiega Michielin.
Un viaggio tra streghe, anni Ottanta e libertà
Da “Viriditas”, ispirata alla mistica Hildegard von Bingen, a “La mia ragazza”, passando per “Hexoria”, “Danza Macabra” ed “Esperienza Estatica”, il disco attraversa diverse rappresentazioni del femminile, fino alla ballad conclusiva “Una spada nella roccia”.
Musicalmente, il progetto si muove tra gotico, alt-rock, dance e dungeon synth, mantenendo un legame con le sonorità che hanno accompagnato l’artista fin dall’infanzia.
«Il filo conduttore sono sempre gli anni Ottanta, quelli che ascoltavo da piccola, gli anni Ottanta di Enya, de “La storia infinita”, di tutto un universo fantasy», racconta. «È come se questo universo entrasse in una grotta oscura per poi riuscire con una spada nella roccia. Ho cercato di mantenere una coerenza pur esplorando tantissimo».
Al centro c’è anche una dimensione collettiva, evidente nella copertina, dove diverse versioni della cantautrice e numerose figure femminili si ritrovano unite in un labirinto.
«Il femminile che emerge è una collettività, un coro. È un disco molto corale: ci sono tante donne diverse, tanti archetipi, tante streghe, figure che vogliono reclamare un senso di libertà profondo, di connessione con la loro indole, con loro stesse, con la loro essenza».
Un immaginario che ha già trovato riscontro nel pubblico. Michielin racconta di aver ricevuto messaggi da ragazze e ragazzi che si sono riconosciuti nella sua musica, anche perché legati alla ritualità, al ciclo delle stagioni e alla natura. «C’è un mondo di persone che vivono ancora questo grande legame con la natura, una connessione profonda che un po’ noi ci siamo persi. Sono molto contenta che abbiano amato questo disco».
Il tour nei teatri sarà uno spettacolo in otto atti
Dopo l’estate trascorsa sui palchi con “Strega Comanda”, Francesca Michielin è pronta a portare il nuovo universo narrativo nei teatri italiani. Il tour partirà l’8 novembre da Trento e si concluderà il 3 dicembre a Napoli.
«È un tour molto particolare, non ho mai fatto un tour di questa tipologia. Andremo a sfruttare lo spazio teatrale creando un vero e proprio spettacolo», spiega.
La narrazione sarà divisa in otto atti, dall’ombra alla luce, con scene, costumi, oggetti, coreografie e momenti di rappresentazione visiva. Accanto ai nuovi brani ci saranno anche le canzoni più importanti del suo repertorio, rivisitate secondo l’estetica di “Magia Bianca, Magia Nera”, oltre a ospiti, cover e momenti a sorpresa.
La band sarà composta interamente da musiciste polistrumentiste, una scelta che per Michielin ha anche un significato preciso: «Credo tantissimo nel loro valore artistico, ma soprattutto nel valore della rappresentazione. Il fatto che una bambina possa vedere delle ragazze che suonano la batteria o il basso può aiutarla a pensare: “Questo è uno spazio che posso occupare anch’io”».
Particolarmente attesa la data del primo dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano, un palco che l’artista desiderava da tempo. «È un teatro bello grande, fa quasi paura da quanto è grande. Sapere che ci suonerò mi emoziona tantissimo. È uno spazio meraviglioso per realizzare questo spettacolo, che vuole anche giocare con la rottura della quarta parete».
L’intenso percorso live le ha restituito anche una nuova consapevolezza professionale. «Forse ho iniziato adesso a fare veramente questo lavoro, forse questo mestiere lo sto imparando adesso», ammette. Dopo tre anni senza un tour, ritrovare il contatto diretto con il pubblico è stato fondamentale. Per il futuro, invece, non ci sono ancora progetti definiti: «Magari da metà 2027 sarà necessario prendersi una pausa per riconcepire un nuovo immaginario. È giusto prendersi del tempo per capire che cosa vuoi dire, se lo vuoi dire e come lo vuoi raccontare».
Le proteste e il disagio sociale: «Quello che si sta creando collettivamente va ascoltato»
Durante l’incontro con i giornalisti, Michielin ha commentato anche le manifestazioni che hanno attraversato Milano e altre città italiane, esprimendo apprezzamento per le parole di Willie Peyote, definite «molto calzanti, molto necessarie».
La cantautrice ha interpretato le proteste come il segnale di una paura collettiva legata all’incertezza sul futuro e a condizioni di vita sempre più difficili. «Sulle piazze non si riversa la violenza, si riversa quel lato aggressivo della paura, di quando tu non sai che futuro ti aspetta e non puoi più continuare così».
Nel suo intervento ha citato il costo del carburante e della spesa e le difficoltà di accesso alla sanità, invitando a interrogarsi sulla qualità della vita e sulle prospettive delle persone. «Noi non possiamo continuare così, questo modo di vivere che abbiamo in questo Paese non è sostenibile. Vorrei chiedere veramente alle persone: voi siete felici di questa vita che state vivendo? Vi sentite sereni per il vostro futuro? Secondo me è difficile rispondere sì».
La sua posizione è netta: «Questa cosa che si sta creando collettivamente è molto importante, non va repressa, va semplicemente ascoltata».
Sanremo 2027? «Non so cosa sarà di me»
Tra le domande rivolte alla cantautrice anche quella sui programmi per febbraio 2027 e sulla possibilità di trascorrere qualche giorno in Liguria durante una eventuale sua partecipazione al Festival di Sanremo.
Michielin non ha anticipato impegni né confermato una possibile partecipazione alla manifestazione. «È chiaro che voi dobbiate farmi questa domanda, ma la risposta è che non lo so», ha risposto, precisando di non voler sviare la questione.
«È talmente tanto immersivo questo progetto, ed è stato concepito così, che faccio fatica a sapere cosa sarà di me, onestamente». Per ora, quindi, l’attenzione resta concentrata sul disco e sul tour teatrale. «Vediamo dove mi porterà questo tour».
TOUR NEI TEATRI 2026
- 8 novembre – Trento, Auditorium Santa Chiara
- 11 novembre – Venezia, Teatro Malibran
- 13 novembre – Torino, Teatro Colosseo
- 15 novembre – Ancona, Teatro delle Muse
- 16 novembre – Firenze, Teatro Verdi
- 20 novembre – Bari, Teatro Petruzzelli
- 22 novembre – Bologna, Europauditorium
- 23 novembre – Trieste, Teatro Rossetti
- 25 novembre – Padova, Gran Teatro Geox
- 28 novembre – Roma, Teatro Conciliazione
- 1 dicembre – Milano, Teatro Arcimboldi
- 3 dicembre – Napoli, Teatro Augusteo
I biglietti sono disponibili su www.vivoconcerti.com e nei punti vendita autorizzati.