Festival di Sanremo 2026, intervista a Maria Antonietta e Colombre: “Siamo come Sandra e Raimondo, fare le cose insieme è stato sempre un valore aggiunto. Matrimonio? Per ora non ci pensiamo”

Maria Antonietta e Colombre

Tra i nomi attesi al Festival di Sanremo 2026 ci sono Maria Antonietta e Colombre che parteciperanno con il brano “La felicità e basta”. Per la coppia artistica, insieme anche nella vita privata da 15 anni, si tratta di un debutto ufficiale sul palco dell’Ariston, pur essendo entrambi attivi e apprezzati da anni nel panorama cantautorale italiano. Nel 2025 hanno pubblicato l’album Luna di miele, accolto con favore da pubblico e critica, e il 2026 rappresenta il momento più significativo della loro carriera. Per la cantautrice è un ritorno all’Ariston dopo la partecipazione come ospite nel 2020 insieme a Levante e Francesca Michielin, mentre per il cantautore e produttore di Senigallia sarà l’esordio assoluto. Il brano che presenteranno al Festival è stato scritto in collaborazione con Katoo. La coppia, oltre a condividere la musica, porta sul palco una sintonia consolidata nella vita quotidiana, rendendo l’esibizione ancora più autentica e intensa. La partecipazione segna un passo importante per consolidare la loro presenza nel panorama musicale italiano. Il loro stile unisce sensibilità cantautorale e modernità sonora, promettendo di essere tra i momenti più seguiti della kermesse.

Festival di Sanremo 2026, intervista esclusiva a Maria Antonietta e Colombre

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Maria Antonietta e Colombre. Per loro si tratta di un debutto sanremese: “Stiamo vivendo questa esperienza con gioia e cercando di affrontarla con la massima leggerezza possibile, considerandola come un’avventura da condividere insieme. Certo, c’è emozione: non siamo robot, quindi è naturale sentire un po’ di tensione. L’ansia vera e propria riguarda questioni più importanti, ma la leggera tensione fa parte del momento e contribuisce a rendere l’esperienza più intensa e reale”. 

Maria Antonietta e Colombre hanno poi rivelato com’è nato il brano, “La felicità e basta”: “È nato in modo spontaneo: l’abbiamo scritto a casa, nella nostra cucina. Dopo una serata al karaoke, siamo tornati e ci ha colpito una canzone di Lola Young; da lì ci siamo messi a lavorare e, in circa mezz’ora, è venuto fuori un pezzo già molto interessante, che poi abbiamo continuato a sviluppare e rifinire insieme”. Il brano di Sanremo ruota intorno ad una rapina, quella della felicità. Abbiamo chiesto ad entrambi allora cosa ruberebbero l’uno dell’altra: “Ruberei a Giovanni la sua grande leggerezza, che per me è un valore prezioso: la capacità di sdrammatizzare, di ridimensionare le cose. A volte tendo a essere un po’ drammatica, e non sempre è positivo, quindi questa attitudine la prenderei volentieri da lui”. Lui invece replica: “Ruberei invece la tua dolcezza”. 

Nella serata delle cover, duetteranno con Brunori Sas sulle note de “Il mondo”: “È una canzone meravigliosa e, secondo noi, poteva ampliare un po’ il concetto del brano che porteremo in gara. Inoltre, Brunori è un nostro grande amico: lo conosciamo da tanti anni ed è stato il produttore del mio primo disco nel 2012. Quando abbiamo lavorato insieme in Calabria, anche Giovanni mi accompagnò in quell’avventura, perché ci eravamo appena conosciuti, e da allora Brunori è un po’ il nostro padrino. Giochiamo con lui, lo prendiamo un po’ in giro, ma ci vogliamo molto bene, e siamo davvero felici, senza retorica, di poter essere accompagnati da Dario in questo percorso”. 

Coppia da quindici anni anche nella vita, Maria Antonietta e Colombre dichiarano che mischiare sentimenti e lavoro non comporta alcun rischio: “Onestamente non sono molto d’accordo con chi pensa il contrario. Per me fare le cose in due è sempre stato un valore aggiunto, anche se fino a oggi ognuno di noi ha avuto i propri dischi, i propri tour e le carriere sono sempre state separate. Abbiamo però sempre condiviso casa, vita e mestiere, e poter condividere questo percorso con lui significa essere capita, stimolata e spronata. In questi primi quindici anni vedo solo aspetti positivi, e fare le cose insieme le rende molto più semplici. Il sedicesimo anno lo scopriremo, ma quindici anni non sono pochi: arrivarci è incredibile, quasi un mistero”, dice Maria Antonetta. Colombre ha aggiunto: “Quello su cui mi piace riflettere è il concetto di rischio. Credo che in amore, così come nel lavoro – in questo caso la musica – ci debba sempre essere un margine di rischio, ma accompagnato dal rispetto degli spazi dell’altro. Questo equilibrio è fondamentale. Come diceva Letizia, ognuno di noi ha i propri dischi, le proprie carriere, i tour e i momenti con la band: cose sacre per entrambi. Questo rispetto reciproco rende poi più forte e produttiva la collaborazione quando si crea qualcosa insieme. Con l’album Luna di miele abbiamo voluto celebrare proprio questa lunga convivenza e complicità. Il rischio significa anche avventurarsi in territori in cui l’acqua è più alta, come diceva David Bowie: lì succede qualcosa che ti mantiene vivo e acceso, permettendoti di fare sempre cose interessanti”. 

La storia della musica è piena di coppie. Maria Antonietta e Colombre non temono però il paragone con Albano e Romina o con i Coma Cose: “In realtà non mi sono mai interrogato troppo su questo. Io mi sento semplicemente… noi siamo Colombre, ma soprattutto siamo Giovanni e Letizia. Al massimo, per scherzo o per iperbole, potremmo dire Sandra e Ramondo, che anche loro hanno carriere separate pur facendo cose insieme. Sì, mi piace pensarla così”. Per il momento, nessun progetto di matrimonio: “Assolutamente no, mai“, rispondono in coro.

Dopo il Festival di Sanremo, tanti sono i progetti che li attendono: “Sì, sicuramente vorremmo fare molti concerti. Alla fine è il live la cosa che amiamo di più, quindi questa è la nostra prospettiva, e ne siamo davvero felici”. 

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Mi chiamo Giulia e sono nata a Roma il 23 febbraio 1990. Amo scrivere e il mondo dello spettacolo è la mia passione. Oltre alla scrittura, sono una divoratrice di libri e mi diverto a strimpellare al pianoforte. Collaboro per alcuni settimanali per cui realizzo interviste a personaggi famosi. Comunicare mi ha aiutato a superare il blocco della timidezza e ad acquistare maggiore sicurezza. Apprezzo le persone umili e sincere e detesto invece le persone vigliacche. Un’altra mia grande passione è la danza classica che ho studiato sin da quando ero bambina. Il mio sogno più grande l’ho realizzato qualche anno fa entrando al Teatro La Scala nel giorno del mio compleanno. Vedere ballare insieme i miei due idoli della danza, Roberto Bolle e Svetlana Zackarova, è stata un’emozione incredibile.