Fabio Basile, intervista esclusiva: “Al GF mi sentivo come una tigre in città. Non mi interessa chi vince. Bisogna investire nello sport!”

fabio basile intervista

La redazione di Super Guida Tv ha intervistato in esclusiva Fabio Basile, campione olimpionico e concorrente del Grande Fratello Vip 3. Il judoka ci ha raccontato della sua esperienza nella casa più spiata d’Italia, della sua passione per il judo e della nuova fidanzata, Daria Bilodid.

Intervista a Fabio Basile: “Al Grande Fratello Vip 3 mi sentivo come una tigre in città”

Mi fai un bilancio della tua esperienza al Grande Fratello Vip 3?

È un’esperienza che ti può dare tanto, perché ti fa conoscere dei lati di te che non ci avevi mai fatto caso. È un mondo totalmente diverso da quello che ho fatto per ventiquattro anni. Secondo me ho reagito bene. Ho evitato sempre qualsiasi tipo di discussione perché eravamo un gruppo magnifico e ancora adesso mi mancano tutti.

Quali sono state le difficoltà più grandi? 

Non potermi allenare come volevo io. Da quando ho sei anni mi alleno ogni giorno per tre volte al giorno. Mi sono ritrovato con delle persone che non conoscevo senza il mio habitat naturale. Mi sono sentito un po’ come una tigre quando la togli dalla giungla e la metti in città. Per quanto riguarda la convivenza invece, facendo judo, sono abituato a convivere con altre persone.

Chi è stato per te il più vero e il più falso di questa edizione?

Falso nessuno. Le più vere le Donatella, mi sono piaciute sin da subito, ma anche Water Nudo. Ho avuto un bellissimo rapporto con tutti. Giulia Salemi ieri quando è uscita mi ha abbracciato per un’ora e quelle sono le mie vere vittorie. Valgono anche di più rispetto a certe medaglie.

Chi vincerà il reality e chi invece vorresti vincesse?

Ti dico la verità: non mi interessa. La più grande vittoria è stata l’amicizia che è nata nella casa. Se vuoi una preferenza, ti dico Silvia o Walter.

Se dovessi scegliere, meglio l’esperienza a Ballando con le Stelle o al GF Vip 3? 

Sono esperienze diverse. Ballando con le Stelle è più un talent. Lì metti alla prova il tuo fisico e per questo mi è entrata la competizione, al Grande Fratello invece non mi interessava vincere. Non era la mia intelligenza o la mia forza a farmi vincere, ma dovevo solo piacere al pubblico. Non si possono paragonare le due esperienze.

Fabio Basile judo

Fabio Basile ed il judo: “Ho un sogno”

Adesso, come hai già dichiarato, tornerai ad allenarti intensamente: qual è il tuo prossimo obiettivo?

Il Paris Grand Slam. Si terrà a febbraio 2019.

Dopo aver vinto l’oro mondiale da giovanissimo, qual è adesso il tuo sogno? 

Dopo la vittoria del titolo olimpico a ventuno anni non avevo più stimoli. Vai a fare un Grande Slam e vinci l’argento, che per me è già molto, ma in fondo non hai vinto. Vinci l’Europeo, ma sei sempre quello che hai vinto l’Olimpiade. Gli stimoli li ho ritrovati cambiando categoria: ho vinto la medaglia a 66 kg, ma adesso sono passato a 72 kg e punto a vincere la medaglia in due categorie diverse, cosa che mai nessuno è riuscito a fare. 

Hai mai pensato di cambiare disciplina? Ad esempio dal judo alle arti marziali miste?

Assolutamente sì. Ci penso costantemente, ma adesso è presto. La mia base del judo è veramente grande e non mi sento di buttare 20 anni di sacrifici. Adesso è presto, però magari fra qualche anno mi vedrete nella gabbia.

Fabio Basile: “Sono innamorato di Daria”

Abbiamo scoperto che sei impegnato: come va la storia con Daria? Sei innamorato?

Sì, sono innamorato. È stato un colpo di fulmine. È una ragazza magnifica, pura, pensavo non esistessero più ragazze come lei. Sono andata a trovarla in Ucraina e la prima cosa che ho pensato è stata: ho fatto bene ad aspettare un mese.

Sei nato a Rivoli, ma parli più in dialetto napoletano che del tuo paese: come nasce questa passione per Napoli?

Sono nato a Rivoli, ma i miei nonni sono di Benevento e di Taranto. Nella mia casa si parla spesso in dialetto napoletano. Sono diventato mezzo napoletano e parlo in napoletano perché convivo con ragazzi napoletani ad Ostia da quando avevo quindici anni. Il mio migliore amico inoltre, Antonio Esposito, è napoletano di Melito e convivendo con lui giorno e notte ho iniziato a parlare napoletano. Mi piacciono Napoli e i napoletani, mi piace parlare in napoletano e mi sento un mezzosangue. I napoletani sono un popolo a parte, hanno un cuore grande.

Come dovrebbe intervenire la politica italiana per aiutare lo sport e in particolare il tuo?

Lo sport aiuta a far crescere il popolo. Fortifica, matura e ti rende immortale. Non sono importanti solo le medaglie, ma anche la persona che diventi praticando sport per anni. Io da piccolo ero viziato e avevo paura di tutto, il judo mi ha addestrato.  Lo Stato italiano deve investire su tutti gli sport, non solo sul calcio. In Giappone nelle scuole si allena prima lo sport e poi tutto il resto e i giapponesi sono i numeri uno in tutto. Bisogna avere fiducia in Malagò, perché è un grande.

Io lo conosco personalmente, so la sua etica del lavoro e impegna tutta la sua vita per noi. Non è possibile che io a livello di lucro non ricevo nulla dallo sport. Anche le strutture sono importanti. Ho girato molte palestre in Italia e alcune sono inadeguate. C’è troppo un abisso con gli altri sport. Io ho fatto questo reality anche per dar lustro al mio sport e far capire cosa significa essere un judoka. Nella casa, nonostante le innumerevoli difficoltà, non ho mai pianto, perché il mio maestro mi ha insegnato: mi piego, ma non mi spezzo.

Solo con lo sport avremo un popolo forte e determinato, senza gente che non ha un obiettivo e passa le giornate seduto su una panchina.

Vuoi continuare nel mondo dello spettacolo o dedicarti totalmente allo sport?

No, assolutamente no. Basta così. Manca un anno e mezzo all’Olimpiade e mi dedico solo a quello, perché voglio entrare nella storia. So che sarà difficile, ma sono sicuro che posso farcela e te lo dichiaro adesso: ce la farò! Mi piacerebbe fare l’attore, perché molti mi hanno detto che ho talento, ma si vedrà in futuro.

Ringraziamo il campione Fabio Basile per l’interessante intervista. In bocca al lupo per la tua carriera, CAMPIONE!

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