Si intitola “Rivoluzione”, ed è il nuovo singolo in italiano, del duo pop DAUDIA, formato dai cantautori e polistrumentisti Claudia Pasquariello e Davide Maiale che creano, grazie all’armonizzazione delle loro voci e all’utilizzo di strumenti quali ukulele, chitarra acustica e pianoforte, sonorità originali e fortemente riconoscibili. “Rivoluzione” è un brano upbeat dalle sonorità elettropop, caratterizzato da armonizzazioni inedite e originali che anticipa l’uscita del loro album, “Il nostro tempo”.
Claudia e Davide, in arte DAUDIA dopo aver partecipato a diversi talent all’estero, tra cui X Factor UK, pubblicano, nel 2020, una versione inedita di “Jerusalema” che totalizza in poche ore più di 5 milioni di visualizzazioni sulle piattaforme streaming, permettendo loro di tenere numerosi concerti negli Stati Uniti, in particolare a Los Angeles e New York, dove continuano a esibirsi e a trascorrere la maggior parte del loro tempo. Il duo di musicisti inoltre, sono anche co-autori del brano di Arisa “Non vado via” pubblicato nel 2023. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Claudia e Davide, in arte DAUDIA, e con loro abbiamo parlato del nuovo brano, del disco e soprattutto di Sanremo 2025.
Daudia: intervista a Claudia Pasquariello e Davide Maiale
Il vostro percorso vi ha portato dall’Italia agli Stati Uniti, passando per talent show di livello internazionale come X Factor UK. Come queste esperienze hanno influenzato il vostro stile musicale? E qual è stata la sfida più grande nel portare la vostra musica in un contesto internazionale?
Lei: “Sono state esperienze importanti per la nostra crescita artistica, soprattutto X Factor UK, perché ci siamo confrontati con musicisti internazionali, il nostro stile infatti prende spunto da quelle che sono state le nostre esperienze all’estero. L’aspetto più importante infatti, è quello di imporre sulla scena internazionale un progetto che viene dall’Italia, perché all’estero si pensa che in Italia non ci siano artisti che possono cantare in inglese. La nostra sfida personale è stata quella di imporsi con una certa credibilità anche all’estero e con questa esperienza ci siamo riusciti”.
Lui: “L’esperienza all’estero ha caratterizzato un po’ tutto, ma la nostra sfida personale è stata proprio questa di sconfinare e cercare la nostra strada anche fuori dal nostro Paese senza però abbandonare le nostri origini. Siamo molto felici di quello che accaduto dopo”.
Cosa vi ha spinto a reinterpretare “Jerusalema” e vi aspettavate un successo così virale?
Lei: “Non ci aspettavamo questo successo perché è una cover fatta un po’ per caso, anche un po’ per gioco. La caratteristica di quella canzone è stata reinterpretarla in chiave acustica, con strumenti che non facevano parte della produzione originale e infatti abbiamo utilizzato chitarre, ukulele, che oggi sono strumenti del nostro repertorio. Non ci aspettavamo che gli autori originali condividessero poi la canzone nella nostra versione”.
Lui: “Le percussioni non essendo parte di quegli arrangiamenti hanno destato curiosità. La nostra versione è stata poi interpretata nello stesso modo anche da altri, ed è stato anche il rilancio di uno strumento come quello dell’ukulele che ha caratterizzato poi il nostro gruppo. Da quel momento lì è stato un crescendo”.
“RIVOLUZIONE” è un brano elettropop che anticipa l’uscita di “IL NOSTRO TEMPO”. Qual è il messaggio che volete trasmettere con questa canzone? E cosa deve aspettarsi il pubblico dal nuovo album?
Lui: “È un messaggio che abbiamo voluto trasmettere anche in base alla nostra esperienza con la nostra personale rivoluzione che c’è stata dopo il COVID. È stata caratterizzata dal fatto di uscire fuori dalla nostra comfort-zone e passare anche il confine cercando la sinistra strada artistica in un momento critico per tutta l’umanità, dove tutto si era fermato e ovunque si parlava di crisi. La nostra rivoluzione è stata proprio questa: cercare noi stessi anche in altri territori, in altre realtà, lasciandoci influenzare da questo, affrontando queste sfide con nuovo entusiasmo. Il nostro invito è quello che le persone possano rivedersi in questo messaggio, ma anche lasciando loro la libertà di vivere la propria rivoluzione come meglio preferiscono. Può essere una rivoluzione interiore, artistica, lavorativa o della propria vita. Sicuramente è un brano che in questo album ha un impatto importante e anticipa un album che è rivoluzionario per il nostro genere musicale, perché siamo conosciuti per le nostre cover, invece quest’album segna un netto passaggio al mondo degli originali e della nostra rivoluzione”.
Lei: “Il titolo dell’album Il nostro tempo prende spunto proprio dalla canzone che si trova al suo interno, e che rappresenta un po’ tutto l’album, dando proprio il senso dell’album che è quello che proprio adesso è il nostro momento, è giunto il momento di presentare le nostre canzoni inedite e di fare anche un album un po’ sperimentale, dove ci sono molto influenze musicali che abbiamo vissuto in questi anni. Tutte le canzoni sono scritte da noi, raccontano storie nostre o di altre persone che conosciamo. C’è del pop che si evince in maniera determinante, ogni canzone ha una propria identità, e l’album sperimenta un po’ tutte le scritture del pop”.
Siete co-autori del brano di Arisa “Non vado via”. Come è nata questa collaborazione e cosa vi ha lasciato a livello artistico?
Lui: “La collaborazione è nata con i produttori del brano. È stata uno dei più grandi traguardi della nostra vita. Arisa interpreta una canzone sicuramente con una abilità pazzesca, è una voce incredibile del panorama italiano e siamo orgogliosi di far parte di questo grande progetto. In futuro ci piacerebbe scrivere anche per altri artisti, noi non siamo gelosi delle nostre canzoni, abbiamo tantissimi testi nel cassetto”.
Lei: “Ci ha lasciato la voglia di sperimentare anche con altri artisti. Non è detto che tu scrivi una canzone e che debba esserne l’interprete, spesso penso a delle melodie e dei testi che non si sposano con le nostre voci, ma che si sposerebbero con le voci di un altro cantante, quindi ci piacerebbe scrivere anche per altri artisti e continuare in questo filone”.
Il pubblico americano e quello italiano reagiscono diversamente alla vostra musica? Quali differenze avete notato nei due contesti?
Lei: “La prima differenza è che in Italia c’è poco la concezione del duo, mentre invece i solisti hanno una visibilità maggiore, un successo maggiore. In America invece si è più abituati all’ascolto e all’armonizzazione di due voci. L’idea di duo, nell’universo musicale americano è perfetta, ci siamo sentiti molto a nostro agio, però l’obiettivo nostro è anche quello di portare a considerare il duo anche in Italia”.
Lui: “Si, l’obiettivo è quello di cercare in qualche modo di rieducare il pubblico a queste tipologie di gruppo, perché in Italia o è la band o è cantante solista, il duo è un po’ sottovalutato, quindi stiamo cercando di trasformare questa visione”.
Se doveste scegliere uno strumento che vi rappresenta maggiormente, quale sarebbe e perché?
Lui per me il pianoforte ha iniziato a studiarlo le taglie nove anni direi quello però anche la chitarra è uno strumento che molto molto complice dal nostro punto di vista
Lei: nel mio caso, l’ukulele che caratterizza le nostre produzioni dei nostri live e i nostri video che possiamo sui social l’ukulele del mio strumento e la mia estensione
Avete in programma un tour o eventi live legati all’uscita di “IL NOSTRO TEMPO”? Ci sono altri progetti o collaborazioni a cui state lavorando e che potete anticiparci?
Lui: “Dopo l’uscita del disco partirà un tour da metà marzo dove gireremo tutta la penisola. Le date le annunceremo tramite i nostri canali social appena avremo tutto definito. Siamo contenti di poter finalmente incontrare tutte le persone che vorranno seguirci”.
Lei: “Beh, ci auguriamo di fare delle collaborazioni in futuro. In questo album non sono previste delle collaborazioni, per il futuro ce lo auguriamo assolutamente”.
Festival di Sanremo imminente, con cosa ne pensate di come sta prendendo il man mano e cantato in gara e voi l’ho sognato quel palco
Lei: “Qualunque artista del panorama italiano aspira a quel palco, in futuro c’è il progetto di riuscire ad arrivare all’Ariston. Per quanto riguarda il festival di quest’anno, beh negli ultimi anni ci sono state delle belle novità. Personalmente sono curiosa e contenta del ritorno di Cristicchi, da tempo mancava e sono curiosa di aspettare cosa porterà sul palco, dato che comunque la sua scrittura è molto particolare. Lui è un grande cantautore”
Lui: “Io sono anche pro Gabbani, The Kolors. Sono sicuro che questo festival con il nuovo direttore artistico Carlo Conti, ci porterà qualche grande sorpresa, soprattutto i merito al vincitore del festival”.