Colossal – Opinioni, analisi e recensione del film

Film Colossal

Colossal è un film del 2016 di genere Commedia/Fantascienza diretto da Nacho Vigalondo, con protagonisti Anne Hathaway, Jason Sudeikis, Tim Blake Nelson, Dan Stevens, Austin Stowell, Hannah Cheramy. Il film ha una durata di circa 120 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La trama del film Colossal

Gloria è una giornalista dalla vita turbolenta: dopo il licenziamento dal portale online dove scriveva, viene anche mollata dal suo fidanzato Tim, stanco delle sue continue scenate. La protagonista infatti è dipendente dall’alcool, situazione che le complica sia la carriera professionale che i legami personali.

L’ex compagno la sfratta dall’appartamento di New York di sua proprietà e Gloria si trova costretta a far ritorno alla città natale di Mainhead, nel New England, per cercare di rimettere in piedi la propria esistenza. Qui ritrova il suo amico d’infanzia Oscar, che le propone di lavorare momentaneamente nel bar che gestisce nella zona.

La ragazza accetta ma solo qualche giorno dopo aver ottenuto il nuovo impiego l’opinione pubblica globale viene scossa dall’incredibile comparsa di un mastodontico mostro che scorrazza nella città di Seoul.

Gloria scopre ben presto come sia ella stessa legata in prima persona a questa misteriosa creatura dalle origini sconosciute e dovrà decidere di fare la cosa giusta per evitare che persone innocenti dall’altra parte del mondo perdano inutilmente la vita.

La recensione e analisi del film “Colossal”

Quando la fantascienza incontra la commedia, con buone probabilità dietro la macchina da presa siede Nacho Vigalondo, iconoclasta regista spagnolo che in carriera ha spesso operato questa stramba commistione tra i generi con uno stile originale e fuori dai canoni classici.

Colossal non fa eccezione e le quasi due ore di visione garantiscono un sano divertimento a tema e uno spettacolo di tutto rispetto, trovando anche il tempo di approfondire temi più profondi e ambigui e di porre discreti spunti di riflessione in attesa della resa dei conti finale, ammantata da una semplice quanto piacevole atmosfera epica citante il filone dei kaiju-eiga nipponici.

Il cineasta, anche autore della sceneggiatura, offre una storia folle che si addentra anche in tematiche scomode e potenzialmente controverse senza perdere di vista il puro intrattenimento: se la componente leggera è impreziosita dalle ottime performance del cast, con una Anne Hathaway stralunata al punto giusto e magnetica nei momenti clou, gli effetti speciali di qualità più che soddisfacente donano all’insieme un impatto estetico di tutto rispetto.

Quest’atipica incursione nel filone dei monster-movie si rivela vincente e, anche al netto di alcune sbavature, i toni metaforici e ironici insiti nello script riescono ad attirare diversi tipi di pubblico per una pellicola capace sicuramente di dividere ma in grado di regalare grandi soddisfazioni se approcciata con il giusto spirito.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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