Si è tenuta oggi al WeGIL, in Largo Ascianghi 5, la consegna del Premio Famiglia Tv Lazio 2026 alla serie tv I Cesaroni, uno dei titoli più amati dal pubblico italiano. A consegnare il premio è stata l’Assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche Giovanili e della Famiglia e al Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre.
Alla cerimonia erano presenti Claudio Amendola, regista e attore della serie, il cast principale, la produzione e il broadcaster. In occasione dell’evento, abbiamo intervistato proprio Claudio Amendola, che ha commentato il riconoscimento ricevuto da I Cesaroni, il successo della serie e il legame personale con questo progetto.
Intervista a Claudio Amendola
I Cesaroni vincono il premio Famiglia Tv Lazio 2026: che importanza ha per te questo riconoscimento?
Per noi è una grande soddisfazione questo riconoscimento, perché ci sentiamo di aver interpretato da sempre le famiglie italiane e vederlo riconosciuto, questo insomma ci fa piacere e ci inorgoglisce.
Sei soddisfatto per gli ascolti? È partito benissimo.
Guarda, ho imparato una cosa: gli ascolti vanno giudicati su un total share che poi si fa ormai, insomma, quasi dopo la messa in onda, quindi così come esaltarsi non vale la pena, altrettanto non vale la pena farsi troppe domande. Bisogna capire di che tipo di prodotto stiamo parlando e che tipo di fruibilità dovrebbe avere.
Sui social però in molti hanno polemizzato sulla messa in onda tardiva.
Bisogna chiederlo a Mediaset.
Che cosa rappresentano invece per te I Cesaroni? Hai sempre detto che è importante per la tua carriera.
Beh, è un personaggio che ho fatto per tanti anni, una serie così di successo ovviamente è un pezzo importantissimo della mia carriera, è un personaggio al quale sono affezionato, quindi insomma mi devo ripetere. I Cesaroni sono l’apice della mia carriera, sono arrivati che avevo appena 40 anni, nel momento più formativo. Mi ha regalato un pubblico giovane che fino a quel momento non avevo avuto perché al cinema o in tv avevo interpretato ruoli abbastanza forti e situazioni impegnative. Questa figura di papà buono mi ha portato una generazione che oggi è un investimento.
Alla fine di ogni puntata c’è sempre un tributo ad Antonello?
Per le prime due sì, nella terza pure, poi vedremo.









