Anniversario morte Freddy Mercury – Qual è il brano dei Queen che più amate?

Esattamente un quarto di secolo fa (il 24/11/1991) moriva Freddy Mercury (Farroukh Bulsara), lasciando un vuoto incolmabile nel panorama musicale mondiale.

Come dimenticare i suoi brani, che hanno cresciuto ed accompagnato intere generazioni e che ancora oggi sono vivi nel nostro background musicale?

SuperGuidaTv intende omaggiare questo grande artista ripercorrendo la sua carriera ed i suoi successi.

P.S. Questo articolo rispolvererà soltanto la leggenda, non tutte le notizie di contorno che hanno tentato di affossare la grandezza di questo artista.

Anni ’60

Tutte le band musicali, in quel periodo storico, faticavano ad emergere. Il motivo? Il successo planetario dei Beatles e dei Rolling Stones.

Ma Farroukh non si diede per vinto: la sua attività musicale per le vie (ed i locali) di Liverpool fu intensissima.

Il cantautore si dedicò soprattutto alla sperimentazione di nuovi stili musicali, alla fusione di generi già esistenti.

Obiettivo? Trovare un genere musicale nuovo in cui riconoscersi appieno.

Anni ’70

La svolta, per il giovane cantautore britannico – da poco ribattezzatosi Freddy Mercury – arrivò grazie al fatidico incontro con:

  • Brian May;
  • Roger Taylor (il batterista);
  • John Deacon (il bassista).

Da questo sodalizio musicale nascerà quello che, nel giro di pochi anni, diventerà il gruppo rock più famoso del mondo: i Queen.

Punto di forza di questa band rockettara è l’energia: ogni concerto dei quattro ragazzi, infatti, è un vero e proprio spettacolo.

Le folle li acclamano, Freddy è un vero e proprio trascinatore: riesce a trasmettere al pubblico lo stesso entusiasmo con il quale vive la musica.

Intrattenimento allo stato puro con uno stile scanzonato accompagnato da una sobria sconcezza.

Curiosità in pillole:

Freddie Mercury, senza volerlo, creò la figura del Frontman (componente di una band responsabile per l’intrattenimento del pubblico)!

La scanzonata ribellione musicale

Un’altra scelta vincente della band è l’ironia. I Queen, infatti, prendevano in giro:

  • i costumi di una società arretrata rispetto all’esuberanza giovanile, reduce dalla più famosa rivoluzione sessuale (il 1968 era ancora vivo nelle coscienze di tutti). Simbolo indiscusso di questa presa in giro è certamente il brano “I want to break free”: 

  • la morale dell’epoca, senza accanimento (destinato ad arrivare negli anni successivi).

La ribellione è in atto, ed è condita con uno humor squisito ed una musicalità leggera ma al tempo stesso magnetica.

Gli anni ’70 consacrarono definitivamente i Queen nell’olimpo delle band musicali di fama mondiale.

Anni ’80:

Il gruppo si separa temporaneamente, ma Freddie inizia una collaborazione con l’italiano Giorgio Moroder, un compositore specializzato in musica Dance.

Dopo pochi anni di separazione e progetti solisti, i membri della band decidono di tornare insieme.

Si riuniscono per una buona causa: partecipano, il 13 luglio 1985, al mega-concerto Live Aid.

Obiettivo? Raccogliere fondi destinati ad arginare le conseguenze della carestia in Etiopia.

Questo concerto viene ricordato come uno dei più grandi eventi rock della storia di quell’epoca.

La stampa, gli spettatori e gli stessi artisti furono concordi nel considerare l’interpretazione dei Queen memorabile, una delle migliori di tutti i tempi.

Eccovi un assaggio di quell’esibizione leggendaria:

Ancora oggi, le musiche dei Queen riescono a trascinare le folle, ad unire gente diversa in un unico coro, ad entusiasmare i più grandi e ad affascinare i più piccini.

Non basterebbe una pagina per ricordare tutti i successi di Freddy e dei Queen, e sono sinceramente in difficoltà per pubblicare il mio brano preferito!

Quindi facciamo un gioco: scrivete nei commenti il brano dei Queen che più amate e vediamo quale ‘vince’.

Eccovi il mio:

 

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Sono una web writer in erba ed un'aspirante copywriter. Da sempre subisco il fascino delle parole in tutte le sue forme: forse non è un caso che il mio nome (Eufemia, dal greco “ eu phemì ” = colei che parla bene) contenga un verbo che significa 'parlare, dire, raccontare, etc'. Scrivere, infatti, rappresenta una delle mie più grandi passioni assieme al canto, alla musica ed ai viaggi. Sono una vera divoratrice di pellicole cinematografiche, amo i ‘courtroom drama’ - i film che si svolgono prevalentemente nelle aule di giustizia - e tutti i thriller. Per me, attori come Al Pacino, Robert De Niro e Jack Nicholson sono mostri sacri del cinema. Le serie tv che non smetterei mai di rivedere, invece, sono ‘Gomorra’, ‘How to get away with murder’ e ‘Lie to me’ (anche se vorrei trovare il tempo per vedere ‘House of cards’ e ‘Mad Men’).