Intervista esclusiva ad Andrea Bosca: “Mi piace molto scrivere e negli ultimi tempi ho pensato di passare dietro la macchina da presa”

L'attore Andrea Bosca

Siamo abituati di solito a vederlo nei panni del cattivo tanto che quando glielo confidiamo ci scherza su. E anche stavolta Andrea Bosca non si smentisce vestendo i panni di Radaelli in “Al posto suo“, terzo capitolo della saga “Purchè finisca bene“. Un personaggio che Andrea si è divertito molto ad interpretare perché come ci ha rivelato si tratta di un antagonista calato nel genere della commedia. In questa intervista, rilasciata in esclusiva a SuperGuida Tv, Andrea ci ha parlato anche del suo nuovo impegno nella produzione internazionale “3 caminos” di Amazon Prime, un progetto che ha abbracciato con entusiasmo e anche con un pizzico di coraggio. Una chiacchierata che è stata anche l’occasione per parlare della terza stagione della serie TV di successo “La porta rossa“, ora in fase di scrittura, e per ripercorrere alcuni suoi successi come quello de “La dama velata” di cui tutti chiedono oggi a gran voce una seconda stagione. Per concludere, Bosca ci ha anche rivelato quali sono i personaggi che gli piacerebbe interpretare in futuro svelandoci anche il sogno che vorrebbe realizzare alla soglia dei 40 anni.

Intervista Esclusiva ad Andrea Bosca

1) Andrea, in “Al posto suo” interpreti Radaelli. Ci puoi parlare del tuo personaggio? C’è qualche caratteristica che vi accomuna?

Mario Radaelli è un uomo che ha cercato di dare anima e corpo per le Cartiere Zotagli. Si butta sempre in nuovi progetti ed è uno stacanovista sul lavoro in quanto impegnato 24 ore su 24. Non riesce a sopportare che il padre desideri altro per l’azienda perché pensa di essere designato a succederlo e ad avere un posto importante. Mi sono divertito ad interpretarlo perché è un antagonista in chiave comica. Cercavo un personaggio che fosse divertente e che fosse un po’ il diavoletto della situazione.  Sono tornato a fare il cattivo sia pure stavolta in una commedia. 

2) Radaelli invita a riflettere anche sulle delusioni che tutti noi possiamo subire e alle quali possiamo reagire in modo diverso. In che modo riesci a reagire alle delusioni? E soprattutto qual è stata la delusione che in questi anni ti ha bruciato di più?

Il mio personaggio si confronta con le delusioni e anche io mi ci confronto quotidianamente cercando sempre di reagire. Radaelli mi ha colpito molto perché pur avendo dei sogni non riesce a far andare le cose come vorrebbe. Nella vita sono sempre stato un tipo adattabile nel senso che mi sono sempre trasformato. Il mio personaggio invece ha una rigidità che non mi assomiglia per niente. Tutti i sognatori sono anche un po’ bambini e possono reagire bene o in maniera scomposta. E Radaelli rientra in questo ultimo caso. 

3) Stando ad alcune indiscrezioni sembra che a fine 2020 inizino le riprese della terza stagione de “La porta rossa”. Cosa ci puoi anticipare al riguardo? Jonas ci sarà ancora?

Al momento non so ancora nulla e non conosco quale sarà la sorte di Jonas. So che gli autori stanno scrivendo la sceneggiatura della terza stagione. Aspetto che mi chiamino sul set. Ormai tutti noi amiamo molto questo progetto e anche Trieste che è una città meravigliosa.

4) In queste settimane sei impegnato nelle riprese della serie “3 caminos” per Amazon Prime. Come stai affrontando questa esperienza? Hai trovato qualche difficoltà?

Non sto trovando particolari difficoltà perché con lo spagnolo mi intendo molto bene e sul set recitiamo in inglese. Abbiamo appena iniziato a girare ed è un onore far parte di questa produzione internazionale. Sono felice di essere uno dei protagonisti. Quando ho saputo che avrei fatto parte di questo progetto ho reagito con gioia. Ho preso anche coraggio nel buttarmi in qualcosa di nuovo che non conoscevo prima. Siamo molto affiatati e ho trovato degli attori molto generosi. Il nostro modo di rimanere uniti è cantare assieme. 

5) Parlando di serie TV più in generale, quali ti piacciono?

Ho seguito volentieri “La casa di carta”. Mi ha fatto strano vedere delle persone con cui avevo già lavorato come Ursula Corbero che è diventata ormai un volto noto. Ultimamente non ho avuto molto tempo per seguire altre serie perché sono stato impegnato tra il teatro e il set. Appena posso recupererò.  

6) Hai mai ricevuto delle proposte per partecipare come concorrente a qualche programma televisivo?

Non mi è stato mai proposto di partecipare come concorrente a programmi televisivi. Mi hanno sempre proposto di recitare come attore in serie televisive. 

7) Ancora oggi sono molti i fan che sperano in un sequel de “La dama velata”. C’è qualche speranza secondo te?

Non ne ho assolutamente idea. E’ un progetto che ho amato tantissimo e lo ricordo con tenerezza perché proprio su quel set ho avuto modo di conoscere Carmine Elia, Lino Guanciale e Miriam Leone. La risposta è nelle mani della produzione. A me farebbe piacere. 

8) Il prossimo 14 luglio compirai 40 anni, un traguardo importante. Un bilancio di quello che è stato finora? C’è qualcosa che ti manca?

Quest’anno anno tra un monologo interamente scritto con Paolo Briguglia che sto portando in giro per l’Italia e il lavoro sul set in Spagna c’è molto sul piatto e non posso lamentarmi. Mi piacerebbe in futuro continuare in questa direzione ed essere al centro di un progetto. 

9) Di cosa sei più orgoglioso?

Sono orgoglioso delle persone che conosco perché sono di valore e perché in qualsiasi difficoltà che si presenti nella vita cercano di starmi accanto. E poi sono orgoglioso del percorso che sto facendo. Sto alla finestra per guardare dove mi porta. 

10) In questi ultimi anni le serie Rai hanno reso omaggio a persone che hanno fatto grande la storia dell’Italia. C’è un personaggio storico che ti piacerebbe interpretare?

Mi piacerebbe interpretare Walter Bonatti perché mi ha sempre affascinato la sua storia. E come personaggio letterario invece sarebbe interessante vestire i panni di un poeta italiano, Giorgio Caproni. L’ho amato molto quando studiavo all’università ed è diventato un vero e proprio riferimento per me. Il mio mito numero uno rimane sempre Carmelo Bene. Ultimamente sto pensando di passare dietro la macchina da presa. Ho sempre amato scrivere e chissà se in futuro potrò anche io portare sul piccolo schermo qualcosa di mio. Mi sto dedicando alla scrittura di una storia da ormai un anno però non posso svelare di più.

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