Alessandro Preziosi, intervista al Festival del Cinema di Venezia 2026: “Sandokan? Spero di tornare presto sul set. Nel cinema italiano serve più progettualità”

Alessandro Preziosi Black Out fiction Rai

Alessandro Preziosi è stato tra i protagonisti del Filming Italy, l’evento ideato e organizzato da Tiziana Rocca, che anche quest’anno celebra il cinema e l’intrattenimento italiano e internazionale nella prestigiosa cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In occasione della manifestazione, l’attore ha ricevuto un importante riconoscimento per il documentario Aspettando Re Lear, un progetto particolarmente significativo per Preziosi anche per il forte legame con Venezia.

Alessandro Preziosi, intervista esclusiva al Festival del Cinema di Venezia 2026

Noi di SuperGuida TV lo abbiamo video intervistato in esclusiva, raccogliendo le sue dichiarazioni sul premio, sul teatro, sui prossimi progetti cinematografici, sullo stato di salute del cinema italiano e, naturalmente, sul tanto atteso ritorno sul set di Sandokan.

Parlando del significato del premio ricevuto al Filming Italy, Alessandro Preziosi ha spiegato come per lui il valore del riconoscimento vada oltre il semplice premio in sé, sottolineando soprattutto l’importanza di ritrovarsi insieme a tanti professionisti del settore. “Questo premio è più che altro per me ritrovarsi insieme a tanti colleghi bravissimi e anche condividere questo palco con una donna come Tiziana Rocca che ha grande attenzione per tutto quello che è l’intrattenimento italiano e internazionale”. Il riconoscimento è legato al documentario Aspettando Re Lear, che Preziosi ha girato proprio a Venezia durante un periodo particolarmente intenso della sua attività teatrale. “Il premio in questione per il documentario Aspettando Re Lear, come puoi immaginare, è una cosa bellissima perché l’ho girato qui a Venezia mentre avevo lo spettacolo in scena al Teatro Goldoni, tra l’Arsenale, la Fondazione Cini e il Palazzo Ducale”. Un legame con la città che rende quindi ancora più speciale il riconoscimento ricevuto durante la Mostra del Cinema: “Quindi avere un riconoscimento proprio a Venezia, a distanza di così tanto tempo, è una bella aspettativa”. Per Preziosi, il premio rappresenta inoltre uno stimolo a proseguire anche nel percorso dietro la macchina da presa: “Mi mette nelle condizioni di pensare di poter continuare a fare anche il lavoro di regista in maniera giusta”.

Nel corso dell’intervista abbiamo poi parlato del rapporto tra Alessandro Preziosi e il teatro, una delle grandi passioni dell’attore. Alla domanda se il teatro rappresenti ancora un amore, Preziosi ha risposto senza esitazioni: “Sì, sì, è reciproco. Credo che se glielo chiedi anche lui ti risponderebbe così”. Una battuta che racconta con ironia un legame profondo e duraturo con il palcoscenico.

E per quanto riguarda la televisione, quando potremo rivedere Alessandro Preziosi sul piccolo schermo? L’attore ha inizialmente risposto con ironia: “Da nessuna parte. Bisognerà pagare il biglietto al cinema per vedermi”. Poi ha chiarito la situazione professionale attuale: “Ma scherzo. Ma comunque al momento non ci sono altri progetti televisivi, ma due film per il cinema”. Dunque, per il momento, il futuro di Preziosi sembra guardare soprattutto al grande schermo, con due nuovi progetti cinematografici in arrivo.

Alessandro Preziosi ha poi espresso la sua opinione sullo stato di salute del cinema italiano, definendolo con una formula particolarmente significativa: una “intermittente eternità”. Ma cosa serve per trasformare questa intermittenza in una luce più stabile? Secondo Preziosi, bisogna innanzitutto considerare i cicli che attraversano il settore: “Eh, bisogna pensare che ci sono cicli e ricicli. Io credo che la politica c’entri fino a un certo punto”. L’attore individua invece alcune criticità soprattutto nella filiera cinematografica: “Credo che ci sia una difficoltà di distribuzione, di produzione, di contenuti”. E alla domanda se il problema riguardi quindi anche la scrittura, Preziosi precisa: “Sì, di progettualità più che di scrittura. Perché i film italiani sono sempre film ben fatti e ben scritti”.

Per l’attore è quindi l’intero sistema cinema ad avere bisogno di maggiore attenzione e sostegno: “È proprio il progetto cinema che ha bisogno del sostegno dello Stato in maniera forse anche più controllata”. Un sostegno che, secondo Preziosi, dovrebbe però inserirsi in un meccanismo capace di produrre e replicare valore: “I soldi vengono investiti e vanno replicati. Il botteghino deve rispondere perché questa macchina continui ad essere legittimata e oleata”.

Infine, nella nostra intervista non poteva mancare una domanda su Sandokan, una delle produzioni più attese dal pubblico e che vede Preziosi coinvolto nel cast. Quando tornerà sul set? L’attore ha scherzato sulla domanda e sui presunti fan in attesa di notizie: “Ma quando vai? Se mi fai i nomi di dieci fan che lo chiedono, Giovanni, Marco, Elisabetta e Franca”. Poi, tornando serio, ha ammesso di non essere la persona che può fornire una risposta definitiva: “Quando torneremo sul set di Sandokan? Eh, questa è una bella domanda. Non sono io quello che vi può rispondere”. Preziosi ha però lasciato spazio alla speranza: “Credo e spero presto”. E, con la consueta ironia, ha aggiunto: “Almeno prima che io invecchi. Prima che possa fare il padre di Sandokan”.

 

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Mi chiamo Giulia e sono nata a Roma il 23 febbraio 1990. Amo scrivere e il mondo dello spettacolo è la mia passione. Oltre alla scrittura, sono una divoratrice di libri e mi diverto a strimpellare al pianoforte. Collaboro per alcuni settimanali per cui realizzo interviste a personaggi famosi. Comunicare mi ha aiutato a superare il blocco della timidezza e ad acquistare maggiore sicurezza. Apprezzo le persone umili e sincere e detesto invece le persone vigliacche. Un’altra mia grande passione è la danza classica che ho studiato sin da quando ero bambina. Il mio sogno più grande l’ho realizzato qualche anno fa entrando al Teatro La Scala nel giorno del mio compleanno. Vedere ballare insieme i miei due idoli della danza, Roberto Bolle e Svetlana Zackarova, è stata un’emozione incredibile.